"In Puglia lavoro nero per le griffe italiane", Carlo Capasa: “Dal New York Times attacco vergognoso”

venerdì 21 settembre 2018

Il salentino Carlo Capasa, presidente della Camera della moda, ribatte alle accuse della testata americana che punta il dito contro i brand italiani e il lavoro nero in Puglia: “Siamo bravi e questo dà fastidio”.

Non ci sta Carlo Capasa a dar per buone le accuse del New York Times nei confronti dell’industria della moda italiana.  Il salentino, presidente della Camera della moda, respinge le accuse, definite "Un attacco vergognoso e strumentale". Quanto raccontato dalla testata americana nell’inchiesta intitolata 'Inside Italy's Shadow Economy', sarebbe falso. Nessuna ombra, secondo Capasa, si cela dietro i grandi brand della moda italiana.

Nell’inchiesta del NYT realizzata in Puglia, circostanziato da una serie di testimonianze anonime raccolte anche nel Salento, si fotografa difatti una realtà molto meno patinata di quanto ci si aspetterebbe, con un sommerso fatto di decine di operaie che, in nero, confezionerebbero per pochi euro (1.50-2 euro l'ora) gli abiti griffati destinati alle grandi aziende. Una sorta di Terzo Mondo, dunque, sul piano dei diritti dei lavoratori. Manodopera a basso costo di cui si servirebbero poi i grandi marchi, spiega ancora l'inchiesta, come Max Mara e  Fendi. Un attacco cui replica con forza Capasa: "Hanno attaccato questi marchi in maniera indegna” incalza Capasa “per questo prepareremo una nota congiunta insieme agli avvocati".

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