Influenza, costa 10 miliardi l'anno: a novembre al via la campagna di vaccinazione

martedì 16 ottobre 2018
L’influenza ogni anno costa alle casse dello Stato 10 miliardi di euro. Intervista al responsabile Igiene e Sanità Pubblica Area Nord, Alberto Fedele: “Il vaccino antinfluenzale lo faccio ogni anno e mi consente di non spendere molti più soldi per curare l’influenza: è gratuito per le fasce a rischio. Dopo il 7 novembre partiremo con le vaccinazioni anche nel Salento”. 

L’influenza costa quasi quanto una manovra economica: secondo il primo studio italiano sui costi del “male stagionale” più diffuso (documento presentato al XIX Congresso Nazionale della Società Italiana di Pneumologia - SIP), Stato e famiglie spendono oltre 10 miliardi in totale per cure e medicine. La cosa più grave è che le famiglie spenderanno 8,6 miliardi di euro e 2,1 lo Stato: si stima che ogni famiglia sborsi 250 euro per curare l’influenza, mentre ogni malato costerà al servizio sanitario 62 euro. Se provate a fare un piccolo sforzo con la memoria, andando a ricordare quello che è accaduto nell’umido inverno salentino trascorso, scoprirete che tra farmaci antitosse, mucolitici, antinfiammatori, antibiotici, caramelle per la gola e altro avrete messo fuori dalle tasche almeno 27 euro. Il vaccino antinfluenzale costa dai 2,40 ai 5 euro: è gratuito per le fasce a rischio e da quest’anno anche per i donatori di sangue. Tra i problemi che genera l’influenza c’è quello per le assenze dal lavoro, generate anche da sindromi simili a quelle influenzali. Dunque, un esborso per il Sistema Sanitario non indifferente. Solo il 14 per cento dei cittadini ricorre al vaccino antinfluenzale e il 60 per cento non è stato mai vaccinato. Eppure si tratta di un toccasana per anziani a rischio e soprattutto per bambini sotto i 6 anni: ogni anno per sindromi influenzali e complicanze varie il pronto soccorso si intasa di utenze pediatriche. C’è, tra l’altro una curiosa discrepanza tra quello che pensano i cittadini italiani e quello che poi fanno: infatti il 70 per cento degli intervistati sono convinti che la vaccinazione sia essenziale, ma i numeri della vaccinazione antinfluenzale sono bassissimi. I vaccini antinfluenzali possono essere somministrati contemporaneamente ad altri vaccini. Non può essere vaccinato chi ha manifestato pregresse reazioni di tipo anafilattico alle proteine dell’uovo o ad altri componenti da vaccino, né i bambini sotto i 6 mesi o chi presenta malattie acute febbrili.

Tipologie di vaccino
Esistono quattro tipo di vaccino in Italia: il vaccino split contiene solo quelle particelle del virus (antigeni) che stimolano la reazione immunitaria. Esiste anche il vaccino virosomale, che è costituito da liposomi, vescicole con un doppio strato lipidico, che incorporano gli antigeni virali mimando sia la morfologia virale che la presentazione antigenica. Il vaccino adiuvato, invece, è costituito dalla combinazione di un vaccino influenzale a subunità con l’MF59 e un’emulsione di olio (squalene) in acqua contenente due surfactanti non ionici. Un’ultima tipologia è costituita dal vaccino intradermico, privo di adiuvanti chimici, che contiene una minor quantità di antigeni e, a seguito dell'iniezione intradermica, stimola varianti di cellule immunitarie diverse rispetto a quelle reclutate con il vaccino intramuscolare. Negli individui che non rispondono al vaccino intramuscolare può presentare una maggiore efficacia rispetto agli altri vaccini non adiuvati.

Intervista al dottor Alberto fedele, responsabile dipartimento di prevenzione e igiene pubblica Area Nord dell'Asl di Lecce

Dottore, l’influenza costa di più del vaccino, ci spiega uno studio nazionale. A che punto è l’Asl con i vaccini? Siete pronti a dispensarli?
“Siamo in fase di approvvigionamento, perché la Regione Puglia doveva prima espletare la gara per l’aggiudicazione dei prodotti. Quindi, ora attendiamo le forniture. Dovrebbe tenersi una conferenza stampa il 6 novembre per annunciare l’avvio delle vaccinazioni. Dal 7 novembre dovremmo essere in condizione di vaccinare tutti”.

Cominciate sempre così tardi?
“Cominciamo un po’ dopo, perché nel Salento esiste questa sorta di ‘barriera climatica’ che ritarda l’arrivo dell’influenza. Da noi il picco è verso gennaio”.

In effetti c’è ancora gente che va a mare…
“Abbiamo tutto il tempo per immunizzare”.

Quanto costa un vaccino?
“All’Asl sui cinque euro”.

Le categorie a rischio hanno diritto al vaccino gratuito, ma anche i donatori (da quest’anno): quali sono le categorie protette?
“Anziani oltre i 65 anni, i soggetti affetti da malattie croniche (diabetici, pazienti con malattie cardiocircolatorie e altro), chi ha malattie del sangue, i malati oncologici che non fanno chemioterapia, immunodepressi e altro. Sono molte le fasce a rischio”.

Al privato, che non può ottenerlo gratuitamente, quanto costa?
“Dipende dal tipo di vaccino: non più di 10 euro”.

Lei, da medico, cosa consiglia?
“Non si tratta di un consiglio, ma di evidenze scientifiche: tutte le categorie a rischio che non fanno il vaccino antinfluenzale stanno determinando un incremento dei ricoveri. L’anno scorso abbiamo avuto 50 casi gravi, ricoverati in rianimazione solo nella città a Lecce, a causa di influenza: tutti non vaccinati. Senza contare gli altri che hanno complicazioni che naturalmente non li costringono a rivolersi al pronto soccorso. Non vaccinarsi fa aumentare ricoveri, consumo di farmaci ed episodi che mettono a rischio la vita nelle fasce deboli, sulle quali la malattia è decisamente più aggressiva. L’unico strumento che abbiamo per evitare le complicanze dell’influenza è la vaccinazione”.

Possiamo concludere dicendo con certezza che è meno costoso spendere i soldi per vaccinarsi, se non si ha diritto al vaccino gratuito?
“Certamente. Sicuramente è così. Lo faccio da 20 anni e passo un inverno più tranquillo”.

Ci possono essere effetti dannosi?
“Tutti i farmaci possono avere rischi remoti, ma quelli del vaccino sono sicuramente più rari di quelle che possono essere le complicanze dell’influenza”.

I virus mutano ogni anno?
“Abbiamo piccole mutazioni, ma il Ministero della Sanità dà gli indirizzi alle aziende, che in questo modo lo preparano per tempo”.

Gaetano Gorgoni

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