Miasmi a Presicce, Salve e Acquarica del Capo. Trevisi: "Arpa avvii monitoraggi"

giovedì 15 novembre 2018

Il consigliere regionale pentastellato Antonio Trevisi chiede risposte sulle cause delle emissioni odorigene.

“A distanza di oltre un mese dalle prime segnalazioni dei cittadini di Presicce, Salve e Acquarica del Capo, non sono stati ancora avviati i monitoraggi per capire quale sia la causa delle emissioni odorigene che si avvertono in questi Comuni e che stanno causando anche problemi di salute”. Lo dichiara il consigliere del M5S Antonio Trevisi a margine delle audizioni in V Commissione di Arpa Puglia, Asl e dei sindaci dei comuni interessati. “L’Arpa - spiega il pentastellato - non ha ancora avviato i monitoraggi per individuare la fonte delle emissioni, a causa della carenza di personale. La situazione sarebbe stata diversa se fosse stato dato seguito alla nostra mozione approvata due anni fa dal Consiglio per il potenziamento dei sistemi di monitoraggio ambientale su quel territorio, invece come sempre i cittadini si trovano a dover pagare per l’inerzia della Regione”.

Tra le possibili cause delle emissioni sono state indicate le modifiche recentemente autorizzate dalla Provincia, del processo di trattamento dei rifiuti liquidi dell’impianto Ecolio 2 situato in località “Spiggiano Canale” al confine tra i comuni di Presicce e Salve e il depuratore di proprietà della Provincia di Lecce gestito da AQP.

“Riteniamo gravissima - continua Trevisi - l’assenza in commissione della Provincia di Lecce e della società Ecolio 2, a cui avremmo voluto chiedere se sia entrata in funzione la sezione di trattamento termico dell’impianto, mediante il quale può essere trattato il nuovo rifiuto liquido con codice CER 161001 ovvero “soluzioni acquose di scarto contenenti sostanze pericolose”. Vorremmo sapere com’è possibile che un impianto nato per il trattamento delle acque di vegetazione, venga autorizzato nel proprio ciclo anche per il trattamento di rifiuti pericolosi, senza che questa modifica venga qualificata come “sostanziale” dalla Provincia bypassando, così, il necessario nuovo procedimento di Autorizzazione Integrata Ambientale. Chi ha verificato che ci fossero tutti i requisiti tecnici richiesti nel parere del Comitato regionale V.I.A., ai fini del trattamento della nuova tipologia di rifiuti, per assicurare lo standard qualitativo di sicurezza delle emissioni? Domande che - conclude - faremo alla società, che sarà nuovamente convocata in audizione, e che abbiamo posto anche all’assessore Stea in un’interrogazione depositata un mese fa e a cui attendiamo ancora una risposta”.

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