Lupiae, Perrone a Salvemini: "Comune saldi fatture insolute per pagare i lavoratori"

mercoledì 5 dicembre 2018

L’ex sindaco scrive al primo cittadino e chiede che il Comune versi tutte le fatture insolute a Lupiae per permettere di pagare gli stipendi arretrati ai dipendenti.

È ancora la situazione della Lupiae servizi e il mancato pagamento degli stipendi arretrati il tema al centro del dibattito politico a Lecce. L’ex sindaco Paolo Perrone ha scritto oggi una lettera al suo successore, Carlo Salvemini, chiedendo una rapida soluzione della problematica legata proprio alle mensilità non pagate. Per Perrone, la questione probabilmente non sarebbe mai sorta “se – scrive - il Comune di Lecce, così come ripetutamente ha auspicato l’opposizione, avesse proceduto al rinnovo delle convenzioni a decorrere dal 1 gennaio 2019, anche solo per un ristretto arco temporale, in modo tale da consentire alla stessa società di ricorrere allo strumento dell’anticipazione bancaria su servizi da svolgere e di avere il tempo minimo a disposizione per strutturare una strategia più efficace”.

“In questa fase – prosegue - dobbiamo poi prendere atto dolorosamente, ma non con sorpresa, che il tribunale cui è stato depositato il ricorso contenente la domanda di concordato, non ha autorizzato il Comune di Lecce, soggetto debitore della società, all’utilizzo di corrispettivi di fatture già cedute da Lupiae Servizi a Bnl, essendo il Comune un soggetto estraneo alla procedura di concordato. Un’altra conferma del fatto che il concordato che la sua amministrazione ha pervicacemente voluto e difeso (obbligando la Lupiae a questo percorso), non è lo strumento più adeguato in questo frangente delicatissimo della vita della società. Proprio come l’opposizione ha cercato disperatamente (e più volte) di spiegarle”.

Per l’ex sindaco la soluzione tecnica necessaria per consentire il pagamento degli stipendi ai lavoratori, sarebbe che “il Comune saldi immediatamente alla Lupiae Servizi tutte le fatture insolute secondo le indicazioni a lei fornite dalla presidente Turi con la lettera del 3 dicembre scorso”: “Una via d’uscita – sottolinea Perrone - che appare ormai urgente e senza alternative per procedere al pagamento delle retribuzioni al personale, eventualmente a seguito della autorizzazione del tribunale. Questo passaggio cruciale per la sopravvivenza della società, per il patrimonio di professionalità che rappresenta e per il futuro degli stessi lavoratori, mi indurrebbe a evitare ulteriori valutazioni di carattere politico o sulla condotta generale da lei tenuta su questa intricata vicenda”.

“Ma è un dato di fatto, che mi rammarica – insiste -, che i suoi pregiudizi sugli orientamenti dell’opposizione e anche di tecnici ed esperti neutrali e le sue ostinate convinzioni circa il percorso che ha scelto, si sono rivelati alla luce dei fatti pregiudizievoli per la continuità della Lupiae Servizi e, nell’immediato, per il riscontro tempestivo alle sacrosante pretese retributive dei dipendenti”.

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