Farmacia contro la pedonalizzazione di Piazza Sant’Oronzo, diffida della titolare

martedì 4 dicembre 2018

L’avvocato Pietro Quinto ha presentato istanza per conto della farmacia Ferocino, che lamenta di essere penalizzata dal provvedimento di chiusura al traffico.

L’ordinanza di pedonalizzazione della zona in cui ricade la farmacia Ferocino in Piazza Sant’Oronzo adottata dal Dirigente del Settore Traffico del Comune di Lecce, è stata fermamente contestata dall’avvocato Pietro Quinto, nell’interesse della dottoressa Claudia Ferocino, con una diffida indirizzata al Comune, ancora in attesa di risposta, in attesa delle successive azioni giudiziarie. Un’ordinanza già in vigore nonostante l’omessa pubblicazione, al punto che sono state già elevate le prime multe agli utenti della farmacia.

Nell’atto di diffida il legale della farmacia Ferocino ha contestato la legittimità dell’ordinanza dirigenziale sotto il profilo formale e sostanziale, chiedendone la revoca o modifica. Sotto il profilo di stretta legittimità l’avvocato Quinto ha eccepito l’incompetenza del dirigente ad adottare il provvedimento che istituisce nuove aree pedonali, visto che la competenza in materia si appartiene all’organo politico e non tecnico perché presuppone una valutazione di merito su molteplici profili inerenti non soltanto il traffico e la sicurezza ma altresì la tutela delle particolari situazioni economico - sociali dei residenti.

L’avvocato Quinto ha richiamato una precedente vicenda del tutto ignorata nella nuova ordinanza riguardante un identico provvedimento di pedonalizzazione della zona di Piazza Sant’Oronzo, di qualche anno fa, dove c’è la farmacia Ferocino, impugnato giurisdizionalmente davanti al Tar Lecce nel quale si lamentavano i danni derivanti alla rivendita farmaceutica da una disciplina di pedonalizzazione della zona che impediva qualsiasi accesso agli utenti.

La vicenda si concluse con la revoca da parte dell’amministrazione dell’epoca del provvedimento di pedonalizzazione e del ripristino della Ztl, ciò anche per effetto di una ordinanza cautelare emessa dal Tar che riconobbe i giusti presupposti del ricorso, con particolare riferimento al mancato contemperamento tra i diversi interessi pubblici. Per effetto del provvedimento giurisdizionale l’ordinanza dirigenziale fu rettificata e, successivamente, revocata.

“È di tutta evidenza – ha dichiarato l’avvocato Quinto – che la nuova ordinanza ripropone la medesima problematica già affrontata davanti al giudice amministrativo, con l’aggravante della omessa valutazione dell’ordinanza cautelare del Tar di Lecce e delle motivazioni che sorreggevano il provvedimento giurisdizionale”.

 

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