Lupiae, la polemica non si ferma. Botta e risposta a distanza tra Molendini e Perrone

mercoledì 8 agosto 2018

Il consigliere di maggioranza accusa l’ex sindaco: “Governavi quando la società generava 11 milioni di perdite”. La replica: “Voi non volete salvare la partecipata ma non avete il coraggio di dirlo”.

È ancora polemica sul caso Lupiae: dopo l’intervento del sindaco di Lecce, Carlo Salvemini, che ha chiarito come la priorità dell’amministrazione sia “salvare la società e i posti di lavoro”, non mancano i commenti di diverso segno politico sulla crisi della partecipata e sulle possibili soluzioni.

Gabriele Molendini, consigliere comunale di Lecce Città Pubblica, che punzecchia l’ex sindaco Paolo Perrone, dichiarando: “Va ringraziato il consigliere Perrone per essersi preso la briga di ricordare, qualora i cittadini se ne fossero dimenticati, che sotto la sua amministrazione, la partecipata Lupiae Servizi ha prodotto perdite per 11 milioni di euro, ripianati con i soldi dei cittadini leccesi”.

“Ne avevano – prosegue - colpa i dipendenti? Direi di no, dato che non avrebbero potuto avere responsabilità nelle scelte gestionali. Ne avevano colpa i cittadini leccesi che hanno pagato dalle loro tasche i frutti di questa insana gestione? Sarebbe arduo sostenerlo. Meno male che il consigliere Perrone si occupa di ricordarci chi guidava l’amministrazione, chi sceglieva il management, chi si occupava degli indirizzo strategici quando la Lupiae generava 11 milioni di perdite: era lui a governare la città. Peccato che il consigliere lo rivendichi come un merito da ex sindaco. Sinora mai era capitato di veder rivendicate simili nefandezze gestionali come atti di cui menar vanto. Di più: lui stesso chiede come mai non siano stati monetizzati tramite dismissione i suoli conferiti nel 2012 alla Lupiae per ripianare le perdite di bilancio per circa 4 milioni”.

“Evidentemente – aggiunge - la calura agostana gioca brutti scherzi: dimentica il consigliere Perrone che ha avuto un intero quinquennio di consiliatura, da sindaco, per farlo. Cinque anni. Perché non l’hai fatto, consigliere Perrone? Ci sarebbe anche da ricordargli che quel rimedio, peraltro oggi non ripetibile perché non consentito dalle normative vigenti, è stato il padre putativo delle attuali difficoltà di Lupiae”.

“Ora – precisa Molendini - di fronte a questi capolavori gestionali che hanno portato Lupiae sull’orlo del collasso finanziario, Perrone non ha soluzioni da proporre. Sa bene che la legge Madia, la normativa sugli aiuti di stato e il codice degli appalti pongono limiti invalicabili. Bisogna ora rimboccarsi le maniche e, verificati tutti i percorsi che la legge consente, adottare le soluzioni migliori a tutale sia dei lavoratori e delle loro famiglie, sia dei cittadini e delle famiglie leccesi tutte, che vedono i conti del Comune anch’essi al limite del dissesti e gravati dalle dissennate scelte politiche del governo ventennale del centrodestra. Si farà il massimo possibile con il concorso di tutti gli attori in gioco. Si affronteranno i gravi problemi frutto delle politiche stolte di chi, avendone avuto la responsabilità, non ha neppure il pudore di un onesto silenzio e sventola i meriti di anni di malagestione e perdite milionarie addossate ai cittadini leccesi come una coccarda da appuntare sul petto”.

