Air gun, allarme ordigni in mare: "Possibili detonazioni"

lunedì 8 ottobre 2018

Il monito in uno studio sull'impatto ambientale presentato dal movimento "No Triv" al Ministero dello Sviluppo Economico e al Ministero dell'Ambiente.

L'utilizzo di air gun potrebbe far brillare ordigni bellici inesplosi: è l'avvertimento che arriva dal movimento No Triv Mediterraneo che lo scorso 5 settembre ha presentato uno studio sull'impatto ambientale al Ministero dello Sviluppoo Economico e al Ministero dell'Ambiente. 

Il documento, che risponde alla richiesta di autorizzazioni da parte della “Northern Petroleum” per la ricerca di idrocarburi mediante l'utilizzo dell'air gun, ha riacceso le mai sedate preoccupazioni sull'utilizzo delle trivelle nel mar Ionio e nel basso Adriatico. “Nello studio di impatto ambientale della società non si considera l’effetto cumulo sull’impatto ambientale che tanti permessi di ricerca potrebbero produrre sulle vaste aree interessate. - si legge nel documento - In pratica il mar Adriatico meridionale sarà bombardato a tappeto oltre le 12 miglia dall’air gun e da compagnie petrolifere diverse”. Ma oltre i già noti danni alla flora, alla fauna, e ai beni archeologici sommersi, si aggiunge ora il rischio di far esplodere ordigni bellici risalenti alla seconda guerra mondiale.

“Come riportato dallo stesso SIA e dalla stessa società – continua lo studio - vicino l’area interessata ci sono degli ordigni inesplosi. Non conoscendo la natura chimico fisica di tali ordigni nonché la stessa tipologia e gli effetti che potrebbe avere l’air gun sui fondali la distanza non preclude rischi ,per cui va applicato il principio di precauzione”. 

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