Tessere per lo Stadio, botta e risposta tra il centrodestra e l’assessore Guida

mercoledì 12 settembre 2018

Dopo la commissione controllo, in cui Patrizia Guida era assente, monta la polemica con Monticelli Cuggiò e Guido che parlano di risultati contraddittori dell’operazione. L’assessore replica e chiarisce.

Botta e risposta tra l’opposizione di centrodestra e la maggioranza sull’assegnazione delle tessere dello stadio per lo scorso anno agonistico del Lecce calcio: la minoranza sottolinea come, nonostante l’invito l’assessore Patrizia Guida non abbia preso parte alla Commissione Controllo, richiesta dal consigliere Monticelli Cuggiò e presieduta dal consigliere Andrea Guido, mentre la dirigente Perulli si faceva sostituire, per concomitanti impegni, da un suo collaboratore.

Bernando Monticelli Cuggiò e Andrea Guido sottolineano come l’iniziativa assunta dall’amministrazione fosse condivisibile, ma non lo siano stati i risultati: “A fronte della sbandierata volontà di agevolare le fasce deboli e consentire loro di assistere alle partite del Lecce Calcio, si nasconde una gestione assolutamente discrezionale. Beneficiari delle tessere sono stati, tra l’altro, scuole private quali Marcelline, Filippo Smaldone, Gesù Eucaristico che, forse, di ‘fasce deboli’ hanno ben poco. Oxford e Montessori, benché invitate, però, non hanno aderito all’iniziativa dell’amministrazione. Anche per le scuole pubbliche, dobbiamo ritenere, che le tessere siano state distribuite ‘a caso’, a prescindere dallo stato di bisogno”.

Ancora un’operazione di “bassa demagogia” tuonano i due consiglieri, assicurando vigilanza per l’anno in corso.

Pronta la replica dell’assessore Patrizia Guida: “L'anno scorso il Comune di Lecce ha consentito a tanti bambini delle scuole leccesi di accomodarsi in tribuna a vedere la partita della squadra della loro città al posto degli amministratori pubblici che hanno rinunciato ai biglietti omaggio. L’Unione Sportiva Lecce ha dunque messo a disposizione 134 biglietti per incontro, per complessivi 2278 biglietti che, nel corso dell’anno, sono stati distribuiti agli alunni delle classi IV e V della scuola primaria e I, II, e III della scuola secondaria di primo grado di tutte le scuole della rete, che include anche scuole private (al cui interno convivono bambini di diverse condizioni economiche e sociali e non solo figli di famiglie benestanti).  222 biglietti non sono stati distribuiti per mancanza di feedback da parte delle segreterie scolastiche e non sono stati altrimenti utilizzati”.

“Con le dirigenti scolastiche – prosegue - si è convenuto di distribuire i biglietti in proporzione alla popolazione scolastica e attraverso criteri che ogni singola scuola ha formulato in autonomia tenendo presente proprio il contesto socio-economico in cui la singola insiste. Alcune scuole hanno utilizzato il criterio del sorteggio, altre quello del concorso interno su temi dello sport ma sempre con l’occhio attento alle indicazioni ricevute dall’amministrazione comunale. Con questa operazione è stata offerta l’occasione per educare i bambini allo sport e incoraggiarli a vivere un significativo momento di comunità, senza il marchio dell’indigenza ben visibile”.

“Siamo certi – conclude - che la stragrande maggioranza dei genitori abbia aderito all'iniziativa per regalare ai propri figli una occasione di conoscenza e di partecipazione alla comunità sportiva cittadina e non per accaparrarsi un ingresso gratuito allo Stadio Via Del Mare pur non avendone bisogno. Trovo sorprendente che in un momento così delicato dell’Amministrazione si trovino tempo ed energie per polemizzare su una iniziativa che ha dato i risultati attesi a fronte di un notevole impegno da parte dello staff assessorile e delle scuole coinvolte”.

 

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