Un Ronzino di razza

venerdì 27 maggio 2011
Il ballottaggio tra Risi e Bruno è stato in parte oscurato dall’inaspettato consenso di Alfredo Ronzino del Movimento 5 Stelle. I due rivali lo corteggiano, ma lui è convinto: “Non appoggeremo nessuno”
 
Non ha vinto le elezioni, non ha avuto accesso al ballottaggio e molto probabilmente non si insedierà tra la minoranza del Consiglio comunale. Sembrerebbe un quadro fallimentare, ma non per il 44enne Alfredo Ronzino, che nelle ultime elezioni amministrative si è candidato alla carica di sindaco per il Comune di Nardò, sostenuto da una lista del Movimento 5 Stelle.
Ronzino, più di 2mila preferenze corrispondono a oltre il 10% dei suffragi. Come giudica questo dato? 
È un risultato eccezionale, migliore delle nostre aspettative e che ha sconvolto anche i nostri rivali. Il Movimento 5 Stelle non è un partito, tant’è che il nostro motto è semplicemente “Siamo cittadini, punto e basta”, e la popolazione di Nardò ha capito questo messaggio. Io vivo poi costantemente tra le gente, girando in bicicletta per la città; lo faccio da sempre, non solo in campagna elettorale. Credo poi sia stato premiato il nostro programma amministrativo che, forse per la prima volta nelle elezioni comunali, guarda anche fuori i confini della città: ci opponiamo infatti alla possibilità che la vicina Colacem diventi un inceneritore; siamo contrari alla discarica di Corigliano, posta sulla falda acquifera più importante del Salento; riteniamo poi necessario lavorare in sinergia con i comuni limitrofi. Crediamo di essere riusciti ad avvicinare molta gente a questa, purtroppo, brutta politica e all’indomani delle elezioni il nostro gruppo è passato da venti a circa cento sostenitori, senza alcuna tessera d’iscrizione.
Con il consenso ottenuto in grandi città come Bologna e Milano, il Movimento 5 Stelle è diventato un fenomeno politico e sociale insieme. Qual è il vostro pensiero?
Il Movimento 5 Stelle è la sintesi dei pensieri delle menti più belle di tutta Italia ed è il risultato di tre anni di lavoro effettuato sul Web, con il contributo di tantissime persone e molti ricercatori sottopagati, sottostimati e senza prospettive. Le 5 stelle rappresentano i nostri cinque temi fondamentali: ambiente, specialmente energie rinnovabili e mobilità sostenibile; stato e cittadini, per compiere una democrazia mai esistita e aprire le istituzioni alle persone; sviluppo e lavoro; connettività, cioè la possibilità per chiunque di usare la rete internet per raggiungere quell’informazione manipolata a piacimento da Stato e privati; infine, trasporti pubblici. Attualmente, il movimento è forte al Nord, dove è rappresentato da consiglieri regionali a 2.500 euro mensili, a fronte dei 12mila percepiti dai colleghi. Infine, siamo contrari ai partiti, verso i quali non poniamo alcuna fiducia. Non abbiamo direttivo e i membri hanno tutti lo stesso peso.
Quale sarà la vostra posizione nel confronti del ballottaggio a Nardò? 
Ci opponiamo ai partiti, quindi non appoggeremo nessuno. In merito la politica sociale e ambientale il centrosinistra si avvicina alle nostre posizioni, mentre il centrodestra sembra essere sordo. Ognuno di noi, però, prenderà la sua decisione in libera coscienza. Non daremo fiducia a nessuno e, anzi, vigileremo costantemente l’operato della nuova Amministrazione, chiunque essa sia.
Con la probabile assenza dal Consiglio comunale, come intende agire per la sua città?
Saremo un “governo ombra” e io sarò a tutti gli effetti il “sindaco ombra” della gente. Fuori dal palazzo raccoglierò le loro istanze, le loro denunce e presenteremo le nostre proposte. Terremo l’Amministrazione sotto controllo e denunceremo i loro sbagli sui media e alla Procura. Noi vogliamo il totale rispetto delle regole, altrimenti non ci emanciperemo mai. Penso al massiccio voto di scambio delle nostre elezioni, che nessuno è però disposto a denunciare. Questo consenso ci spinge a contribuire al rafforzamento del movimento nell’intero comprensorio e prevedo la formazione di una lista per la Camera e per il Senato, non appena cadrà questo Governo. La nostra pacifica rivoluzione deve continuare.
 
Alessandro Chizzini 
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