Epilessia, nel Salento anche i bambini curati con cannabis. Caggia: "Funziona"

sabato 8 dicembre 2018

l cannabidiolo ha effetti molto positivi nelle epilessie farmaco-resistenti: ne abbiamo parlato con il neurologo Giovanni Caggia. 

L’epilessia è un disturbo neurologico che colpisce il sistema nervoso centrale: l'attività delle cellule nervose nel cervello si blocca determinando convulsioni, comportamenti insoliti e, qualche volta, perdita della coscienza. È una “disregolazione dell’attività cerebrale” che si può acquisire dalla nascita per deficit genetici o, in seguito, a causa di patologie e traumi. Le crisi epilettiche sono precedute da una specie di blocco del soggetto, che può mettersi a fissare un punto per qualche secondo oppure iniziare a contrarre braccia e gambe. Gli attacchi devono essere trattati sempre farmacologicamente oppure chirurgicamente per impedire che esplodano mentre si guida o si nuota. Tra l’altro i soggetti che soffrono di questa malattia possono svenire e sbattere la testa sul marciapiede in qualsiasi momento se non interviene con tutta una serie di farmaci antiepilettici, che ultimamente hanno fatto notevoli progressi sul piano dell’efficacia e della riduzione degli effetti collaterali. Le convulsioni possono essere parziali o generali, a seconda che la scarica delle cellule nervose si verifichi in una sola regione della corteccia cerebrale o in tutta la corteccia cerebrale. La causa delle epilessie primarie è sconosciuta. In altri casi (le epilessie secondarie) queste patologie si possono manifestare per questioni genetiche (500 geni sono legati allo sviluppo di questa condizione), in seguito a un trauma cranico, condizioni patologiche del cervello, malattie infettive, lesioni prenatali e disturbi dello sviluppo. Oggi alle cure antiepilettiche si unisce l’uso della cannabis, con risultati che alcuni neurologi definiscono ottimi. Nel Poliambulatorio Calabrese di Cavallino il responsabile del Centro Neurologico, dottor Giovanni Caggia, ha anche dei pazienti molto piccoli, che soffrono di epilessie farmacoresistenti e che vengono trattati con la cannabis.

L’ESPERIENZA DEL NEUROLOGO GIOVANNI CAGGIA, CHE NEL POLIAMBULATORIO CALABRESE DI CAVALLINO CURA ANCHE I BAMBINI CON LA CANNABIS 

L’epilessia farmaco-resistente è quella più trattata con la cannabis: si interviene su pazienti che non rispondono agli antiepilettici tradizionali. Il CBD (cannabidiolo) può risolvere molti problemi: si tratta di un metabolita della Cannabis sativa. Ha effetti rilassanti, anticonvulsivanti, antidistonici, antiossidanti, antinfiammatori, favorisce il sonno ed è distensivo contro ansia e panico. Quando parliamo delle sostanze che vengono estratte da questa pianta, quindi, non dobbiamo avere pregiudizi e pensare allo sballo: non tutti i principi estratti producono questo effetto. 

Dottore, lei da anni cura tanti pazienti epilettici, anche bambini: è veramente così vantaggioso utilizzare la cannabis? 

“La Food and Drug Administration negli USA ha autorizzato il farmaco chiamato epidiolex a base di cannabidiolo: ora dovrebbe essere approvato in breve dall’autorità europea, l’EMA”.

Il cannabidiolo è un farmaco? 

“Non lo considero un farmaco: è una pianta che ha effetti terapeutici. Ci sono tanti farmaci tradizionali ricavati da sostanze chimiche presenti in alcune piante. Per me la cannabis non è un farmaco”

Qual è la sua esperienza? Le sue terapie hanno avuto effetti positivi? 

“In alcuni bambini con epilessia farmaco-resistente che abbiamo curato qui (tre in particolare) gli effetti sono stati molto positivi: siamo riusciti a ridurre la frequenza delle crisi. Non è che tutti i pazienti epilettici si debbano curare così: la terapia è sempre personalizzata. Chiaramente mi sento sempre di suggerire la cannabis a quei pazienti con epilessia farmacoresistente”. 

È un prodotto davvero così sicuro? 

“L’agenzia americana non l’avrebbe mai approvato altrimenti: è sicuro nei bambini. Ci sono gravi forme epilettiche rare, come la sindrome di Lennox-Gastaut (LGS) e Dravet che portano a un ritardo nello sviluppo: con la cannabis possiamo ottenere grossi risultati in questo campo”.

In che modo i bambini assumono cannabis?

“Sotto forma di olio. Quando sarà autorizzato il “farmaco compassionevole” anche in Italia, i bambini lo assumeranno sotto forma di sciroppo. Attualmente usiamo l’olio, perché si può cominciare con poche gocce, al contrario delle capsule”. 

Dobbiamo chiarire che la cannabis si aggiunge alla terapia farmacologica...

“Esattamente, anche nei casi farmacoresistenti i farmaci antiepilettici continuano ad essere somministrati. Dobbiamo chiarire che il CBD, che si usa nell’epilessia, non c’entra nulla con il principio che produce effetti psicotropi. Il cannabidiolo è un componente non psicotropo della cannabis. Il THC si usa in altri casi è ha effetti che agiscono sulle funzioni psichiche”. 


Gaetano Gorgoni

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