“Mare motus”, i reperti del museo Castromediano a Polignano a mare

giovedì 20 settembre 2018

La mostra sarà inaugurata domani, a partire dalle ore 19, presso la Fondazione Pino Pascali e sarà visitabile fino al 3 novembre.

Saranno ancora una volta i vasi, le anfore e i manufatti domestici a raccontare la storia del nostro lontano passato attraverso immagini vivide di mitologie senza tempo. Anfore rinvenute nei nostri mari, vasellame con rappresentazioni suggestive ed evocative, testimoni muti di un dialogo che scavalca i secoli.

Con questo spirito, domani, a partire dalle ore 19, presso la Fondazione Pino Pascali di Polignano a Mare, verrà inaugurata la mostra “Mare Motus. Dalla Puglia al mondo tra antico e contemporaneo”.

La mostra, visitabile fino al 3 novembre, propone un dialogo tra l’arte contemporanea e l’arte antica, i linguaggi attuali si mescolano con la storia e in tal modo il passato dà forza al presente.

Ad impreziosire l’esposizione cinque reperti della collezione del Museo Castromediano di Lecce, che sottolineano con evidenza i rapporti tra il Salento e il bacino orientale del Mediterraneo, particolarmente frequenti e vitali nel medio e tardo Ellenismo e il pieno inserimento dell’Italia sud-orientale nella koinè culturale e commerciale che interessa in questa fase il Mediterraneo centrale e orientale.

In particolare un’anfora ed altri ritrovamenti sottomarini che costituiscono un’importante testimonianza per la ricostruzione delle modalità di diffusione commerciale di derrate (oli e vino) prodotte, nel corso della tarda età repubblica, lungo l’intero versante adriatico della penisola, oltre che nei centri affacciati sull'arco ionico del golfo di Taranto; e tre piatti da pesce con decori ittici a figure rosse e sovradipinture, prodotti in Apulia tra il III ed il II secolo a.C., che raccontano dell'importanza dei prodotti del mare nella dieta mediterranea fin dalla antichità e dei costumi alimentari delle popolazioni italiche prima e nonostante la romanizzazione del territorio.

L’esposizione, che sarà presentata in occasione del Red Bull – Cliff Diving, il campionato mondiale di tuffi dalle grandi altezze, è organizzata dalla Fondazione Pino Pascali e Pugliapromozione in collaborazione, oltre che con il Museo Sigismondo Castromediano di Lecce, con il Museo Ribezzo di Brindisi.

La Fondazione Pino Pascali ospiterà l’opera di Studio Azzurro dal titolo “Il nuotatore (va troppo spesso ad Heidelberg)”, realizzata dal collettivo nel 1984: ventiquattro monitor, tredici programmi video e, in fase di ripresa, dodici videocamere fissate sul bordo di una piscina, a pelo d’acqua. Alla rappresentazione del nuotatore e delle sue bracciate sui 24 monitor si alternano piccoli micro-eventi imprevisti, sulle note avvolgenti della suite di Peter Gordon. Le immagini fluide, scorrono da uno schermo all’altro, avvolte da un alone di luce azzurrina fredda ed ammaliante, a tratti estraniante. A sinistra, un altro schermo inquadra un orologio che segna il tempo a grandi intervalli.

All’esterno della Fondazione, sulle pareti a strapiombo sul mare, l’artista barlettano Raffaele Fiorella presenterà nell’ambito della serata inaugurale della mostra, il mapping “Paesaggi Liquidi”. L’opera consiste nella proiezione in loop di un video di 15 minuti: tema centrale ed elemento conduttore è l’acqua, intesa come metafora di nuova vita, nascita e rinascita. Una chiara allusione al liquido amniotico e a ciò che contiene. La facciata del Museo si trasformerà così in una sorta di carillon che mette in scena un mondo onirico, surreale, fuso con quello reale, composto da brevi animazioni 2D e 3D ed elementi fotografici legati al tema, interconnessi tra loro.              

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