Telecamere negli asili, Marti: "Al lavoro per far passare la legge in Senato"

sabato 8 dicembre 2018
Si riaccende il dibattito politico dopo il provvedimento che ha riguardato la maestra di un asilo leccese.  

“Lavoriamo per far passare in Senato la legge sulle telecamere negli asili e nelle case di cura”. Lo scrive il senatore della Lega Roberto Marti. “Le telecamere negli asili e nelle case di cura sono necessarie. Non possiamo più perdere altro tempo, anche alla luce degli ultimi episodi di cronaca. Siamo rimasti scioccati da quello che è avvenuto a Rimini: botte e insulti a poveri anziani indifesi. Violenze che si verificano troppe volte anche nei confronti dei bambini. Ieri abbiamo appreso della sospensione di una maestra a Lecce. Ma come si potrà provare quello che è accaduto senza telecamere? Le testimonianze di bambini molto piccoli non sono mai precise e sufficienti. Le telecamere sono una garanzia anche per gli operatori onesti: provano tutto quello che si svolge nel caso ci sia qualche dubbio è fungono da deterrente. Se gli asili comunali leccesi avessero questo sistema di videosorveglianza, sarebbe una garanzia per tutti. Oggi il nostro governo è passato ai fatti: la legge è stata approvata alla Camera, manca il passaggio al Senato e poi finalmente sarà fatta”.

“Non c’è da parte nostra nessuna preclusione sul tema, tuttavia occorre attendere le norme di legge – scrive il consigliere di maggioranza Gabriele Molendini facendo seguito al dibattito scatenato tra le forze politiche a seguito del provvedimento scattato ieri nei confronti della maestra di un nido a Lecce.
“Il disegno di legge in discussione a Senato, ove venisse approvato ha previsioni molto stringenti. Innanzitutto, a differenza della mozione Guido, che prevedeva anche l’installazione di videocamere nelle scuole primarie, il disegno di legge in discussione le regolamenterebbe solo nelle scuole per l’infanzia ed in strutture socio-assistenziali per anziani e disabili. Dunque se solo i consiglieri di centrodestra si fossero documentati un po’ avrebbero scoperto che non solo è necessaria l’approvazione della legge attualmente in discussione, ma anche un intervento successivo del Garante per la Privacy e soprattutto un decreto attuativo del Ministero dell’Interno.
Questo andiamo ripetendo da tempo senza entrare minimamente nel merito della questione. Una questione tanto delicata che non può che essere una legge a normarla.

Approvate la mozione Guido, dunque, non sarebbe servito assolutamente a nulla”.

 

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