Obesity day contro lo stigma, al Bambino Gesù consulenze gratuite e piccoli chef 

martedì 9 ottobre 2018
L’obesità si combatte imparando a mangiare sin dalla tenera età, ma bisogna anche imparare a rispettare chi ha dei problemi. Mercoledì 10 ottobre, in occasione della giornata contro l’obesità, nella sede di San Paolo del Banbin Gesù, tra i fornelli con i giovani cuochi della Scuola ENGIM per una giornata sulla corretta alimentazione insieme a medici, nutrizionisti ed esperti del settore.

Anche quest’anno l’Obesity Day, che si svolge ogni 10 ottobre, coinvolgerà istituzioni e famiglie per promuovere la lotta a questo grave problema per la salute, ma anche per combattere lo stigma sociale e il pregiudizio. L’edizione 2018 della campagna nazionale di sensibilizzazione promossa dall’Adi chiede interventi urgenti contro la disapprovazione sociale e le discriminazioni a danno di persone con obesità. A Roma è stato presentato il Manifesto promosso dall’Italian Obesity Network e sottoscritto da 10 tra società scientifiche e Associazioni pazienti attive nel campo dell’Obesità e nutrizione. “L’obesità è una condizione complessa che deriva dall'interazione di fattori genetici, psicologici e ambientali. Da qui la volontà di unirsi in maniera decisa al monito lanciato dalla campagna mondiale del World Obesity Day che dice stop allo stigma del peso, alla colpevolizzazione, al bullismo e alle discriminazioni sociali” - ha affermato Giuseppe Fatati, presidente Adi, durante la conferenza di presentazione della campagna mediatica. Sono quattro le azioni da promuovere: abbandonare l'uso di immagini negative e linguaggi inappropriati; combattere le discriminazioni sui luoghi di lavoro e il bullismo nelle scuole; attuare politiche governative a favore di un migliore accesso a cibo nutriente riducendo la commercializzazione di opzioni meno sane; instaurare una relazione positiva tra medico e paziente. 


OBESITÀ, UNA BATTAGLIA CHE COMINCIA DA BAMBINI 

Gli esperti dell’Obesity day hanno fornito dati inquietanti: sono 94 milioni gli anni di vita persi a causa dell'obesità e, solo in Italia, si stima che siano 57mila l'anno i decessi correlati a tale condizione patologica.

“L’obesità infantile è dovuta a un’eccessiva e cattiva alimentazione ed è legata a una ridotta attività fisica” - ricorda a tutti i genitori Giuseppe Morino, responsabile di Educazione Alimentare del più conosciuto ospedale pediatrico d’Italia, il ‘Bambino Gesù’ di Roma. I papà e le mamme a volte ingozzando i propri figli cercando di appagare la loro ansia: sul cibo, però, è meglio non transigere. È da piccoli che si sviluppano quelle cattive abitudini che poi diventeranno fatali per i nostri organi. “È importante tenere sotto controllo bambini obesi o in sovrappeso in quanto sono più esposti al rischio di contrarre, da adulti, malattie cardiovascolari, diabete di Tipo 2 o l’ipertensione. L’Obesity Day - spiega Maria Rita Spreghini, nutrizionista del Bambino Gesù - ha come obiettivo la motivazione al cambiamento delle abitudini dietetico-comportamentali e punta a sensibilizzare le nuove generazioni”. Sovrappeso, obesità e sedentarietà sono fenomeni ancora diffusi: il 21% dei bambini è in sovrappeso, mentre il 9% risulta obeso. L’indagine dell’Osservatorio “Okkio alla Salute” (il sistema di sorveglianza del Ministero della Salute) evidenzia, inoltre, che la maggior parte dei bambini tra i 4 e i 10 anni adotta uno stile di vita sedentario e solo 1 su 4 raggiunge la scuola a piedi o in bicicletta.