“Ovviamente – ribadisce - chi oggi strepita non ha soluzioni da offrire, perché conosce la normativa ed i nuovi vincoli con cui oggi, diversamente da ieri, occorre fare i conti. Ammesso che sia sano non risolvere i problemi di una società, accollando invece sulle spalle dei leccesi tutti, i debiti milionari e le scelte politiche di convenienza. Diceva il buon Fabrizio De Andrè in una delle sue più belle canzoni: ‘si sa che la gente dà buoni consigli, sentendosi come Gesù nel Tempio, si sa che la gente da buoni consigli se non può più dare il cattivo esempio’. Ecco Perrone probabilmente si sente Gesù nel tempio. Il cattivo esempio però l’ha già dato. Buoni consigli da dare non sembra invece ne abbia”.

Non tarda ad arrivare la replica di Perrone: “La nostra scelta politica sulla Lupiae è stata quella di salvare i lavoratori, una scelta coraggiosa che ha comportato enormi assunzioni di responsabilità. È sin troppo evidente che questa maggioranza ha idee diverse sul futuro della partecipata, ma deve avere il coraggio di dirlo ai leccesi e soprattutto ai lavoratori stessi”.

“Molendini - prosegue Perrone - forse non ricorda che la mia amministrazione ha ereditato una società che perdeva tre milioni di euro all’anno e l’ha lasciata in pareggio. Così come non ricorda che quando sono stato eletto sindaco la Lupiae aveva debiti fiscali per oltre otto milioni di euro e al termine del mio secondo mandato, lo scorso anno, questo carico era stato ridotto a tre milioni e duecento mila euro. Infine non ricorda che io ho preso una Lupiae con 371 dipendenti e l’ho lasciata con 275, un alleggerimento di oneri di personale che non ha comportato nemmeno un licenziamento, ma solo esodi dalla società su base volontaria. Abbiamo fatto una scelta coraggiosa sulla Lupiae, lo abbiamo chiarito subito e adeguatamente spiegato ai lavoratori e a tutti i leccesi, perché la priorità era salvare il futuro di quei lavoratori e delle rispettive famiglie. È sin troppo chiaro oggi che la maggioranza di Carlo Salvemini su questo futuro ha idee diametralmente opposte, nascondendo malamente una ormai storica insofferenza di natura ideologica verso la società. E lo stesso Molendini si incarta con la retorica dei vincoli di legge piuttosto che dire a chiare lettere che sono pronti a mettere la parola fine alla storia della Lupiae”.

“Per carità - continua ancora - è legittimo compiere una scelta dall’enorme peso politico come quella di non dare continuità alla Lupiae, ma bisogna avere il coraggio di dirlo, fare uno sforzo di chiarezza e di trasparenza che è inderogabile. Invece di ripetere opportunisticamente la cantilena che la vicenda della Lupiae oggi è condizionata dalla legge e non dalla volontà politica. Non è la legge che impedisce di salvare la Lupiae, visto che il codice degli appalti spinge solo a verificare se i servizi sono competitivi sul mercato e la legge Madia impone un piano di ristrutturazione ove ci fossero perdite. È evidente come il sole che questa maggioranza non ha nessuna voglia di farsi carico di una ristrutturazione visto che è la stessa che ha bloccato il piano di lottizzazione (adottato dalla mia amministrazione alla fine del 2016) che avrebbe consentito alla società di monetizzare con la vendita i terreni dismessi a suo favore dal Comune di Lecce”.

“La verità - conclude Paolo Perrone - è che questa vicenda purtroppo non aggiunge nulla di nuovo a quanto sappiamo sulla maggioranza che governa la città, che difetta di trasparenza e onestà intellettuale, che tende al pasticcio piuttosto che alle risposte efficaci ai bisogni della comunità, che nello specifico ha una singolare intolleranza nei confronti di chi lavora nella Lupiae (proprio quelle persone a cui in campagna elettorale, sotto l’effetto di una terribile amnesia sui famigerati vincoli di legge, è stato promesso l’aumento dell’orario di lavoro), che manca di coraggio. E ricordando Fabrizio De Andrè, proprio come ha fatto Molendini, mi chiedo: Salvemini che fa? ‘… si costerna, s’indigna, s’impegna, poi getta la spugna con gran dignità’”.

 

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