Tap, Ministero dell’Ambiente riconvoca il sindaco e i tecnici di Melendugno

mercoledì 17 ottobre 2018

Domani mattina appuntamento a Roma per un nuovo incontro tecnico a cui parteciperanno il sindaco Potì e due tecnici della commissione comunale del progetto.

Il Ministero dell'Ambiente ha convocato per domani mattina a Roma un incontro tecnico al quale parteciperanno il sindaco di Melendugno, Marco Potì e due tecnici della commissione comunale progetto Tap.

Oggetto dell'incontro sarà la valutazione della documentazione prodotta dal Comune salentino che ha anche presentato un dossier in cui vendono indicate le criticità sul progetto Tap rilevate dal Comune e che il Ministero dell'Ambiente ad oggi non aveva visionato.

Ma intanto non si spegne la polemica politica con il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, che parla di “ritirata indegna” da parte del Movimento Cinque Stelle su Tap così come fatto sulla vicenda Ilva: “Mi auguro – ha dichiarato - che la vergogna di questa ritirata consenta al Governo almeno di aprire il tavolo della decarbonizzazione dell'Ilva, che era la mia posizione cosiddetta 'da poliziotto buono'. Invece quella per me è stata una battaglia così dura che mi sono fatto insultare dal governo del Partito Democratico per la decarbonizzazione dell'Ilva. Adesso attendo di conoscere da questo Governo se vogliono cominciare, visto che hanno deciso di tenere aperta l'Ilva, almeno a ragionare sulla decarbonizzazione".

Respingono al mittente le accuse ricevute i consiglieri regionali del M5S: “A tutto c'è un limite. È comico per non dire drammatico leggere le note indignate dei maestri dell'ipocrisia, i consiglieri dei vecchi partiti che improvvisamente si sono scoperti tutti NoTap. Proprio loro che fanno parte di quei partiti che in parlamento hanno fatto partire gli accordi internazionali per il gasdotto. Addirittura Emiliano o consiglieri come Amati componenti del Pd, il partito che TAP lo ha fatto nascere, difeso e portato avanti, hanno anche solo il coraggio di esprimersi sul tema. Emiliano naturalmente è il peggiore di tutti: invia una nota tecnica che dovrebbe essere una smentita ma nella stessa conferma che la Regione avrebbe potuto istituire il SIC marino e non lo ha fatto perché ‘tanto sarebbe stato inefficace’, cosa tutt'altro che vera se la richiesta fosse stata presentata in tempo”.

“Come si può credere – proseguono - a chi asserisce di aver provato a fermare il gasdotto quando la rete e i giornali sono pieni di sue dichiarazioni in cui afferma di non essere mai stato contrario al gasdotto TAP. A tutti questi signori d'altronde basterebbe fare una domanda: come mai la maggior parte delle volte che abbiamo portato in Consiglio regionale delle mozioni o proposte per fermare il gasdotto, o non le avete discusse o le avete puntualmente bocciate? Siete senza vergogna. Noi del M5S le nostre battaglie per cercare di fermare il vostro gasdotto le abbiamo combattute e continuiamo a combatterle nella speranza di fermarlo e possiamo camminare a testa alta, voi TAP o NoTAP, siete già alla canna del gas”.

Ma ai pentastellati rispondono quelli del Meetup di Borgagne e Melendugno che parlano di “dubbia veridicità della relazione Cioffi, relativa all'analisi costi-benefici dell'opera” e rivolgendosi ai portavoce precisano: “Oggi dite che l'eventuale stop dell'opera comporterebbe penali a danno del popolo italiano di circa 20 mld, quello che non è chiaro, e che da sostenitori di questo governo pretendiamo di sapere in nome della tanto ricercata trasparenza, è come siano state calcolate queste penali. Quali sono i documenti che le attestano? Chi sono i tecnici che hanno esaminato l’analisi costi-benefici? In quanto tempo è stato condotto lo studio, visto che il 27.09.2018 non era disponibile ancora nessun dato? Il Ministro del Sud, Barbara Lezzi, ha contribuito alla redazione dell'analisi costi-benefici, visto che era in possesso del documento che attesta l'assenza di un accordo host government agreement?”

 

“Noi del meetup locale – proseguono -, lamentiamo una deficienza di democrazia diretta: nessuno dei nostri Portavoce, dopo il 4 marzo, è più venuto a Melendugno per dare chiarimenti sullo stato dell'opera; le uniche voci pervenute tramite amici attivisti sono state quelle di ‘stare tranquilli’, di non creare contrasti all'interno del movimento e di avere fiducia: ma noi siamo grillini, diffidenti per natura, ed abbiamo un mostro a 600 metri da casa. Pretendiamo pertanto una risposta immediata dei portavoce pugliesi, prima del 20/21 ottobre, in merito alle suddette questioni”.  

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