Acne cistica, come riconoscerla e curarla

venerdì 17 agosto 2018

Si tratta della forma più grave di acne, che compare spesso tra 20 e 30 anni: ecco cosa c'è da sapere per non confonderla con l'idrisadenite suppurativa.

L’acne cistica è un “disordine cronico-infiammatorio del follicolo pilifero e delle ghiandole sebacee caratterizzata da comedoni (punti neri chiusi e aperti), papule (elementi infiammati) e pustole (brufoli col puntino giallo o bianco). La crescita eccessiva di batteri della pelle all’interno dei follicoli crea questo problema. Si tratta della forma più grave di acne, che compare spesso tra 20 e 30 anni. Noduli e cisti possono essere un doloroso fardello: non è solo un problema estetico, perché a questo si aggiunge il dolore e il disagio che può procurare una condizione simile. La scienza ritiene che questa grave forma d’acne nasca da un’eccessiva attivazione delle ghiandole sebacee per stimolo neuroendicrino. I noduli si formano perché vengono accumulate secrezioni in profondità. Le cisti possono provocare cicatrici evidenti anche sul viso, se non vengono curate bene. 

L’ESAME ISTOLOGICO PER NON SCAMBIARE L’ACNE CISTICA CON L’IDROSADENITE SUPPURATIVA

Non conviene mai farsi un’autodiagnosi in caso di grave acne: si potrebbe correre il rischio di scambiare l’acne cistica con l’ HS-Idrisadenite suppurativa. Rivolgetevi sempre al dermatologo! Il dottor Eugenio Romanello, direttore del Centro Malattie Dermoveneree dell’Asl leccese ci mette subito in guardia. “Mi è capitato di incontrare pazienti affetti da Idrisadenite suppurativa, che erano convinti di avere l’acne cistica. Le cure per i due tipi di problemi sono molto differenti. L’idrosadenite è una malattia infiammatoria che si cura con il farmaco biologico. Per capire di cosa si tratta è necessario l’esame istologico. Bisogna verificare se il problema riguarda una ghiandola sebacea o sudorifera. Si preleva un po’ di pelle e si controlla, ma chi è molto esperto in questo campo può anche soprassedere: si possono riconoscere anche a occhio nudo i due problemi diversi. Nel dubbio meglio procedere con l’esame istologico”. L’HS (idrosadenite suppurativa, ovvero acne inversa o malattia di Verneuil) è una malattia cronica non contagiosa e molto dolorosa: si formano cisti e lesioni nella zona inguinale, ascellare, gluteale, sotto al seno, sul cuoio capelluto, viso, schiena e addome. Questa malattia ancora poco conosciuta, che interessa circa l’1 per cento della popolazione mondiale, al contrario dell’acne cistica, riguarda le ghiandole sudoripare (si ostruiscono i follicoli piliferi in corrispondenza di queste ghiandole “apocrine” presenti nelle pieghe cutanee). Nella fase iniziale le lesioni possono essere scambiare per peli incarniti. L’HS dipende da cause ereditarie, ma anche da obesità e abitudine al fumo. 

PREVENIRE L’ACNE CISTICA 

Chi soffre di acne cistica deve detergere la pelle con prodotti delicati e non schiumogeni, senza esagerare: due pulizie al giorno senza irritare bastano. I cosmetici in crema devono essere evitati perché favoriscono l’acne. È necessario struccarsi con detergente non schiumogeno. Bisogna fare attenzione al tessuto che abbiamo sulla pelle: meglio il cotone, collo aperto e niente sciarpa. Durante il periodo estivo è necessario proteggere la pelle con fotoriflettenti minerali naturali (ossido di zinco, biossido di titanio e altro) e non con creme solari. I minerali fotoriflettenti riflettono la luce solare proteggendo le cellule sottostanti dalle radiazioni dannose come quelle dei raggi UV.  

TRATTAMENTO DELL’ACNE CISTICA 

Il farmaco più efficace e più utilizzato dai dermatologi è l’ ISOTRETINOINA, un derivato dalla vitamina A in grado di far regredire l’acne cistica in 4 o 6 mesi. Il farmaco assunto per troppo tempo è tossico e ha tutta una serie di effetti collaterali: controllo e monitoraggio del medico sono essenziali. Un ciclo di trattamento con Isotretinoina della durata di 5 mesi permette una remissione prolungata dell’acne in più dell’85% dei pazienti. Alcuni pazienti possono richiedere più di 1 ciclo di trattamento. “Gli effetti collaterali sono secchezza e tumefazione delle labbra, naso e congiuntivale per tutta la durata della terapia - afferma il dottor Romanello - In alcuni casi si manifesta l’aumento della trigliceridemia e raramente cefalea con edema cerebrale. Nella mia vita professionale mi è capitato un caso di mal di testa con vomito, che è il preludio dell’edema cerebrale e ho fatto sospendere subito il farmaco: non ci sono state conseguenze”. L’isotretinoina non può essere utilizzata da donne incinte e, prima di pianificare un figlio, quando si è utilizzato questo farmaco, è meglio far passare del tempo: si rischiano aborti e malformazioni del nascituro. Il farmaco, dunque, deve essere somministrato con molta attenzione. Esistono anche dei metodi alternativi, per chi non volesse utilizzare l’efficacissima isotretinoina: si può ricorrere al micropeeling e alla terapia fotodinamica, ma si tratta di metodiche che hanno tempi molto lunghi. 

Gaetano Gorgoni 

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