La Lega brindisina contro il sindaco Rossi: "Porto aperto inaccettabile"

domenica 6 gennaio 2019
La deputata Tateo contro l'annuncio del primo cittadino di voler disubbidire al Decreto Sicurezza.

“Porto aperto Brindisi inaccettabile, se Rossi vuole infrangere la legge si dimetta da sindaco”. Lo scrive Anna Rita Tateo, deputata pugliese della Lega e commissario provinciale di Brindisi per il suo partito, insieme con i consiglieri comunali Massimo Ciullo, Ercole Saponaro ed il coordinamento Lega di Brindisi.
“Le dichiarazioni di Rossi sono inqualificabili e l’intenzione di tenere aperto il porto di Brindisi, contravvenendo deliberatamente ad una legge dello Stato, è inaccettabile. Invece di vantarsi di voler infrangere la legge, danneggiando Brindisi e i cittadini che dovrebbe rappresentare, farebbe molto meglio a dimettersi dalla carica di Sindaco. Con l’aggravante che, oltre a sindaco di Brindisi, Rossi è pure Presidente della Provincia, altra carica da cui dovrebbe dimettersi se vuole disattendere una legge dello Stato.

Ricordo a Rossi che il decreto sicurezza, fortemente voluto dalla Lega e da Matteo Salvini, non solo dà più potere e fondi ai sindaci ma soprattutto è uno strumento che ristabilisce l’ordine dove per anni c’è stato il caos generale. L’Anci stessa, ai tempi del ministro Minniti, aveva espresso esigenze a cui il decreto di Salvini risponde pienamente. Se Rossi si oppone al decreto Salvini dimostra non solo la sua inadeguatezza di Sindaco che vuole infrangere la legge, ma pure la sua incompetenza di amministratore perché probabilmente non ha letto il decreto oppure non lo ha capito.

Ciò che è sconvolgente è che tale decreto è stato convertito in legge dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, lo stesso Presidente di cui la sinistra ha tessuto le lodi fino ad un paio di giorni fa.

È inaccettabile che, per la sinistra, se una legge è frutto della loro ideologia allora va bene ma se è voluta da Salvini allora bisogna opporsi. Come è inaccettabile che, quando ad infrangere la legge sono i sindaci di sinistra, non è reato ma diventa “disobbedienza civile”.

Con le sue intenzioni Rossi si dimostra un amico dei clandestini e un nemico degli italiani suoi concittadini, che in quanto Sindaco dovrebbe rappresentare e tutelare invece di sfuttare la sua carica istituzionale per infrangere la legge”.

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