Tap, Potì: "Il Governo si affida a magistratura. Sono deluso ma non demordiamo"

martedì 16 ottobre 2018
Il ministro dell'Ambiente Costa cercherà nuovi elementi da sottoporre all'analisi degli inquirenti. 

“Sono un po’ amareggiato, ma non demordiamo”. E' il commento del sindaco di Melendugno Marco Potì a poche ore dall'incontro su Tap con il premier Giuseppe Conte. Un faccia a faccia dal quale è emerso ciò che già in passato avevano espresso forze di Governo, soprattutto del Movimento Cinque Stelle: bloccare il progetto avrebbe dei costi molto alti.

“Ho chiesto al presidente Conte di garantire su Tap un clima politico nuovo, diverso da quello avuto dai governi precedenti – scrive Potì - ho chiesto loro di essere i cani da guardia dei cittadini, di stare col fiato sul collo di questa multinazionale, cercando di far emergere le (decine) di violazioni di legge di Tap. Non ci sarebbe così nessun bisogno di bloccare i lavori per volontà politica, ma Tap si bloccherebbe da sola, per propria responsabilità e propri errori progettuali e esecutivi. Senza il terrore di penali o risarcimenti.
Il Governo ci ha ricevuto per ben due volte e ci ha dedicato tempo e ascolto. Di questo occorre dare atto e ringraziare il premier Conte per questo nuovo atteggiamento di apertura. Ma ho l’impressione che non si sono fatti tutti quegli approfondimenti necessari né si è dedicato il tempo giusto a cercare qualche motivo valido per bloccare veramente Tap. Non è sufficiente cercare di calcolare i costi di abbandono, con una visione molto ragionieristica e attenta alle conseguenze economiche (tutte da dimostrare e calcolare per bene e non nel modo presentatoci), invece che con una visione più politica, con la P maiuscola. Con la voglia di difendere la volontà ed i diritti dei cittadini più degli interessi di una multinazionale.
C’è il ministro dell’Ambiente Costa che cercherà in breve tempo e con il nostro ausilio, di ricercare altre motivazioni, forti e valide giuridicamente, di far emergere le violazioni e criticità di Tap. E poi c’è Conte che ha auspicato più e più volte l’intervento della magistratura inquirente, anche per essere facilitato come governo nell’azione di blocco del Tap. Su questo si basano le nostre speranze future. Sul rispetto della legge e della legalità. Ieri come oggi”.

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