"Tito Schipa Music Festival": sabato in scena la "Petite Messe Solennelle"

venerdì 12 ottobre 2018

Appuntamento sabato 13 ottobre alle 19.30 presso la cattedrale di Gallipoli.

Rush finale del Tito Schipa Music Festival,  che si avvia ai concerti conclusivi della stagione 2018. Sabato 13 ottobre, alle 19.30, presso la Cattedrale di Sant’Agata a Gallipoli, andrà in scena la "Petite Messe Solennelle" di G. Rossini. 

Il Conservatorio ne propone la versione originale, affidando a Corrado de Bernart e a  Vincenzo Rana i due pianoforti, ad Antonio Rizzato l’armonium, gli studenti costituiscono il coro, mentre i solisti sono: Gianluca Belfiori  Doro– contraltista, Silvia Susan Rosato Franchini – soprano, Raffaele Pastore – tenore e Adolfo Corrado – basso. La direzione è affidata a Francesco Muolo.

La "Petite Messe Solennelle", insieme allo "Stabat Mater" è uno dei grandi capolavori della musica sacra rossiniana. Fu scritta dal compositore pesarese nel 1863 ed eseguita per la prima volta in forma privata presso la cappella di famiglia della contessa Louise Pillet-Will, dedicataria della composizione. Sin dalla prima esecuzione è stata sempre entusiasticamente accolta dal pubblico. In una prima stesura fu scritta per soli, coro, due pianoforti e un armonium, e poi orchestrata dallo stesso Rossini nel 1867.

L'opera si compone di quattordici pezzi ricchi di inventiva armonica e melodica e si inserisce fra le composizioni di spiccata originalità, fornite di un'alternanza tra musica da chiesa e musica profana:  Kyrie, Gloria, Credo, Offertorium, Sanctus, O salutaris hostia, Agnus Dei.

Dopo che il lavoro fu terminato, Rossini scriveva nel manoscritto in calce all'Agnus Dei:

«Buon Dio, eccola terminata questa umile piccola Messa. È musica benedetta [sacra] quella che ho appena fatto, o è solo della benedetta musica? Ero nato per l'opera buffa, lo sai bene! Poca scienza, un poco di cuore, tutto qua. Sii dunque benedetto e concedimi il Paradiso.»

(Gioachino Rossini, Passy, 1863)

Ecco dunque che la Petite Messe può essere considerata il testamento spirituale di Rossini, forse già presagio della sua prossima morte.

Ingresso libero 

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