Cursi, in piazza con l'opera "Like an Ocean with its waves" di Sarah Ciracì

giovedì 30 agosto 2018
Appuntamento alle 20 in piazza Pio XII per il progetto Parco Senza Confini.  

Nuovo appuntamento artistico all’interno del Parco senza Confini, progetto di cui è capofila L’Ecomuseo della Pietra leccese, che intreccia natura e arte promuovendo un modello di ospitalità e residenzialità artistica finalizzata alla fruizione dialogica dei luoghi.
Il 31 agosto, grazie al lavoro dell’associazione partner del progetto Nextab, in Piazza Pio XII a Cursi alle ore 20.00, è in programma la presentazione e proiezione del video di Sarah Ciracì dal titolo “Like An Ocean With Its Waves”, l’opera richiama alla fisica quantistica ricercando un legame con la spiritualità orientale. In un affresco digitale composto da due proiezioni video identiche speculari fra loro, si muovono le onde del mare riprese da un drone, che, toccandosi, creano un’interferenza che produce immagini pescate dal mondo fenomenico: galassie, particelle, montagne, alberi e persone comuni. In questo modo la Ciracì evidenzia la natura immateriale della realtà fenomenica, rappresentata metaforicamente dal mare, che con le sue onde genera forme continue. L’opera è ispirata al Lankavatara Sutra un testo buddista scritto intorno al il 412 d. C., nel quale si afferma che tutti i nomi e le forme degli oggetti sono manifestazioni pure della mente, e sostiene di fatto, il primato della coscienza come unica realtà.

L’artista, nativa di Grottaglie (Taranto), ha da tempo un ruolo significativo nel panorama dell’arte nazionale e internazionale, la sua ricerca si muove nella capacità di sollevare dubbi suggerendo riflessioni che traggono spunto dalle contraddizioni del presente, al fine di sollevare interrogativi ed evidenziarne i cortocircuiti. La recente produzione di Sarah Ciracì prende spunto da un crinale fatto di equilibri sottili, dove l’interpretazione scientifica del mondo sconfina nella ricerca spirituale e si carica di implicazioni filosofiche, letterarie e fantastiche. Sarah Ciracì nella sua carriera artistica vanta la partecipazione a numerose mostre, collettive e personali, in gallerie private e musei internazionali: partecipa a Campo 6, a cura di Francesco Bonami, Torino (1996); vince il New York Prize (2004); Oh my God is full of stars, MACRO, Roma (2004); Intramoenia Extrart, a cura di Achille Bonito Oliva e Giusy Caroppo, Castel del Monte, Bari (2005); Tangent, Aomori Contemporary Art Center, Giappone (2007): Apocalittici e integrati, MAXXI, Roma (2007); I paesaggi e la natura dell’arte, a cura di Danilo Eccher, Arcos, Benevento (2009). Nel 2013 presenta il suo video Watershed al MAXXI e nel 2016 espone alla Fondazione Museo Pino Pascali di Bari.

All’interno di Palazzo De Donno è possibile visitare ancora, l’installazione di Gianfranco Basso dal titolo Ànemos curata da Carmelo Cipriani, in cui le anime sono rappresentate da fili rossi e lunghi che si muovono librando nello spazio. L’anima è legata a doppio nodo al cuore, ogni corda presenta dei piccoli cuori ricamati a mano chiusi in porta reliquie di plastica. Un’opera coinvolgente che riesce a catapultare lo spettatore in una dimensione estranea del tempo.

 

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