"La prevenzione, un segno di responsabilità" ma la Puglia è indietro sullo screening del colon retto

martedì 11 settembre 2018

Ruscitti: “Contiamo di fare circa 700mila screening di colon retto nei prossimi 7 anni”.

“Lo screening su cui siamo più in ritardo è quello del colon retto, che coinvolge uomini e donne - spiega il Direttore del Dipartimento Politiche per la Promozione della Salute, Giancarlo Ruscitti - Investiamo di più sulla comunicazione per cercare di convincere soprattutto gli uomini, che sono più pigri e paurosi, a fare colonscopia e tutti quegli esami che possono salvarci la vita. Puntiamo a fare 700 mila screening di colon retto nei prossimi tre anni”. Oggi nel Padiglione 152 della Fiera del Levante è stata presentata la campagna di comunicazione finanziata dalla Regione Puglia, ideata per promuovere un corretto stile di vita e l’adesione ai programmi di screening gratuiti per prevenire il cancro. Dai 45 ai 55 anni anche gli uomini devono fare accertamenti sul colon retto e la Regione Puglia mette a disposizione esami gratuiti e un percorso programmato di prevenzione che viene avviato dal medico di base. L’iniziativa regionale intitolata “La prevenzione: un segno di responsabilità” tende a sensibilizzare tutti. Regista e coordinatore di questa campagna di sensibilizzazione dei pugliesi è l’Assessorato alla Salute guidato da Michele Emiliano: tutti i territori sono chiamati a contribuire e amplificare gli effetti di questa comunicazione. “Dobbiamo giocare d’anticipo sul cancro e dobbiamo far capire alla gente il nostro importante lavoro” - ha spiegato il presidente Michele Emiliano nelle vesti di assessore alla Sanità della Regione Puglia. L’Asl di Lecce è la titolare delle idee di comunicazione principali di questa iniziativa, che sono state condivise con tutte le altre cinque aziende e con la Regione Puglia. La campagna si articola in due livelli: un primo livello riguarda le singole Asl che pubblicizzeranno con apposite brochure che parlano degli screening gratuiti e del corretto stile di vita. Poi ci sarà una campagna pubblicitaria che i media porteranno avanti.

PREVENZIONE PRIMARIA

La prevenzione primaria riguarda un corretto stile di vita. Ne abbiamo parlato più volte nella nostra rubrica ‘Salute Sette’. La nostra Regione sconta dei ritardi nella prevenzione che devono essere superati, come ha spiegato il direttore del Dipartimenti Politiche per la Promozione della Salute, Giancarlo Ruscitti. Quando si parla di prevenzione si deve cominciare da quella primaria: promozione e sostegno di uno stile di vita corretto che aiuta a prevenire il cancro e tutta una serie di gravi malattie. Oltre agli esami oncologici preventivi, ognuno di noi è responsabile, giorno dopo giorno, della propria salute con scelte consapevoli che riguardano l’alimentazione, l’attività fisica e i comportamenti non a rischio. Ecco perché la consapevolezza di dover prevenire certi mali attraverso lo stile di vita si ottiene soprattutto attraverso una divulgazione scientifica efficace.

PREVENZIONE SECONDARIA: SCREENING ONCOLOGICI

Le malattie oncologiche rappresentano la seconda causa di morte in Italia, dopo le malattie cardiovascolari, cioè il 30 per cento di tutti i decessi. La prevenzione dunque gioca un ruolo fondamentale: gli screening tante volte salvano la vita perché consentono di aggredire il cancro prima che si manifestino i sintomi. In particolare bisogna tenere presenti tre esami fondamentali per tenere alla larga il Moloch: cervice uterina, mammella e colon retto.

DATI RELATIVI AGLI SCREENING ONCOLOGICI

Gli screening oncologici gratuiti sono partiti nel 2007: quelli della mammella e della cervice uterina hanno avuto un buon incremento che lascia ben sperare per la copertura totale. Da poche migliaia del 2007 a 55 mila donne esaminate per lo screening alla mammella, fino ai 100 mila esami della cervice uterina. Sono numeri importanti, ma l’obiettivo regionale è una copertura totale. Ecco perché la Regione Puglia con DRG 328/2017 ha avviato una incisiva campagna di comunicazione che punta ad una maggiore adesione ai programmi di screening. “L’Asl di Lecce punta a raggiungere il cento per cento della popolazione interessata da questi esami - ha spiegato Ottavio Narracci, direttore generale Asl Lecce - Garantiamo una programmazione che permetta a tutti gli interessati di essere ricevuti nelle strutture dove vengono fatti gli screening, come colonscopia, ricerca di sangue nelle feci, mammografia e altro. L’Asl ha raggiunto risultati rispettabili: ora vogliamo far crescere i numeri della prevenzione”.

Gaetano Gorgoni

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