I DATI MINISTERIALI

“In Italia  l’8% dei bambini salta la prima colazione e il 33% fa una colazione comunque inadeguata, cioè sbilanciata in termini di carboidrati e proteine condizionando negativamente l’equilibrio calorico del resto dei pasti – spiega Angela Spinelli del Centro Nazionale Prevenzione delle Malattie e Promozione della Salute – a metà mattina, infatti  il 53% fa una merenda troppo abbondante e a tavola il 20% dei genitori dichiara che i propri figli non consumano quotidianamente frutta e verdura, mentre durante la giornata il 36% consuma quotidianamente bevande zuccherate o gassate”. Migliorano le abitudini per quanto riguarda il consumo di frutta, ma ancora manca un corretto bilanciamento dei nutrienti nell’alimentazione dei nostri bambini. 

Abitudini negative, come quelle di mangiare quotidianamente cibi spazzatura, che sono dure a morire. 

Una tendenza negativa che si riflette anche sulle attitudini sportive e sulla sedentarietà dei bimbi italiani.

“Il 23,5% dei bambini svolge giochi di movimento non più di 1 giorno a settimana, il 33,8% dei bambini svolge attività fisica strutturata non più di 1 giorno a settimana e il 18% non ha fatto attività fisica il giorno precedente l’indagine - ci spiegano gli esperti del Ministero - Inoltre, si cammina pochissimo a piedi. Attitudini che si radicano ancora di più grazie all’uso scorretto delle tecnologie vecchie e nuove: il 44 % ha la TV in camera, il 41% guarda la TV e/o gioca con i videogiochi/tablet/cellulari per più di 2 ore al giorno che è il massimo del tempo raccomandato dagli esperti”. 

L’IDEA DEI PICCOLI CHEF DEL “BAMBINO GESÙ”: GIOCANDO SI IMPARA A VIVERE

Piccoli chef crescono all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù. In occasione dell’Obesity Day, la Campagna Nazionale di Sensibilizzazione per la prevenzione dell’obesità e del sovrappeso, mercoledì 10 ottobre dalle 10 alle 17, nella sede di San Paolo Fuori Le Mura (viale di San Paolo, 15 - Roma) medici e nutrizionisti dell’Ospedale pediatrico illustreranno i criteri di una corretta educazione alimentare. Per l’occasione saranno affiancati da alcuni giovani cuochi della Scuola ENGIM San Paolo (Ente nazionale Giuseppini del Murialdo).

L’Obesity Day è una manifestazione promossa dalla Fondazione Adi (Associazione di Dietetica e Nutrizione Clinica Italiana). Il focus di quest’anno è la Dieta Mediterranea Regionale, portatrice di una sana e corretta alimentazione e benessere.

L’evento organizzato al Bambino Gesù prevede attività per tutti: bambini, ragazzi, genitori e anche per gli stessi dipendenti dell’Ospedale che vorranno aderire. Durante la giornata i partecipanti riceveranno materiale informativo e indicazioni da medici e nutrizionisti dell’Ospedale. Su richiesta potranno essere effettuate delle misurazioni antropometriche per la valutazione dello stato di salute.

Si comincia con “Uno chef per amico”: dalle 10 alle 16 alcuni cuochi della Scuola ENGIM coinvolgeranno 100 bambini tra i 7 e i 10 anni, provenienti dalla Scuola Primaria Paritaria di San Paolo, nello show-cooking ‘Dalla colazione alla cena’. Insieme, si cimenteranno nella preparazione di piatti tipici regionali e della dieta mediterranea. La Scuola ENGIM parteciperà anche con 200 futuri chef a un incontro su prevenzione e sovrappeso, previsto dalle 11 alle 13 all’Auditorium San Paolo (Viale Ferdinando Baldelli, 38 – Roma). L’iniziativa, aperta a tutti, sarà moderata dalla giornalista enogastronomica Tiziana Briguglio e coinvolgerà medici del Bambino Gesù ed esperti del settore. Al termine dell’incontro si degusteranno alcuni piatti della dieta mediterranea. Giocando si impara a mangiare bene: questo è il segreto. Scuole, ospedali e Asl territoriali dovrebbero lavorare in questo modo sulle nuove generazioni. 

Gaetano Gorgoni

 

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