Ex Apisem, inquinamento da idrocarburi: famiglia costretta a lasciare la casa

venerdì 16 novembre 2018
I sensori dell'Arpa hanno rilevato concentrazioni di inquinanti pericolosi in casa della famiglia Fiorentino che dovrà lasciare l'abitazione per almeno tre mesi. 

Una concentrazione elevata di sostanze nocive in casa: l'abitazione accanto all'ex deposito Apisem di via Taranto deve essere sgomberata e la famiglia Fiorentino- padre, madre e due figlie - deve restare lontana da casa per almeno tre mesi. Lo dispone un'ordinanza urgente a firma del sindaco Carlo Salvemini arrivata oggi dopo la comunicazione della Asl che ha ricevuto la relazione tecnica dell'Arpa che ha eseguito i campionamenti dei Cov, composti organici volatili. Dalle misurazioni effettuate a partire dal 24 novembre scorso e fino a luglio di quest'anno è emerso che i due sensori, uno posizionato all'interno del soggiorno della casa e uno all'esterno, hanno evidenziato una concentrazione preoccupante di idrocarburi- eptano, ottano, nonano e decano. La concentrazione di tali inquinanti è correlata con le attività di bonifica del sito iniziate nel marzo scorso.

Gli idrocarburi evidenziati, si legge nella nota dell'Arpa, “sono composti nocivi ed irritanti, tipicamente presenti nella benzina per autotrazione, benchè la normativa italiana non preveda per questi composti, limiti di concentrazione, è indubbio come l'esposizione prolungata nel tempo possa sortire effetti dannosi per la salute umana”. Da qui il Dipartimento di Prevenzione della Asl di Lecce raccomanda un provvedimento urgente finalizzato alla “temporanea inabilità dell'abitazione”. Ciò vuol dire che la famiglia Fiorentino deve lasciare la casa e deve farlo entro cinque giorni con l'obbligo di non rientrarvi per almeno tre mesi, fino a quando i controlli dell'Arpa non garantiranno il superamento del pesante fenomeno di inquinamento. Le autorità sanitarie sollecitano inoltre a continuare il monitoraggio con cadenza costante nell'abitazione del signor Fiorentino e nell'area circostante all'ex deposito , compresi edifici pubblici e privati.

La vicenda dell'inquinamento dell'area circostante all'ex deposito di idrocarburi di proprietà della famiglia Semeraro è nota ormai da anni. Un' inchiesta della Procura avviata dopo l'esposto della famiglia Fiorentino che convive con le esalazioni da idrocarburi da molto tempo, si è conclusa di recente con l'annullamento da parte della Cassazione della condanna per avvenuta prescrizione nei confronti dell'ex patron del Lecce Gianni Semeraro imputato nel processo per l'inquinamento della falda acquifera.

mgm

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