Presepe simbolo di solidarietà: per le vie del Natale e in piazza Duomo contro il decreto sicurezza

venerdì 14 dicembre 2018
“Per una Epifania di solidarietà”: il coordinamento leccese contro il decreto Sicurezza dà appuntamento il 6 gennaio per una manifestazione conclusiva della campagna. Arrivo in piazza Duomo.

Una campagna di informazione, nel nome della solidarietà, che sceglie proprio il Presepe come simbolo dell’accoglienza e dell’incontro, per far conoscere le conseguenze dell'entrata in vigore del nuovo testo sull'immigrazione voluto dal Governo. Il coordinamento leccese contro il decreto Sicurezza durante le festività natalizie organizza una serie di iniziative per far passare un messaggio: “No all’indifferenza”. "Sicuri di essere umani", "Ogni uomo è mio fratello", "Con il decreto non ci sarebbe Gesù Bambino" sono alcuni degli slogan che saranno difatti collocati nei luoghi simbolo delle festività natalizie.

Il 6 gennaio alle 16 chiuderà la campagna una manifestazione per la città che terminerà in piazza Duomo. Una scelta non casuale, ed in accordo con la Diocesi, “perché oggi” spiega il coordinamento “il Bambin Gesù non potrebbe restare nella grotta perché verrebbe immediatamente espulso ai sensi del Decreto sicurezza. Per questo durante il periodo natalizio, i Presepi saranno al centro delle nostre iniziative, Presepi differenti, presepi pieni di persone provenienti da ogni angolo del mondo, tutte con lo stesso bisogno di attenzione e di solidarietà”.

“L'introduzione del Decreto Immigrazione e Sicurezza” spiegano ancora “si pone in aperto contrasto con i principi laici e religiosi del nostro Paese. Lasciare per strada persone, famiglie e bambini non è un gesto umano. Chi lo sostiene è complice. Non si possono fare politiche di protezione della maternità e dell’infanzia per poi andare in d eroga se le persone provengono da altri paesi, quasi non fossero esseri umani. Vogliamo ribadire il nostro no alle politiche discriminatorie introdotte dal Governo nei confronti dei cittadini stranieri, spesso deboli, indifesi e in fuga da persecuzioni, fame e guerre”.

“In questo clima di odio legalizzato” aggiungono nel comunicato della manifestazione “non possiamo accettare che l'indifferenza diventi normalità, la stessa indifferenza che colpisce ogni cittadino che abbia un problema, un’emergenza, una difficoltà. Oggi i migranti, domani i disabili, poi le donne, poi i poveri in generale. È questo il futuro che vogliamo consegnare ai nostri figli? È questo il modello culturale che vorremmo se fossimo noi i cittadini deboli e indifesi? Vogliamo diffondere un messaggio forte e deciso, che unisce tante differenti realtà del territorio, laiche e religiose, con l'obiettivo comune di far conoscere le conseguenze umanitarie di politiche simili, in aperto contrasto con lo spirito natalizio di solidarietà e pace. Restiamo umani”.


 

 

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