Riace modello di integrazione: Calimera invita il sindaco Lucano

giovedì 18 ottobre 2018

La sindaca Francesca De Vito ha inviato una lettera aperta al primo cittadino della cittadina calabrese al centro delle polemiche per la politica di immigrazione seguita nel suo paese.

Un invito a cuore aperto, diretto al sindaco Mimmo Lucano. Lo ha fatto la prima cittadina di Calimera, Francesca De Vito, con una lettera in cui spiega le motivazioni di una fratellanza non solo ideale, ma molto concreta.

“Siamo un piccolo comune della Puglia -scrive De Vito- che agli esordi degli anni Novanta, prima frontiera in Italia sulle porte del Mediterraneo, testimoniò con orgoglio l’accoglienza di popoli stranieri. Il Comune che rappresento, dal benaugurante nome Calimera, appartiene alla Grecìa Salentina, comunità allargata in cui rimangono vive le tradizioni della cultura greco-bizantina e che conserva un antico idioma, il griko.

La Storia ha voluto sperimentare nella nostra terra la contaminazione e l’integrazione fra culture diverse, quella “convivialità delle differenze” così autenticamente testimoniata dal nostro conterraneo don Tonino Bello. Per questo, siamo orgogliosi di identificarci con il monito inciso nella stele che ci fu donata dalla città di Atene nel 1960 come simbolo della comune identità e che conserviamo nei giardini pubblici: “Zeni sù en ise ettù ‘sti Kalimera" - Straniera tu non sei qui a Calimera”.

Una frase che racchiude per il senso dell’appartenenza più intima alla comunità. “Al contempo -continua il sindaco-, è il varco duttile dei nostri confini, apertura piena e incondizionata all’umano. Per questo la tua vicenda ci chiama prepotentemente in causa, prima ancora che come amministratori, come cittadini di questa comunità. Ci ricorda la necessità e il dovere di essere partigiani, di dichiarare a voce alta e senza esitazioni che dobbiamo essere dalla parte dei diritti, sempre. Come tu fai concretamente da tanti anni.

Riace è per noi modello di integrazione e di comunità che va narrato e testimoniato. Ti invitiamo a farlo, offrendoti la nostra accoglienza qui a Calimera, nel nome di quello scambio sacro che è l’ospitalità, per cui ospite è chi accoglie e chi è accolto”.

Una mossa che non è piaciuta al consigliere regionale della Lega, Andrea Caroppo: “Manifesta stima e propone ospitalità a tutti coloro che sono sottoposti a misure cautelari o indagati per gravi reati? È così che il Sindaco rispetta il lavoro della magistratura e promuove la legalità? Il procedimento che coinvolge Lucano è lo sviluppo, sul piano giudiziario, di accertamenti partiti quando al Ministero dell'Interno c'era il PD Minniti e sulla scorta anche di anomalie rilevate dall'Anci due anni fa. In altre parole il Sindaco di Calimera vuole ospitare Lucano per copiarlo nella pratica di far sposare anziani del paese con giovani migranti cui le Commissioni asilo non hanno riconosciuto il diritto alla protezione?”. 

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