Marti attacca Salvemini: “Usa riforma Madia per avversione personale alla Lupiae”

giovedì 9 agosto 2018

Per il senatore della Lega dalla risposta data dal sindaco Salvemini sulla partecipata emergerebbe questo aspetto. 

Il senatore della Lega, Roberto Marti, attacca il sindaco di Lecce, Carlo Salvemini, sul caso Lupiae. Sulla vicenda della partecipata, dopo la minaccia di uscire dalla maggioranza del gruppo vicino allo stesso Marti, Prima Lecce e la replica del primo cittadino, il leghista torna a punzecchiare Salvemini e a “minare” gli equilibri di Palazzo Carafa.

“Il sindaco – precisa Marti - utilizza la riforma Madia per trovare rifugio e una giustificazione alla sua personale avversione nei confronti della Lupiae Servizi s.p.a. Negli anni in cui è stato rappresentante dell’opposizione consiliare non ha mai fatto mistero della volontà di sopprimere una realtà societaria di riferimento come la Lupiae. Oggi che è il primo cittadino usa la norma Madia, che noi tutti addetti ai lavori conosciamo, per raggiungere il suo personale obbiettivo, dimenticando che la Lupiae servizi s.p.a. è 260 lavoratori e altrettanti nuclei familiari”.

“È dunque evidente – aggiunge - che se il decreto Madia viene usato come randello, bene fa il “liquidatore” Salvemini ad assumere la linea di estremo rigore. Al contrario però le norme di riferimento lasciano un'ampia discrezionalità politica/amministrativa. Per questo il sindaco prima di pensare di toccare i lavoratori potrebbe mettere in vendita il patrimonio della Lupiae che ha un valore di circa 4 milioni di euro. Gli ricordo pertanto che per il ruolo che oggi ricopre Carlo Salvemini, è tenuto ad impegnarsi per fare di tutto al fine di salvare il destino di una società come la Lupiae proprio approfittando del margine di discrezionalità che i combinati disposti normativi gli affidano. Devo pensare che la Fiat sarebbe fallita se al governo ci fosse stato Carlo Salvemini. Al contrario, proprio grazie ad una volontà politica lungimirante, la Fiat non solo non è fallita, ma dopo aver acquisito Chrysler, oggi è un colosso mondiale”.

“Carlo Salvemini – punzecchia - non ha ancora compreso che fare il sindaco non vuol dire avere unicamente una funzione tecnica, il primo cittadino rappresenta anche quell'anima politica proprio del buon padre di famiglia. La politica è dunque l’arte dell’impossibile. Come Salvemini si è tanto impegnato politicamente per ottenere in consiglio comunale una maggioranza che non gli apparteneva, così oggi si impegni per salvare il futuro della Lupiae. Diversamente, se vuole essere il paladino del ‘rigore’ prenda atto che non ha una maggioranza tecnica, e vada a casa, perché è evidente, dopo gli ultimi eventi, che rischia di perdere anche quella politica”. 

“A Carlo Salvemini – conclude - rimprovero di non voler fare nulla per salvare la società Lupiae, di non volersene assumere le responsabilità nascondendosi dietro il decreto Madia, ma di questo farò in modo che ne risponderà in consiglio e con tutta la cittadinanza”. 

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