Il "mal di tecnologia" danneggia la colonna vertebrale: le novità Made in Usa

sabato 22 dicembre 2018

Con il reumatologo Maurizio Muratore, reduce da un importante convegno negli USA, torniamo a parlare delle conseguenze nefaste delle nuove posture provocate dalla tecnologia, come il “Text Neck”.

La testa piegata sullo smartphone, sul tablet o su qualsiasi altra tecnologia diventa un peso insostenibile a lungo andare per la colonna vertebrale. Negli USA già da qualche anno le ricerche della reumatologia sugli effetti delle nuove tecnologie sono molto avanti. Di recente il noto reumatologo salentino, Maurizio Muratore, ha partecipato a un importante Congresso negli Stati Uniti dove sono stati discussi anche i recenti risultati della ricerca sul “mal di tecnologia”, cioè su come cellulari e altro modificano pesantemente la postura scatenando infiammazioni irreversibili. 

Dottore, di recente lei ha partecipato a un convegno negli USA: gli esperti stanno cominciando a studiare anche le patologie che nascono dall’avanzamento tecnologico? Oggi si parla del “collo da telefonino”. 

“La nascita e lo sviluppo del mercato della telefonia mobile hanno avviato profonde trasformazioni sociali rispetto a quelle assolte dal telefono tradizionale. Di pari passo alla moltiplicazione delle funzioni tecniche di un telefonino, si sono trasformate anche le sue funzioni sociali e psicologiche. Il cellulare oggi è uno strumento che accompagna ogni momento della giornata e che aiuta ad organizzare ed a gestire ogni contesto della vita, dal lavoro (con le agende, le sveglie, le rubriche, l’orologio) ai momenti di svago (con i giochi, le fotocamere, le videocamere). Secondo i ricercatori americani l’uso eccessivo della tecnologia mobile è causa della sindrome Text Neck: ovvero una condizione non fisiologica del rachide cervicale che viene sottoposto ad un sovraccarico eccessivo e ad uno stress ripetuto; nella suddetta situazione la testa è perennemente chinata in avanti e verso il basso in direzione dello smartphone/tablet. Sul The Spine Journal alcuni dei più famosi neurochirurghi spinali americani hanno svelato al mondo le cause e le conseguenze della cosiddetta sindrome “Text Neck”, una serie di sintomi e fastidi che possono essere riassunti in un solo concetto: mal di tecnologia provocati dal guardare il display del tablet o dello smartphone continuamente e per un lungo periodo di tempo, imponendo posizioni scorrette alla colonna vertebrale”.

Dal punto di vista fisiologico cosa avviene, a lungo andare, se teniamo il collo abbassato per guardare il cellulare? 

Il peso del capo in posizione eretta si aggira tra i 4,5 e i 5,5 kg, mentre nel momento in cui si protende il collo in avanti e verso il basso il carico sul rachide cervicale può aumentare fino a 27 kg, ad affermarlo è uno studio diretto dal professor Kenneth Hansraj della New York Spine Surgery and Rehabilitation Medicine che ha misurato il peso sulla colonna legato alle inclinazioni (dai 15 ai 60 gradi) della testa.  Al giorno d’oggi sono molte le persone che trascorrono dalle 2 alle 4 ore a guardare smartphone e tablet piegando troppo il collo, assumendo questa postura sbagliata dalle 730 alle 1460 ore l’anno, tempo più che sufficiente per provocare delle vere e proprie lesioni alla colonna vertebrale, caratteristiche della sindrome Text Neck.  In una fase iniziale il primo sintomo che si avverte è una maggiore tensione a livello muscolare, poiché l’eccessivo e continuo carico grava sulle prime due vertebre del rachide (atlante ed epistrofeo). Un neurochirurgo spinale del Cedars-Sinai Medical Center di Los Angeles,Todd Lanman, ha riscontrato delle anomalie radiografiche della colonna con inversione delle curve fisiologiche dovute al troppo uso dello smartphone constatando, inoltre, che,  sono prevalentemente i pazienti più giovani che si propongono alla sua osservazione  lamentando già forti dolori e problemi ai dischi vertebrali. Lanman, inoltre, afferma: ‘La vera preoccupazione è che non sappiamo cosa questo comporterà nel lungo termine per i ragazzi di oggi che usano i telefonini tutto il giorno’. 

Siamo tutti consapevoli, purtroppo, che attualmente ci sono molti giovani ancora ‘in fase di sviluppo’ che trascorrono tante (troppe!) ore con le teste chine su dispositivi elettronici di ogni genere, totalmente incuranti delle posizioni scorrette che assumono di continuo; tali posture possono essere causa di deformazioni permanenti sul loro ancora giovane rachide. Lo spostamento del capo in avanti induce l’individuo a dover controbilanciare, per ovvi motivi, il peso della testa  portando il tronco indietro con la conseguente e definitiva accentuazione non fisiologica della naturale cifosi dorsale”.

Lo “smanettamento” prolungato per ore sul telefonino può dare problemi anche al gomito e ai tendini? 

