Sicurezza in stazione, Giorgia Meloni al flash mob: "A Lecce situazione fuori controllo"

venerdì 9 novembre 2018

Manifestazione davanti alla stazione di Lecce con la leader di Fratelli d’Italia e i rappresentanti regionali e locali. Poi scontro a distanza con un gruppo di contestatori.

Un flash mob davanti alla stazione di Lecce per chiedere sicurezza e riqualificazione per una città che meriterebbe infrastrutture più adeguate alla sua bellezza: è questo il messaggio che Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, insieme ai rappresentanti regionali e locali del suo partito (da Marcello Gemmato a Saverio Congedo, da Paolo Perrone a Michele Giordano fino ai giovani di Gioventù Nazionale) ha voluto portare con la propria presenza.

“Oggi sono a Lecce – ha dichiarato - per denunciare un’anomalia. Una delle città più belle d’Italia, il capoluogo del barocco pugliese, piena di beni culturali che ha come primo biglietto da visita una stazione assolutamente inadeguata alle sue potenzialità sul piano della sicurezza per i cittadini. Ma sono qui anche per ricordare che stiamo facendo una battaglia sulle infrastrutture del Mezzogiorno: ci sono potenzialità straordinarie che non saranno mai valorizzate se non risolviamo il problema delle infrastrutture. È intollerabile che ancora quest’anno il 66% delle risorse destinato alle infrastrutture vada al Nord e il restante al Sud. Serve riequilibrare queste somme. Finché non accadrà questo, possiamo dare al Sud tutti i redditi di cittadinanza che vogliamo, ma purtroppo chi vive qui non sarà nelle condizioni di combattere ad armi pari”.

Per Meloni anche il tema dell’alta velocità si colloca in questo ragionamento: “È vergognoso che ci sia mezza Italia scoperta su questo fronte e che una città come questa non abbia l’alta velocità, l’autostrada e quelle infrastrutture fondamentali sul piano economico e turistico. Le condizioni in cui versa questa stazione dimostrano quanto si sia indietro sul tema e come la situazione sia ormai fuori controllo anche per via dell’immigrazione irregolare: abbiamo detto più volte che c’è un nesso tra il non controllo dei flussi migratori e l’aumento dei reati e la stazione di Lecce e i fatti qui accaduti lo dimostrano”.

La leader di FdI ha ribadito come non sia un caso che il tema sia approdato, per merito dei rappresentanti cittadini, in un consiglio comunale e che le parole del Prefetto, in quell’occasione, abbiano confermato la condivisione delle istituzioni dell’idea che la stazione di Lecce non sia gestibile più in queste condizioni. E poi riferimenti alle le battaglie promosse anche nel decreto sicurezza come l’emendamento sul pattugliamento dell’esercito nell’ambito di “strade sicure”, bocciato in Parlamento, alle differenze con Salvini e le sue norme che per via dell’alleanza con i Cinque Stelle sarebbe poco “incisive”, così come i futuri scenari con le Europee e l’accordo con Fitto: “Non rinunceremo al nostro simbolo, ma c’è un percorso inclusivo di tutte quelle realtà che possono rifondare il centrodestra. I malumori esistono dovunque quando ci si apre, ma mi sento di tranquillizzare gli elettori, perché sono da trent’anni dalla stessa parte, però so che bisogna essere rappresentativi di più mondi possibili. Salvini pesca nel nostro campo? Non mi sembra, il suo è un movimento populista, il nostro è sovranista e si basa sul concetto di Patria. C’è una bella differenza”.

Sulla decina di contestatori dei centri sociali, tenuti a distanza dalle forze dell’ordine, Meloni ha dichiarato: “Sono poveri scemi, gente che non ha motivazione diversa se non quella di rincorrere chi cerca di impegnarsi per la propria comunità e che strilla cose senza senso. Sono figli di papà che non hanno grandi motivazioni, dopo di che sono liberi di fare quello che vogliono. Posso dire che a Roma, quando ci sono stati dei signori che hanno drogato una ragazzina, l’hanno violentata e ammazzata e quando lo Stato ha tentato di andare a San Lorenzo, gli amici di questi signori stavano lì a difendere gli spacciatori. È gente che è sempre schierata dalla parte sbagliata, anche qui vengono perché hanno fastidio che qualcuno venga a dire basta spacciatori, basta delinquenza, basta criminali, perché loro li coprono”.

Quindi, mentre faceva un selfie ai contestatori, Meloni ha ironizzato rivolgendosi direttamente a loro: “Dovete venire con più gente”. 

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