Ecotassa, battaglia al Consiglio di Stato: 93 Comuni contro la Regione

venerdì 19 ottobre 2018

L’avvocato Luigi Quinto è stato incaricato di resistere all’impugnativa: la sentenza il prossimo 25 ottobre.

La Regione Puglia ha impugnato al Consiglio di Stato la sentenza del Tar di Lecce del febbraio scorso di annullamento dei provvedimenti regionali che avevano negato ai Comuni della provincia di Lecce la riduzione dell’ecotassa. La vicenda risale al 2014 quando 76 comuni salentini, con in testa il Comune di Lecce, attraverso l’avvocato Luigi Quinto, si erano opposti alla decisione della Regione Puglia di fissare l’ecotassa a 25,82 euro per ogni tonnellata di rifiuto conferito in discarica, corrispondente al massimo previsto dalla legge.

Nel ricorso erano stati censurati gli atti regionali per violazione della legge statale risalente al 1995, che ha istituito l’ecotassa. I Comuni rivendicavano la riduzione dell’80% del tributo prevista per l’ipotesi in cui è conferito in discarica solo lo scarto di uno dei trattamenti previsti dalla legge. Richiesta cui la Regione si era opposta, sottolineando il fatto che la norma prevede la premialità solo per il raggiungimento di elevate percentuali di raccolta differenziata, ma di fatto disapplicando la legge statale che invece valorizza il trattamento dei rifiuti prima dello smaltimento.

Nel giudizio al Tar, l’avvocato Luigi Quinto, nell’interesse dei Comuni salentini, aveva dimostrato che il sistema impiantistico della provincia di Lecce, in funzione dal 2009, determina lo smaltimento in discarica di una percentuale contenuta nella misura del 30%, la più bassa della Puglia e tra le più basse del Paese, evidenziando come non si potesse dare rilievo esclusivamente al momento iniziale della raccolta, ma occorresse valorizzare anche la successiva fase di trattamento, poiché quello che conta è il quantitativo finale che viene conferito in discarica. A dare ragione al ricorso, i giudici del Tar di Lecce che con un’ordinanza del 2015 avevano rimesso alla Corte Costituzionale la valutazione sulla compatibilità con la disciplina statale della legge Regionale.

E la Corte Costituzionale, ad aprile dello scorso anno, aveva dato ragione ai Comuni, dichiarando incostituzionale la legge pugliese. Nonostante il pronunciamento della Corte Costituzionale la Regione Puglia aveva però continuato a richiedere l’ecotassa maggiorata, non solo per il 2014, ma anche per le annualità successive, obbligando i Comuni a proporre altrettante impugnazioni. Il Tar, con sentenza di febbraio scorso, ha annullato gli atti regionali, riconoscendo il diritto dei Comuni leccesi all’applicazione premiale del tributo, con un abbattimento dell’80%.

La Regione non si è però data per vinta ed ha proposto appello al Consiglio di Stato l’ultimo giorno utile, chiedendo la sospensione immediata della sentenza. La quasi totalità dei Comuni leccesi, 93 su 97, ha dato mandato all’avvocato Quinto per resistere all’impugnativa della Regione. L’udienza è fissata davanti alla Quinta Sezione per il prossimo giovedì 25 ottobre. Sarà quindi il Consiglio di Stato a dire la parola fine sulla querelle giudiziaria che si trascina da quattro anni e che ha un valore economico di grande rilievo. Si tratta di cifre di enormi, che ad oggi superano i 10 milioni di euro e che, nell’ipotesi in cui il Consiglio di Stato dovesse confermare la sentenza del TAR, dovranno essere restituite dalla Regione ai Comuni, diminuendo la pressione fiscale a carico dei cittadini.  

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