Salentini ed immigrati insieme per Tricase: al lavoro per riparare i danni della tromba d'aria

lunedì 3 dicembre 2018

Domenica speciale ieri 2 dicembre a Tricase con i volontari di Coppula Tisa impegnati nei lavori di pulizia delle aree colpite dalla tromba d’area. In contemporanea anche un’iniziativa del progetto Sprar Arci Lecce.

Tutti insieme per una giornata di "lavoro" all'insegna della solidarietà per ripulire le aree interessate dalla tromba d'aria che appena otto giorni fa ha colpito il sud Salento, con gravi danni sul paesaggio rurale e costiero: è stato questo l’obiettivo con cui i membri di diverse associazioni locali e liberi cittadini, sotto la regia di Coppula Tisa, si sono dati appuntamento ieri, al Celacanto di Tricase, duramente colpito dal maltempo di domenica 25 novembre, per proseguire i lavori di pulizia dopo la messa in sicurezza della struttura (nella foto di copertina).

Tra loro, Paola Crisostomo, Maria Antonietta Zocco, Teo Giudice, Roberta Ferramosca, Elisabetta Musarò, Patrizia Fiorelli, Mohamed Awil, Rocco Rizzo, Massimiliano Rizzuni, Salvatore Casamassima, Antonio Scupola, Gabriele Vetruccio, Milena Carone, Paolo Scarascia e altri che si sono aggiunti nel coso della giornata. Alcuni volontari, in particolare, hanno ripulito la terrazza da detriti e rami, altri si sono spostati in pineta per raccogliere pigne e fronde, segare i rami dei pini abbattuti dal forte vento e risistemare la legna tagliata; un altro gruppo, all’interno della struttura, ha recuperato il materiale raccolto, provvedendo all’accoglienza di tutte le persone volontarie che hanno contribuito a dare una mano.

In contemporanea, all’insegna della solidarietà e dell’integrazione, alcune famiglie del posto (foto nella gallery) hanno colto l'occasione per ospitare i ragazzi dello Sprar a pranzo, partecipando all'iniziativa "A tavoli con noi", promossa da Arci Lecce per favorire l’incontro tra rifugiati, richiedenti asilo e i cittadini delle comunità locali. Guardarsi negli occhi, condividere un momento di vita quotidiana, è stato un passaggio necessario per maturare una corretta opinione su un fenomeno complesso come l’immigrazione, sempre più importante a fronte delle politiche in atto con l'approvazione del nuovo decreto sicurezza.

Il contatto diretto tra le persone resta il veicolo migliore per la crescita di tutti, processo imprescindibile per una vera integrazione. Ieri Diallo, Bah, Issofa e Olivier hanno condiviso un pranzo con le famiglie del posto, portando la loro esperienza di richiedenti asilo. E quelle famiglie ci hanno ricordato che c'è ancora posto per una diversa umanità, per un'Italia aperta all'accoglienza e all'incontro fra culture diverse. 


 
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