Piano comunale delle coste, "giro di boa" per l'iter amministrativo

sabato 15 dicembre 2018

Nei giorni scorsi la Giunta comunale ha preso atto dei nuovi elaborati del Piano Comunale delle Coste.

Si tratta del “giro di boa” nel complesso percorso di questo strumento urbanistico che ora sarà ripresentato in Commissione Vas per poi aprirsi alle osservazioni dei cittadini e passare alla definitiva adozione e approvazione.

In questi mesi l’Assessorato all’Urbanistica ha lavorato per recuperare le carenze e le criticità evidenziate dalla commissione sulla precedente versione del Piano delle Coste. Il percorso di verifica si è sospeso nel dicembre del 2017 per “riallineare” il Piano, colmando vuoti conoscitivi, incrementando le analisi, producendo nuova documentazione fotografica e documentale, riorientando le scelte progettuali in base alla situazione reale della costa leccese. Oggi l’amministrazione comunale rende conto del lavoro di “riallineamento” effettuato nell’anno appena trascorso e delle scelte nelle quali questo lavoro si è tradotto nella versione del Piano Comunale delle Coste che ora torna all’analisi della Commissione Vas.

Il percorso del Piano

Nel 2013 la Giunta comunale diede indirizzo di avviare le procedure per la redazione del Piano Comunale delle Coste. Nel 2015 venne dato avvio alla redazione per la verifica di assoggettabilità a Valutazione ambientale strategica. Nel 2017 il Piano è stato sottoposto a Valutazione Ambientale Strategica, che è stata avviata nel giugno 2017 con l’espressione dei pareri di Arpa, Autorità di Bacino, Soprintendenza, Asl, Settore Ecologia, Ente Parco Rauccio, che evidenziarono la presenza di numerose lacune. A dicembre del 2017, in seguito a questi pareri, il Comune chiese la sospensione dei lavori della Commissione al fine di approfondire gli studi mancanti e richiesti, e “riallineare” il Piano controdeducendo ai pareri espressi. La Commissione aveva evidenziato carenze negli elaborati di analisi, negli studi botanico-vegetazionali e geologici, altri pareri evidenziavano carenze sulle tutele relative ai beni culturali costieri, criticità nel sistema di monitoraggio delle previsioni del Piano rispetto al raggiungimento degli obiettivi, assenza di valutazioni di carattere paesaggistico sulle nuove concessioni demaniali. Dopo un anno di lavoro intenso, durante il quale il gruppo di lavoro composto dal geologo Stefano Margiotta, il biologo Leonardo Beccarisi, ing. Luciano Ostuni e l’arch. Davide Rizzo coordinato dall’arch. Sabina Lenoci, insieme agli uffici comunali hanno approfondito la ricognizione puntuale della costa e approfondito gli studi, gli elaborati sono pronti per tornare in Commissione Vas per riprendere il percorso dell’approvazione. Il Piano delle Coste è più vicino.

Il nuovo quadro conoscitivo  - un Piano urbanistico come strumento di conoscenza

La documentazione prodotta ha approfondito il quadro conoscitivo della costa con nuovi elaborati e documentazione fotografica, incrementando le analisi del Piano. Il lavoro di quest’anno ha prodotto uno studio botanico-vegetazionale,  aggiornato e dettagliato dello stato di conservazione del mosaico ambientale della costa; un articolato studio geologico che comprende rilevamenti cartografici, fotografici e analisi di materiale storico, una carta idrogeomorfologica e una carta della resilienza per individuare la capacità del litorale di sopportare il diffuso fenomeno dell’erosione costiera; la rilevazione dei beni appartenenti alle emergenze architettoniche costiere di Torre Rinalda, Torre Chianca, Torre Veneri, Idrovora di Frigole e Faro di San Cataldo; la rilevazione di ambiti di arenile attualmente esclusi dal demanio e da annettere per aumentare la concedibilità del litorale a Spiaggiabella, Montegrappa e Acquatina. Tali studi hanno consentito finalmente una corretta lettura del territorio.

Dalle nuove analisi del PCC emergono in maniera forte i fattori di vulnerabilità del contesto demaniale costiero: l’estensione dell’erosione costiera, che è pari a 4.409,00 ml. su tutto il litorale, la forte pressione antropica legata ad estese zone costruite a ridosso del demanio e dei cordoni dunari in assenza di pianificazione urbanistica e senza una adeguata struttura di spazi e servizi pubblici, la diffusa presenza di beni culturali, archeologici e monumentali e di ulteriori contesti paesaggistici. Inoltre, è stato rilevato, la costa leccese è caratterizzata dalla diffusa assenza di servizi e attrezzature.  

Il Piano ripensa la gestione della costa partendo dalla necessità inderogabile di tutelare gli equilibri ecologici e la geomorfologia del litorale, per uno sviluppo sostenibile della costa che comprenda l’impresa balneare e il turismo, in un equilibrio di lungo periodo tra interessi della collettività e tutela dei beni ambientali e culturali.

La strategia del nuovo Piano: una costa multifunzionale, accessibile, sostenibile e paesaggisticamente rilevante

In termini generali, il riallineamento del Piano ha inciso su un ripensamento della fruizione costiera, che ha riguardato quattro principali temi strategici: l’accessibilità, la diversificazione degli usi demaniali, la delocalizzazione delle attrezzature, la tutela e valorizzazione paesaggistica.

