Eolico a Giuggianello, l'appello di Giorgio De Giuseppe

giovedì 31 marzo 2011
Il difensore civico della Provincia di Lecce si schiera contro l’installazione di aerogeneratori  sulla collina dei “Fanciulli e delle Ninfe” 
 
La collina dei “Fanciulli e delle Ninfe”, e con essa le estreme propaggini delle Serre salentine, sono in pericolo. Lo scempio, già in parte attuato nel nostro territorio con la collocazione selvaggia di pannelli fotovoltaici, viene ora aggravato dal progetto di un parco eolico che (se non si riuscirà a impedirlo) sorgerà in uno dei luoghi più magici del Salento, il triangolo che va da Otranto a Giuggianello a Santa Cesarea Terme. Contro questa possibilità si è levata la protesta di associazioni come “Italia Nostra” o “Salviamo il Salento”, di operatori turistici, di politici e di semplici cittadini, innamorati del loro Paese, avvertiti e lungimiranti. Il Tar di Lecce, ritenendo sussistenti in quei luoghi rilevanti aspetti di carattere storico-antropologico e culturale, aveva bloccato le torri, ma il Consiglio di Stato, accogliendo il ricorso dell’azienda costruttrice, ha rilevato l’assenza in quella zona di qualsivoglia vincolo e riformato la sentenza del Tar. Dunque, via libera ai lavori.
In difesa del nostro territorio si schiera adesso anche il senatore Giorgio De Giuseppe (nella foto), difensore civico della Provincia di Lecce. 
De Giuseppe, la presenza di reperti di valore storico in quella zona è evidente, ed è altrettanto evidente il valore paesaggistico dei luoghi. È possibile che lì non ci sia un vincolo paesaggistico e archeologico? A cosa è dovuto ciò?
Siamo in presenza di una infinità di reperti di grandissima importanza, dalla Zinzulusa alla grotta Romanelli alla grotta dei Cervi, ed a tutta la zona paesaggistica di Sant’Emiliano. Per quanto concerne i vincoli, la Regione dovrebbe saperne molto più di me; io mi sono rivolto al presidente Vendola perché stia attento in quel che sta facendo. La decisione che prenderà deve tener conto delle prospettive di sviluppo del nostro territorio. A tal proposito ho voluto richiamare un punto per me significativo: negli anni Sessanta e Settanta la classe dirigente leccese tutta, maggioranza e opposizione, rifiutò l’industrializzazione dell’estremo Salento, che avrebbe portato, sì, ricchezza, ma anche inquinamento. Già allora la Provincia di Lecce decise che la vocazione culturale, la vocazione turistica, la vocazione paesaggistica della zona doveva essere salvaguardata. Oggi quelle scelte non possono assolutamente essere compromesse.
Un vincolo paesaggistico o archeologico posto successivamente potrebbe fermare l’impianto delle pale eoliche? 
La Regione si sta dotando adesso di strumenti di intervento, ed io mi auguro che essi prevedano vincoli rigorosi che regolamentino l’impianto di qualsiasi struttura che impatti sul territorio. Personalmente, non ho resistenze contro l’eolico o il fotovoltaico; anche gli impianti eolici mi stanno bene, purché collocati nel più assoluto rispetto del paesaggio. 
Ma chi questo parco eolico non lo vuole, che cosa può fare in concreto? È possibile che una pressione da parte delle popolazioni salentine, che hanno piena consapevolezza che lì è il loro futuro, possa sortire qualche effetto?
Io penso che qualunque iniziativa, come quella che ho preso io, che faccia sentire alla Regione la sensibilità e la vigilanza da parte delle popolazioni, e sia di monito che non proprio tutto si può fare, sarebbe utile. Ricordiamo alla Regione che abbiamo compiuto 40 anni fa le nostre scelte, scelte che vogliono tutelare la bellezza del territorio. Su quelle scelte noi non transigiamo.
 
 
Giuseppe Pesino: “De Giuseppe avrebbe dovuto informarsi prima di parlare”
 
Per tutto il 2010, l’Amministrazione comunale di Giuggianello è stato bersaglio di numerosi attacchi mediatici da parte di chi contestava il progetto di realizzazione del parco eolico presso la “Collina dei fanciulli e delle ninfee”. L’ultima contestazione è però particolarmente pesante perché proviene da Giorgio De Giuseppe, attuale difensore civico della Provincia di Lecce. L’ex Senatore della Repubblica ha chiesto infatti di impedire “un danno irreparabile al territorio orientale della penisola salentina, ricca di giacimenti archeologici unici al mondo e testimonianze storiche di eccezionale importanza, e di un’agricoltura tipica ed un ambiente naturale tra i più suggestivi”. 
Immediata la risposta del primo cittadino di Giuggianello, Giuseppe Pesino: “Sono stupito che questa affermazione provenga proprio dal nostro difensore civico, una figura che non può esprimere pareri personali senza avere ascoltato tutte le parti coinvolte. A lui non è stato chiesto alcun parere e lo stesso ex senatore non ci ha interpellato. Prima di lasciare questa dichiarazione avrebbe dovuto informarsi su tutti gli aspetti del progetto”. 
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