Mensa bio a km0 a Melpignano, un modello da esportare

sabato 17 novembre 2018
Appuntamento in piazza San Giorgio con il mercato dei produttori locali e degustazione di uno dei piatti della mensa scolastica. 

La mensa etica a km0 di Melpignano fa il bis. Dopo un anno di sperimentazione riuscita, ora la mensa etica, bio e a km0 fa il bis nella scuola del paese, grazie al supporto di Fondazione con il Sud, che ha erogato un contributo di 10mila euro alla cooperativa Nuova Era, che gestisce il servizio. È stato il Comune di Melpignano (Lecce) a proporre quella che è anche una leva per l’economia territoriale, trovando sponda nell’Istituto comprensivo di Corigliano d’Otranto, attivo da tempo nell’educazione dei bambini al cibo sano.

Ad oggi, la mensa di Melpignano rientra nel censimento fatto da BioBank a livello nazionale. L’obiettivo è rendere replicabile questo modello anche in altre parti della Puglia e del Meridione, aumentando gli acquisti dai contadini locali per abbattere i costi delle materie prime e rendere democratico l’accesso al servizio, senza incidere sulle rette a carico delle famiglie. Sarà questo il tema del primo appuntamento della nuova stagione di “Al mercato del giusto- Dalla terra per la terra”, che riparte domenica 2 dicembre, alle ore 10, in piazza San Giorgio, con il mercato dei produttori locali. Alle 11, si terrà “La mensa bio di Melpignano come modello di sviluppo del territorio”, il dialogo, moderato da Virginia Meo (Rete Oltre Mercato Salento), tra Enrica Saracino, dirigente dell’Istituto comprensivo di Corigliano d’Otranto; Guido Stefanelli, presidente della coop. Nuova Era, che gestisce il servizio mensa; Angelo Salento, docente di sociologia economica all’Università del Salento; Annunziata Marra, medico di Isde Lecce; Roberta Bruno, esponente della Rete Salento Km0. Seguirà, alle 12, “Suona mezzogiorno!”, Canto Grico di Emanuele Licci e Rocco Nigro. Fiore all’occhiello della giornata di domenica sarà la degustazione di polpette al sugo e pizza di patate del menu della mensa scolastica, un modo per testare la genuinità dei prodotti.


“Nella scuola dell'infanzia, il ruolo della mensa scolastica è fondamentale – dice Daniela Puzzovio, assessore alla Scuola del Comune di Melpignano – poiché assume un compito educativo importante per la salute presente e futura dei bambini. Ecco perché la scelta degli alimenti è orientata sia verso il biologico che verso soluzioni ottime in termini di equità e sostenibilità, come il Km0, perché reperire cibo di produzione locale significa dare garanzie di controllo più accurate rispetto alla catena produttiva industriale dell'alimento”.

Quest’anno, verrà anche allargato il paniere dei prodotti da poter inserire a mensa: a frutta e verdura si potranno aggiungere la carne e i formaggi di allevatori locali, la pasta bio di grani antichi, i legumi salentini, la salsa e le farine della Rete SalentoKm0. Biodiversità a tavola significa anche insegnare il rispetto per la biodiversità delle opinioni, dei pensieri, delle culture.

“Quello avviato – aggiunge Valentina Avantaggiato, vicesindaca di Melpignano – è un processo da cui non si può tornare indietro. Fondazione con il Sud ci consente di continuare e anche di ripagare l’impegno della cooperativa Nuova Era, che lo scorso anno ha accettato a proprie spese di farsi carico di una nuova fornitura di prodotti. Lo sforzo che si deve fare ora è lavorare insieme alle altre amministrazioni, per replicare, anche attraverso il coinvolgimento della Regione”. “Il progetto è significativo non solo per i contenuti e per gli obiettivi solidaristici che lo caratterizzano - sottolinea Marco Imperiale, direttore della Fondazione con il Sud – ma anche per il processo di ‘rete’ che può innescare. Nell'affrontare le grandi come le piccole criticità del Sud, una risposta efficace e di senso non può che essere quella di ‘comunità’. Come Fondazione ne siamo convinti e per questo incoraggiamo e sosteniamo progetti capaci di consolidare la coesione sociale, offrendo risposte concrete ai bisogni, in tutti i territori del nostro Sud”.

Si punta a mettere insieme i Comuni, per gestire acquisti centralizzati, specie nel caso di più mense gestite dalla stessa cooperativa (solo Nuova Era, ad esempio, ne serve 23, per 2mila pasti al giorno). È un modo per creare una “Food Policy”, cioè una strategia per orientare le politiche relative al cibo nei prossimi anni. Lo spiega Angelo Salento, docente di Sociologia Economica all’Università del Salento: “Organizzare e sostenere una refezione scolastica basata su forniture di prodotti dell'agricoltura neo-contadina locale non è soltanto uno straordinario strumento di educazione alimentare per i bambini e le loro famiglie. È anche uno strumento di politica economica territoriale. Supportare le produzioni alimentari naturali del territorio con una domanda pubblica serve a sostenere i redditi dei piccoli produttori agricoli che attivano produzioni di alta qualità, fortemente distintive. Quindi questo è il modo più efficace e immediato per aiutare persone e attività che non vogliono lasciare il territorio, ma ne vogliono migliorare la dotazione naturale e la capacità produttiva, rinnovando la tradizionale vocazione agro-alimentare con metodi e strumenti innovativi e altamente sostenibili. Naturalmente tutto questo può avere anche effetti reputazionali di rilievo per il territorio. E inoltre può gettare le basi di un vero e proprio sistema territoriale del cibo, che è un programma ambizioso ma nient'affatto impossibile, come dimostrano altre esperienze italiane ed europee”.

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