Il sistema dell’accessibilità della costa riguarda i percorsi pedonali, ciclabili e carrabili attraverso i quali si può raggiungere il mare o le aree a parcheggio situate sulla costa, al fine di definire una mobilità ecocompatibile. La nuova proposta di Piano definisce un accesso alla spiaggia più efficiente e un graduale processo di riduzione della pressione delle automobili, anche attraverso un sistema di parcheggi piccoli e dislocati omogeneamente su tutto il litorale, distanziati dal demanio e legati alle concessioni balneari entro la fascia di 300 mt dalla costa. La proposta è integrata con l'individuazione di aree per la sosta del Trasporto Pubblico Locale e bike sharing, e con aree ZTL. A questo sistema si aggancia quello della mobilità dolce, pedonale e ciclabile, che comporterà una notevole riduzione degli attraversamenti trasversali di accesso alla spiaggia posti in continuità con le strade trasversali alla costa, che rappresentano un fattore di minaccia e disturbo per la protezione dell'integrità dei cordoni dunari e la loro rigenerazione. Il Piano riallineato infatti, inibisce il transito carrabile e ciclopedonale a tutti gli accessi oggi spontanei, non evidenziati nelle tavole di progetto.

La diversificazione degli usi demaniali, ovvero la costa come un sistema multifunzionale,  si articola in un diverso equilibrio tra spiaggia libera e spiaggia in concessione che, in coerenza con i parametri del Piano Regionale (60 per cento spiaggia libera e 40 per cento spiaggia in concessione), vede una riduzione degli Stabilimenti Balneari dal 38,13 per cento della Linea di Costa Utile al 16,38 per cento a favore di un consistente aumento delle Spiagge Libere con Servizi, dal 24,00 per cento al 44,07 per cento e della Spiaggia Libera dal 37,87 per cento al 39,55 per cento. Entro questa ricalibrazione si definisce un sistema più sostenibile e coerente con le vulnerabilità della costa leccese, che allarga la concedibilità delle spiagge libere con servizi, valorizza gli usi sportivi, amplia l’offerta di servizi con la previsione di piccoli chioschi, arricchisce e diversifica l'offerta, con la previsione di luoghi di divulgazione naturalistica e culturale delle marine in prossimità delle Torri Costiere, anche per favorirne la manutenzione, con la definizione di 9 specifici ambiti costieri. Complessivamente sono stati individuati 42 lotti concedibili con fronte mare: 17 stabilimenti balneari, 20 spiagge libere con servizi (di cui 8 in deroga con pedane), 13 chioschi, 9 ambiti di divulgazione, 4 strutture sportive, 2 strutture per giochi acquatici, 9 corridoi di lancio (surf e altri sport acquatici).

La delocalizzazione delle attrezzature balneari mira a ridurre la pressione antropica che si concentra in alcuni tratti di spiaggia con alte concentrazioni di presenze e flussi, e a bilanciare gli usi balneari in un equilibrio sostenibile, mediante l’uso della deroga alla inconcedibilità dei tratti di spiaggia con profondità inferiore a 15,00 mt. e la previsione di aree concedibili a Spiagge Libere con Servizi in alcuni tratti costieri a Torre Chianca, non soggetti ad altre limitazioni e definite di alta e media resilienza.

Una maggiore evidenza della valenza paesaggistica: il Piano individua un Abaco delle strutture ammissibili in ambito demaniale: manufatti, chioschi, strutture ombreggianti, camminamenti, pedane, recinzioni, parcheggi, verde pubblico, arredo ed esempi di applicazione, con l'individuazione delle tipologie ammissibili per disciplinare e promuovere la migliore integrazione dei progetti delle concessioni balneari con il contesto marino, innalzando la qualità della progettazione e realizzazione, delle forme insediative e compositive e salvaguardando la vista del mare e l’accessibilità del paesaggio.

La proposta di Intesa con la Soprintendenza, la collaborazione interistituzionale.

L’attuazione di un Piano dipende da più fattori, chiarezza delle scelte, realizzabilità, consenso degli attori locali, sintesi con gli Enti sovraordinati; per questo è stata redatta una bozza di Intesa che l’Amministrazione propone alla Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio di Lecce, Brindisi e Taranto, non per ragionare sulla destagionalizzazione, ma per innalzare la qualità del paesaggio costiero.

La proposta di Intesa con la Soprintendenza prevede:

·                  un uso della costa legato a fruizioni differenti da quelle balneari, come la promozione di itinerari culturali e naturalistici. Ciò per favorire una diversificazione dell’offerta turistica (non solo mare) e una maggiore consapevolezza dei leccesi verso le ricchezze culturali, monumentali e archeologiche della costa;

·                  la previsione del mantenimento per l’intero anno solare per alcuni stabilimenti balneari intesi come stazioni di monitoraggio costiero con specifiche caratteristiche tipologiche e insediative: con il requisito di facile rimozione e trasportabilità dei manufatti, condizionato alla previsione di  una mutevole articolazione volumetrica e insediativa, con differenti layout estivo e invernale, con piano di smontaggio di tutte le strutture legate alla balneazione e la previsione di allestimenti invernali ben inseriti nel contesto, ad alta valenza paesaggistica, con adeguati caratteri architettonici;

·                  la previsione di un Piano delle attività come presupposto inderogabile per il mantenimento delle strutture, garanzia della erogazione effettiva e continuativa di servizi e/o dell'esercizio di attività utili allo sviluppo del turismo culturale, sportivo e naturalistico, esso stesso inteso sostenibile e compatibile con le ragioni della tutela dei beni paesaggistici;

·         il monitoraggio costante della costa, condiviso tra Amministrazione comunale e concessionari, avente cadenza temporale prefissata e comprendente l’obbligo per i concessionari di produrre periodicamente una relazione geologica contenente la descrizione geomorfologica dello stato dei luoghi, la documentazione fotografica, con particolare riferimento allo stato della spiaggia emersa e delle dune,  rilevamenti puntuali della linea di riva.

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