Tumore al colon, la tecnologia che lo scopre attraverso il respiro e senza colonscopia

martedì 25 settembre 2018

Una sensazionale scoperta, in fase di sperimentazione, nella diagnostica del tumore al colon finanziata dalla Regione Puglia: si può scovare il “grande male” senza colonscopia.

Soffiare dentro un tubo e sapere con certezza se si è malati di cancro al colon o meno: è questa la grande rivoluzione che il Technical cluster “Inside the breath” sta realizzando. È ancora tutto in fase di sperimentazione, ma pensate a quanto sarebbe bello evitare un esame invasivo come la colonscopia per chi ha familiarità con questo tipo di tumori, per prevenzione o per chi manifesta qualche sintomo. La ricerca dell’Università di Bari, che nasce dallo studio della qualità dell’aria e delle emissioni dell’Ilva di Taranto, ha ottenuto la pubblicazione sulla prestigiosa rivista scientifica British Journal of Surgery. Il tumore è presente nel sangue: le sue tracce possono passare nell’aria attraverso gli alveoli. Per scoprire cosa sta accadendo al nostro organismo basta soffiare in un palloncino, proprio come l’aria circostante un plesso industriale ne segnala il livello di inquinamento: è come quando si fa il test per l’alcolemia. La squadra guidata dai professori Gianluigi De Gennaro e Donato Altomare ha ottenuto risultati notevoli: su 100 malati monitorati, ne sono stati individuati con certezza 80, a fronte di un 7% la cui patologia viene confermata solo dopo aver eseguito il test del sangue occulto.

RIDURRE IL RICORSO ALL’INVASIVA COLONSCOPIA

Sappiamo che per prevenire il tumore, dopo i 50 anni è necessario sondare il colon. La colonscopia oggi è il più importante strumento di prevenzione: si tratta di un esame diagnostico volto a esplorare le pareti interne del colon, per scoprire eventuali lesioni, ulcerazioni, occlusioni, masse tumorali. Questo tipo d’esame non viene utilizzato solo per la diagnosi del tumore al colon, perché permette di individuare e, se possibile, rimuovere subito dei tumori anche molto piccoli e in fase iniziale, impedendone lo sviluppo e la proliferazione. La colonscopia dev’essere fatta a qualsiasi età quando viene rilevato sangue nelle feci. È un’attività di screening, però, non poco invasiva. Per la colonscopia c’è tutta una preparazione, una dieta da seguire: attraverso l'introduzione per via anale di una sonda, detta colonscopio, che ha un diametro da circa 11-13 millimetri, in tempo reale si può osservare l'interno del colon. Per inserire la sonda in modo più agevole si dilata il colon insufflando dell’aria. Potersi risparmiare tutta quest’operazione, nel caso in cui non ci sia la massa tumorale, è una grande opportunità e anche un enorme risparmio di risorse pubbliche. Tra l’altro, la capacità di diagnosi di un tumore attraverso il soffio renderebbe più efficiente, facile e meno costosa l’attività di prevenzione e screening.

“MISTRAL”, LA TECNOLOGIA CHE È UN PASSO AVANTI NELLA DIAGNOSTICA ONCOLOGICA

La ricerca parte dall'intuizione dei professori Gianluigi De Gennaro (nella foto con la polo rossa alla fiera del Levante in compagnia della sua squadra di ricercatori ndr) e Altomare: gli scienziati ora stanno completando la fase di campionamento che consentirà di "mappare" la patologia rendendone possibile l'individuazione, solo con l'analisi del respiro. Per il momento il respiro che finisce all’interno della macchina viene studiato in laboratorio. La ricerca multidisciplinare è riuscita a scoprire questo nuovo orizzonte. “Tutto nasce dallo studio e analisi di composti organici volatili presenti nell’ambiente - spiega il professore De Gennaro - Abbiamo rilevato che la presenza di queste sostanze nell’espirato umano può avere un grande valore diagnostico. Quindi, abbiamo deciso di dare un contributo alla diagnostica clinica per individuare malattie croniche con questa metodologia. In questo ambito si sviluppa la diagnosi attraverso l’analisi del respiro. Abbiamo raggiunto questi risultati partendo da alcune ricerche nel campo di chimica dell’ambiente e qualità dell’aria”. Ingegneri, medici, chimici, biologi e biochimici si sono uniti nella ricerca ed elaborazione di una tecnologia che esamina i composti organici volatili. Il progetto è partito nel 2009 con un cospicuo finanziamento della Regione Puglia. Prima si campionava l’espirato dei pazienti con strumenti molto più ingombranti: adesso uno strumento piccolo quanto un forno a microonde potrebbe rivoluzionare la diagnostica del tumore al colon retto.

DAL TUMORE AL POLMONE ALL’ASMA INFANTILE: LA RICERCA PUGLIESE DELLA DIAGNOSI ATTRAVERSO IL RESPIRO NON SI FERMA

Non c’è solo il tumore al colon retto tra le diagnosi che si possono fare attraverso il respiro: dal mesotelioma al tumore al polmone, fino all’asma infantile la ricerca lavora su un nuovo metodo diagnostico. La differenza è tutta nella minore invasività e in uno straordinario abbattimento dei costi. “Ci siamo aperti al contributo di altri ricercatori e professionisti e il progetto è notevolmente migliorato. Puntiamo a sviluppare ogni parte del sistema di analisi del respiro, a partire dal campionamento fino al sistema analitico, non solo sviluppando le singole discipline, ma anche la ricerca in vari campi” - spiega il professore responsabile del progetto.

Gaetano Gorgoni

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