Pontili, l'ex amministratore: "Vicini agli operatori ma chi ha sbagliato ammetta l'errore"

venerdì 12 ottobre 2018

Nella vicenda della rimozione nel periodo invernale dei pontili galleggianti di Otranto, interviene l’ex amministratore e fondatore di Nuovi Orizzonti Livio Corchia con un appello all’ex sindaco.

Pontili galleggianti a rischio rimozione nel periodo invernale: a Otranto tiene ancora banco la questione anche alla luce di una partecipata manifestazione, tenutasi domenica scorsa, e a cui hanno preso parte oltre agli operatori portuali, cittadini, amministratori locali, consiglieri regionali ed ex parlamentari. In quella occasione, la richiesta finale indirizzata alle istituzioni è stata quella di porre in essere tutte le azioni possibili per evitare lo smontamento del porto interno.

Ma pur nella condivisione di questa speranza, restano voci critiche sulla gestione della questione come nel caso di Livio Corchia, già amministratore cittadino e fondatore dell’associazione “Nuovi Orizzonti”, che scorge nella partecipazione di molti politici all’evento di domenica una “passeggiata preelettorale in vista delle prossime europee”: “Molti cittadini – spiega – sono indignati dopo aver ascoltato alcuni interventi di circostanza, che invocano il mantenimento dei pontili, che tutti auspichiamo, ignorando la trasgredita prescrizione della Soprintendenza e la legalità violata dall’Ente comunale”.

Per Corchia, “bisognava ripartire da qui” per “tendere la mano agli operatori portuali e agli amministratori e ricucire i rapporti”, nella ricerca di un compromesso con la Soprintendenza, forte oggi anche della sentenza del Consiglio di Stato.

L’esponente di Nuovi Orizzonti rivolge un accorato appello all’ex sindaco Luciano Cariddi: “Non si può sempre intervenire anche personalmente contro chi critica il suo operato” ma “bisogna accettarle e riflettere sulle stesse” perché “nessuno è infallibile”: “È diffusa l’opinione tra i cittadini che la sua amministrazione abbia fatto scelte sbagliate, forse per errori nel rilascio degli atti amministrativi o per presunzione nell’interpretazione delle leggi e dei regolamenti, scelte che di fatto hanno creato un danno d’immagine alla città e uno economico agli operatori turistici e portuali”.

I riferimenti sono, oltre al caso in questione dei pontili galleggianti, a vicende come il Dolce Riva, il Twiga, il Salento Beach, e i dehors. Per questo l’invito a Cariddi: “Salviamo tutti insieme il salvabile, ma da parte sua serve un gesto di umiltà, ammetta gli errori: le farà onore”. Un gesto che per Corchia faciliterebbe la ricomposizione del dialogo con la Soprintendenza in primis e sbloccherebbe lo stallo: “Ciò eviterebbe – insiste - che l’attuale e le future amministrazioni comunali paghino lo scotto dei rapporti poco idilliaci creatisi e che il tutto vada a discapito dei cittadini, degli operatori turistici, alberghieri, portuali, commerciali e degli imprenditori in genere. Il rasserenamento del clima con gli Enti preposti ed interessati al rilascio dei pareri è quello di chi ha davvero bisogno la città”. 

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