“Tra i disturbi associati alla sindrome Text Neck ci sono:

• Mal di testa frequente

• Cervicalgia

• cefalea muscolo-tensiva,

• Rigidità nucale,

• Rigidità dorsale e del cingolo scapolo omerale

• Formicolio ed intorpidimento degli arti superiori

Con il passare degli anni a questi dolori di origine neuropatica e muscolo-scheletrica si possono aggiungere altre problematiche di tipo metabolico: difficoltà gastrointestinali e possibili riduzioni della capacità polmonare, entrambe causate da una eccessiva pressione del tratto toracico che impedisce la normale escursione del muscolo diaframma (struttura molto importante per l’apparato respiratorio ma anche per quello digestivo)”. 

Ci sono dei rimedi per prevenire il collo da telefonino? 

“Le persone spesso guardano dall'alto in basso quando utilizzano i loro smartphone e, durante queste attività, la maggior parte dei fruitori tiene il collo a circa 45 gradi, che tendono ad aumentare in posizione seduta. Dei semplici cambiamenti nello stile di vita possono alleviare lo stress dovuto alla postura ‘text-neck’: tenere il telefono cellulare davanti al volto, o all'altezza degli occhi,  usare due mani e i due pollici per creare una posizione più simmetrica e confortevole per la colonna. Sono sempre molto validi ed efficaci gli esercizi di ginnastica posturale, da effettuare nel corso della giornata in palestra o a casa.  Quando si è sdraiati sul letto il collo dovrebbe essere esteso all’indietro, mentre quando ci si siede le orecchie dovrebbero essere sempre sopra le spalle e quest’ultime sempre in corrispondenza dei fianchi. Inoltre al termine dell’ utilizzo di smartphone è consigliabile eseguire degli esercizi:  flessioni del collo ed estensioni alternate a flessioni laterali del collo, rotazioni del collo da eseguire lentamente 5 volte per lato. Infine, auricolari e dettatura vocale sono molto utili per ridurre il tempo di mantenimento del collo in flessione.  Ritengo che la soluzione più opportuna sia cambiare certe abitudini nell’ utilizzo dello smartphone siccome hanno contribuito a creare il problema partecipando sempre più prepotentemente alla vita attiva e di relazione vera”.

Come si possono curare le infiammazioni derivanti da posture così scorrette?  

“I medici in proposito consigliano spesso la somministrazione di antinfiammatori e di miorilassanti, dato che la situazione di dolore è in parte dovuta all’infiammazione e/ contrattura dei muscoli e dei tendini/legamenti che devono fare sforzi enormi per tenere il cranio in questa posizione poco naturale; ma rimane sempre un palliativo e comunque una soluzione momentanea”.

Il cellulare ha sostituito anche il Pc nei lavori di tutti i giorni. Dovremo imparare a convivere con le patologie conseguenti?

“Questo moderno e trasportabile strumento di comunicazione telefonica è divenuto nel giro di poco tempo alla portata di tutti, indipendentemente dall’età o dallo status socio-economico. Lo sviluppo di crescenti e innumerevoli caratteristiche tecniche ha imposto alcune riflessioni concernenti le principali funzioni sociali e psicologiche che il telefonino attualmente assolve. Inoltre il cellulare oltre ad essere un valido mezzo di lavoro ha cominciato a rispondere e ad elementare il bisogno comune di essere vicini, superando i confini dello spazio e del tempo, trasformando profondamente le possibilità delle relazioni quotidiane. Attualmente il telefonino rappresenta uno strumento che riveste importanti funzioni psicologiche relative sia alla sfera individuale, che a quella relazionale: regolare la distanza nella comunicazione e nelle relazioni, avvicinando o allontanando dagli altri, superando le proprie insicurezze relazionali, ma può altresì mantenere vicini e presenti costantemente le persone costruendo un ‘ponte telefonico’ che attraversa infiniti spazi in pochissimo tempo. Inoltre per ultimo la connessione a internet ci permettere il ‘download’ di programmi aggiuntivi e l'utilizzo di servizi online, unitamente al collegamento con i famosi social network collegati sempre con il mondo. Sicuramente positivo è l’invito del Ministro francese della salute il quale scoraggia l'uso del cellulare da parte dei bambini e mette in guardia i genitori contro i rischi del dotare i propri figli di telefonino. Ma indipendentemente dalle problematiche sanitarie, con le quali dobbiamo inevitabilmente imparare a convivere, è il buon senso che dovrebbe consigliare di usare il telefono cellulare con giudizio. Bisognerebbe prendere in considerazione la cosiddetta ‘etichetta’ che per definizione non è un codice di condotta statico e immutabile, ma un insieme di norme su cui di volta in volta ci accordiamo: queste si stanno evolvendo piuttosto velocemente tra gli americani, secondo i risultati di uno studio del Pew Research Center. Lo studio ha documentato le modalità  con cui usiamo i nostri telefoni in luoghi dove fino a qualche anno fa sarebbe stato considerato un gesto privo di educazione  tirarlo fuori dalla tasca. Usare il telefono quando si è in compagnia rovina le dinamiche di interazione, anche se la scienza dà loro ragione. La regola qui, come in tutte le questioni sociali, è fare le cose con moderazione.  ‘Vi ricordate i tempi in cui le persone si guardavano in faccia mentre si parlavano?’. L’etichetta cambia, è un fatto della vita, e questo non è né buono né cattivo. Con tutta probabilità i nostri discendenti cyborg guarderanno a noi e rideranno”.

Gaetano Gorgoni

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