Notte Verde di Castiglione: l’ospite d’onore è il “padre del territorialismo” Alberto Magnaghi

venerdì 10 agosto 2018
Dal 28 al 31 agosto la rassegna dedicata al cibo, all’agricoltura, all’ambiente e all’economia di comunità a cura di Casa delle Agriculture Tullia e Gino.

Padre del territorialismo, fondatore della “Società dei territorialisti”, la mente che ha rivoluzionato l’approccio al territorio in Italia, costringendo a ripensarne risorse, senso, futuro: è Alberto Magnaghi l’ospite d’onore della settima edizione della Notte Verde, a Castiglione d’Otranto.

La rassegna, interamente dedicata al cibo, all’agricoltura, all’ambiente e all’economia di comunità, è a cura di Casa delle Agriculture Tullia e Gino, con il patrocinio del Comune di Andrano e in collaborazione con Salento Km0, Free Home University, Gus, Parco Regionale Costa Otranto – S. Maria di Leuca. Prevede tre giorni di preludi, il 28-29-30 agosto, con decine di laboratori, focus dedicati a cerealicoltura, sistema territoriale del cibo e pesticidi e alternative per la fertilità dei suoli.

Il 31 agosto, poi, la grande serata per le vie del borgo. Alle h 20.30, in Piazza della Libertà, Magnaghi sarà il protagonista del dialogo di apertura “Le nuove vie della restanza. Territorio, economie rurali, alleanze di comunità”, assieme ad Angelo Salento, presidente onorario Notte Verde 2018.

Magnaghi è stato preceduto, nelle scorse edizioni, dalla famiglia Girolomoni, alle radici del biologico italiano; Francesco Girardi, grande esperto della strategia Rifiuti Zero; Maurizio Pallante, portavoce del Movimento per la decrescita felice; Salvatore Ceccarelli, il genetista padre del Miglioramento genetico evolutivo; Paolo Maddalena, vicepresidente emerito della Corte Costituzionale; Giuseppe Antoci, ex presidente del Parco dei Nebrodi, sotto scorta dopo gli attentati mafiosi, e Gian Maria Fara, presidente Eurispes.

Perché Alberto Magnaghi?
"Qui non c’è niente. Siamo cresciuti con questa frase" spiegano da Casa delle Agriculture Tullia e Gino "e per tanto tempo ci ha pure convinto. Qui non c’è niente ha aperto la via a senso unico: su, al nord; su, in città. Ha reso ultima scelta la strada inversa, quella del ritorno, quella del restare. Che, invece, è diventata la nostra 'direzione ostinata e contraria'. Non c’è spazio né per la rassegnazione né per la nostalgia, ne abbiamo riservata fin troppa alla nostra terra. Ci sono, invece, nuove utopie, nuovi orizzonti, nuove lotte. Farsi presidio del territorio non è cosa semplice. Ora abbiamo capito che anche il sistema del cibo può e dev’essere considerato un’infrastruttura; ora sappiamo che l’accesso alla terra è arnese della democrazia, che l’autorganizzazione vale e che servono nuove strategie lillipuziane per ricostruire le comunità, riterritorializzando economia, saperi, speranze, anche. Senza scadere nel localismo e nel campanilismo, ma contaminandosi con gli altri. È la grande lezione di Alberto Magnaghi. La Notte Verde torna per continuare a tessere relazioni orizzontali e per restituire al grande pubblico la complessità di questo ragionamento, che a Castiglione d’Otranto si è fatto percorso di vita collettivo".

Alberto Magnaghi, pensatore e tecnico indispensabile
Architetto urbanista, è Professore Emerito dell’Università di Firenze, dove è coordinatore scientifico dell’Unità di ricerca “Progetto bioregione urbana”. E’ presidente dell’associazione multidisciplinare “Società dei territorialisti”.

In qualità di fondatore della “Scuola territorialista italiana”, ha coordinato progetti di ricerca nazionali e laboratori sperimentali per il Ministero dell’Università e per il Consiglio Nazionale delle Ricerche sui temi dello "sviluppo locale autosostenibile", della “rappresentazione identitaria del territorio, dell’ambiente e del paesaggio”, del “progetto di territorio” e della ”bioregione urbana” (1986-2014).

E’ coordinatore scientifico e progettista di diversi progetti e piani urbanistici, territoriali e paesaggistici a carattere strategico e integrato. Tra gli altri anche il Piano Paesaggistico Territoriale della Regione Puglia (2007-2010). E’ coordinatore e progettista per diverse municipalità di progetti e piani partecipati per la “produzione sociale” del territorio e del paesaggio.

Tra le sue pubblicazioni, pietra miliare resta “Il progetto locale: verso la coscienza di luogo” (Bollati Boringhieri,Torino,2010), libro diventato oggetto di studio a diversi livelli. Inoltre, punto di riferimento restano altri suoi scritti, come Territorio bene comune (Firenze University Press, Firenze, 2012), Mettere in comune il patrimonio territoriale: dalla partecipazione all’autogoverno (in “Glocale. Rivista molisana di storia e scienze sociali», 2016, n. 9/10), La pianificazione paesaggistica in Italia. Stato dell'arte e innovazioni (Firenze University Press, Firenze 2016).

 

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