Porto di Otranto e pontili, è ancora scontro tra Comune e Soprintendenza

giovedì 8 novembre 2018

Ancora contrasti sulla vicenda dell’approdo turistico interno e sui pontili galleggianti. In una nota, la Soprintendenza ribadisce la propria posizione. Il Comune: “Atteggiamento intimidatorio”.

Scontro senza fine tra Comune di Otranto e Soprintendenza nella vicenda dell’approdo turistico del porto interno e del progetto dei pontili galleggianti: com’è noto, una sentenza del Consiglio di Stato ha stabilito che le infrastrutture debbano essere semestrali e quindi rimosse per il periodo invernale sulla base di quanto sostenuto dalla Soprintendenza. Il Comune, però, nei giorni scorsi, ha convocato una conferenza dei servizi per discutere di un nuovo progetto che abbasserebbe il livello dei pontili, evitando così lo smontaggio come richiesto dagli operatori portuali. In quella sede, tutti gli enti convocati hanno espresso parere favorevole, eccezion fatta per la Soprintendenza rimasta sulle proprie posizioni.

Nella giornata di ieri un nuovo capitolo, con l’invio di una nota al Comune di Otranto, in cui la Soprintendenza metterebbe in dubbio la liceità della conferenza dei servizi, svoltasi a fine ottobre, rimandando al rispetto delle regole e paventando l’intenzione di portare la vicenda all’esame della presidenza del Consiglio.

Dal canto suo, il Comune di Otranto parla di “termini utilizzati” e “atteggiamento intimidatorio” che “lasciano stupefatti”. In un comunicato, da Palazzo Melorio si sottolinea come si tratti di “valutazioni che nulla hanno a che vedere con le specifiche competenze della Soprintendenza e di cui non si riesce a comprenderne il rilievo”.

“Non si mette ovviamente in discussione l’autonoma decisione della Soprintendenza di segnalare all’Autorità Giudiziaria situazioni dalla stessa reputate di possibile rilievo penale – si legge -, ma si contesta con assoluta fermezza che una tale decisione venga platealmente esternata in una comunicazione le cui finalità sono volutamente quelle di determinare una anomala situazione di tensione istituzionale”.

Il Comune ribadisce come alla conferenza dei servizi, infatti, abbiano partecipato una serie di amministrazioni pubbliche come Regione Puglia e Provincia di Lecce, che hanno tutte espresso parere favorevole al progetto in esame, nonostante, anche in quella sede, la Soprintendenza “abbia manifestato le stesse valutazioni formulate nella nota”.

“Verrebbe – si legge ancora - da dire: tutti correi? Di contro, poi, nella stessa nota si preannuncia l’intenzione di proporre opposizione all’atto conclusivo della conferenza, così come previsto dall’art. 14-quinquies della L. n. 241/1990. Benissimo, ma delle due l’una: per ricorrere contro la decisione della conferenza è necessario prima riconoscerne la legittimità”.

“Se, come la legge consente, la Soprintendenza – si aggiunge - intende portare la vicenda all’esame della Presidenza del Consiglio, quale sarebbe il pericolo cui sono esposti gli interessi pubblici affidati alla tutela della Soprintendenza medesima? Non è forse quella la sede nella quale ogni valutazione potrà essere effettuata? E non è forse una sede di massima garanzia anche per la Soprintendenza per le Province di Brindisi, Lecce e Taranto?”

 

 

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