Tensione in consiglio comunale, approvata la delibera "salva-Lupiae"

venerdì 14 settembre 2018

Nel lungo dibattito, arriva il no del centrodestra: "Soluzione tampone senza un vero piano di rilancio". In maggioranza, intervento critico di Ria che si astiene. 

Dopo una lunga discussione iniziata alle 10 di questa mattina, il consiglio comunale ha approvato con 17 voti favorevoli, 12 contrari e 2 astenuti la delibera “salva-Lupiae”: un "contratto di solidarietà tra Comune e Lupiae" secondo la definizione del sindaco Carlo Salvimini in apertura dei lavori.

Come prevedibile, la proposta della giunta Salvemini di ricapitalizzare la partecipata tagliando le indennità agli amministratori e i premi ai dirigenti per due mesi, è stata bocciata dall'opposizione che, attraverso una lunga serie di interventi, ha sollevato dubbi sulla soluzione proposta, bollata come scelta “demagogica” che non affronta il problema alla radice.

"Un piano industriale non l’ho visto -spiega il capogruppo di Fratelli d'Italia, Michele Giordano-, risorse per rilanciare la Lupiae non ne vedo: vedo che addirittura vogliamo tagliare dei servizi. La maggioranza sta proponendo un taglio delle indennità per due mesi: nessun problema, sono disposto a rinunciare per molti più mesi. Ne lascio subito 12 mesi di indennità a fronte di un piano di investimenti credibile, altrimenti si tratta solo di spot. Qui si deve parlare di rilancio di attività, altrimenti siamo di fronte a un semplice palliativo che non risolve nulla. Ripeto: è necessario un piano credibile di rilancio dell’attività, altrimenti non può esserci nemmeno la speranza che la società camminerà da sola sulle proprie gambe. Se non facciamo investimenti, la Lupiae non può ripartire e continueremo a tenere sulla graticola i lavoratori (e questa è una cosa inumana!). Il mio ragionamento è che se dobbiamo dare gli indirizzi a questa società e fare il nostro dovere di socio principale per portare fuori dal guado la Lupiae, dobbiamo avere un progetto chiaro. Per fare un piano industriale credibile, collocare l’azienda sul mercato e farla camminare con i suoi piedi ci vogliono i soldi, bisogna fare gli imprenditori. Affermo questo sulla base della mia esperienza da imprenditore: senza investimenti non può esserci il risultato. Se tagliamo i servizi importanti che la Lupiae svolge o non li paghiamo al giusto prezzo, noi mettiamo in difficoltà la società. Non si può fare in questo modo perché si mette in difficoltà il bilancio del Comune? Ma i dipendenti della società partecipata ormai fanno funzionare tanti uffici comunali: sono parte integrante del personale, eppure ci costano molto meno. Insomma il sindaco si renda conto che così non risolve il problema di una società che gestisce servizi importantissimi di pubblica utilità". 

Sulla linea di Giordano anche i consiglieri Bernardini Cuggiò, Battista, Mazzotta, Messuti, Martini e Tondo che chiede all'amministrazione quanto ha intenzione di mettere sul piatto della dotazione finanziaria per rilanciare la partecipata”. Dai banchi della maggioranza hanno preso la parola il presidente della Commissione Bilancio Pierpaolo Patti e il consigliere Pd Antonio Rotundo che ha parlato di “ateggiamento irragionevole” e “valzer dell'ipocrisia” da parte dell'opposizione che, votando contro alla delibera, condanna Lupiae a morte certa: “Sette piani industriali approvati finora sono falliti, 24 milioni di euro di debiti sono ricaduti sulle tasche dei cittadini leccesi. Ora è il momento di dare una svolta radicale”.

Duro l'interento dell'ex sindaco Paolo Perrone che ha parlato di volontà del sindaco di “mettere le mani al collo della partecipata” conseguenza di un'avversità manifestata da sempre: "Non si può dare la responsabilità del risanamento all'advisor, il sindaco ci metta la faccia come ho fatto io. Quando ho lasciato, era un'azienda in equilibrio". 
Intervento critico ma, questa volta dai banchi della stessa maggioranza, quello del consigliere Lorenzo Ria che ha manifestato perplessità di tipo formale contestando la scelta di votare separatamente la delibera sul ripianamento Lupiae e quella relativa al bilancio dell'ente, anch'esso in pesante affanno. In particolare, ha contestato Ria tra le altre cose, "come si fa a votare prima una delibera che certifica il raggiungimento degli equilibri- quella su Lupiae- e successivamente disutere e votare su un'altra che afferma la loro assenza?". Dubbi che hanno portato, a sorpresa, ad un astensione dal voto.
Il sindaco Salvemini che ha preso la parola prima di lasciare spazio al voto ha chiarito che la ricapitalizzazione- come impone la recente normativa- deve essere fatta sul bilancio annuale e non pluriennale e ha riposto a muso duro all'ex primo cittadino Perrone che lo accusava velatamente di voler affossare la partecipata: "la delibera non nasce dalla volontà di risanare la Lupiae ma è un passaggio obbligato per salvarla- Non è populismo, nè demagogia: è un sacrificio reale che facciamo come amministratori per non dover incidere sui cittadini tagliando i fondi necessari ad altri servizi".
In apertura dei lavori è stata resa escutiva la surroga dei tre consiglieri finiti agli arresti per lo scandalo case popolari: al posto del dimissionario Luca Pasqualini ha fatto il suo ingresso Carmen Tessitore mentre al posto di Attilio Monosi e Antonio Torricelli sono stati integrati all'assise Giordana Guerrieri e Paola Leucci. 

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