“Drp1”: a Tor Vergata un altro passo avanti con la molecola che aiuta a sconfiggere il tumore

mercoledì 12 dicembre 2018
La ricerca segna un altro risultato nella lotta contro il cancro: gli studi di Tor Vergata mettono in luce nuovi meccanismi per utilizzare i propri linfociti come "esercito" contro le cellule malate.

La ricerca sta facendo passi da gigante nella lotta al cancro: quella dello studio del sistema immunitario sembra la strada giusta, che tutti i più qualificati istituti di ricerca stanno percorrendo. Di recente vi abbiamo parlato di uno studio di Humanitas sostenuto da AIRC, che rivela nuove caratteristiche dei linfociti T nei tumori del polmone che, addormentati dalla malattia, sono un potenziale bersaglio dell’immunoterapia. Si tratta di un primo importante passo per generare in laboratorio cellule T armate in grado di migliorare la risposta ai tumori. L’obiettivo è quello di trovare un modo per risvegliare il sistema immunitario e abituarlo a eliminare le cellule tumorali: perché quando esplode il “grande male” è come se i nostri “poliziotti dell’organismo” diventassero ciechi. Il tumore riesce a sfuggire all’attacco del nostro sistema immunitario: è questo il punto. I linfociti, cellule del sistema immunitario (che sono capaci di generare e modificare gli anticorpi che in futuro riconosceranno gli antigeni), vengono addormentati. Le tecniche immunoterapiche agiscono per avere la meglio sulle cellule neoplastiche stimolando direttamente il sistema immunitario (risvegliarlo per riconoscere e distruggere le cellule cancerose) e introducendo in questo sistema delle molecole (proteine) che potenzino le difese del paziente. Da Roma giungono buone notizie: gli studi stanno offrendo nuovi spunti. 

Gli studi di Tor Vergata
Il gruppo di ricerca diretto da Silvia Campello del Dipartimento di Biologia dell’Università degli Studi di Roma di “Tor Vergata” ha scoperto nuovi meccanismi che controllano proprio la capacità dei linfociti di insinuarsi all’interno dei tessuti, di moltiplicarsi per costituire un “esercito” sufficientemente numeroso per aggredire e sconfiggere “il nemico”, e di riuscire a “trasformarsi” nel tipo cellulare più propriamente efficace nel svolgere tale funzione, andando incontro ad uno specifico e virtuoso destino. La scoperta consiste nell’aver evidenziato come tutte queste funzioni siano controllate dall’attività di un’unica molecola: Drp1. Si tratta di una proteina capace di modulare la forma 

Drp1 è nota come proteina in grado di modulare la forma: modifica la funzione dei centri energetici della cellula, i mitocondri. Grazie alla molecola Drp1 i mitocondri sono più dinamici e fanno maturare i linfociti in modo corretto. “La possibilità di ‘manovrare’ l’efficienza delle cellule del nostro sistema immunitario – ha dichiarato la dottoressa Silvia Campello in un comunicato diffuso alla stampa – rappresenta una sfida tanto eccitante quanto promettente, come evidenziato dai traguardi raggiunti in questi ultimi anni, per esempio, in campo onco-ematologico. Immaginate ora di poter ‘mettere il turbo’ ai linfociti che devono aggredire ed infiltrare un tumore solido oppure di poterne ridurre l’aggressività laddove riconoscano un ‘falso’ invasore (come accade nelle malattie autoimmuni), utilizzando le dinamiche mitocondriali: abbiamo individuato un bersaglio terapeutico completamente nuovo rispetto a quelli cui si rivolgono i farmaci attualmente in uso”.

La pubblicazione su Cell Reports
Drp1 agisce attraverso i mitocondri sull’attività di difesa del sistema immunitario contro il tumore: in questo modo il destino delle cellule del sistema immunitario cambia. Questa scoperta è stata pubblicata sulla nota rivista americana di settore Cell Reports del gruppo Editoriale Cell Press. Il primo autore è il dottor Luca Simula. 

La scoperta è il frutto di un lavoro di squadra tra diversi team interamente italiani, e svolto anche presso la Fondazione Santa Lucia di Roma: questi studi avranno un impatto notevole sulla salute dell’individuo e in campo clinico, in quanto “ottenere conoscenze di base sulle molecole chiave che modulano l’attività e l’efficienza del sistema immunitario implica aprirsi l’opportunità di identificare nuove strategie terapeutiche che aumentino l’azione dei linfociti nell’eliminare gli ‘invasori’ dell’organismo, siano essi patogeni o tumori”. Un grande contributo a questa ricerca è stato dato dall’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro (AIRC) e dal Ministero della Salute: finanziamenti italiani che tingono del tricolore il grande passo in avanti fatto nella conoscenza e lotta ai tumori. 

Gaetano Gorgoni

 

 

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