Caos vaccini, Fedele: “Stiamo tornando indietro: ci scappa il morto”

martedì 7 agosto 2018
Polemiche sulle affermazioni del ministro: “No a classi ghetto dei non vaccinati”.

Il rinvio di un anno dell’obbligo di presentare i certificati vaccinali per l’iscrizione alla scuola dell’infanzia e ai nidi sta scatenando le polemiche nella comunità scientifica. L’approvazione in Parlamento dell’emendamento al decreto milleproroghe, dello scorso venerdì, che fa slittare le sanzioni per l'obbligo vaccinale di un anno per l’iscrizione alla scuola dell'infanzia e agli asili nido (fascia d’età 0 – 6 anni), ha messo in allarme gli esperti. In questo modo viene superato il decreto Lorenzin del luglio 2017, ma anche la circolare diffusa agli inizi di luglio dalla ministra della Salute Giulia Grillo, che rendeva sufficiente un’autocertificazione vaccinale in sostituzione della documentazione ufficiale dell’ASL per l’iscrizione all’anno scolastico 2018/19. “Questo intervento non ci voleva aiuta solo a fare confusione - commenta il direttore del Servizio Igiene e Sanità Pubblica dell’Asl/Lecce, dottor Alberto Fedele - La gente non capisce e non distingue tra scelte politiche e opportunità sanitaria. Con i vaccini si difende la collettività, non si tratta di una scelta privata. Chi non si vaccina diventa una minaccia per gli altri. L’obbligo era una scelta fatta per tamponare un’emergenza che ci rende simili a Paesi del terzo mondo. Ora torniamo indietro e avremo problemi nel mantenere le stesse coperture. I no vax hanno diffuso dubbi pericolosi: la gente sposa teorie complottiste senza conoscere le vere conseguenze”. 

Nell’Asl di Lecce, come vi abbiamo raccontato in un precedente servizio, spesso il personale viene insultato o aggredito da genitori esagitati, che hanno accolto le tesi “antivax” sulla base di un sentito dire che non ha alcun fondamento scientifico. Dopo questi interventi legislativi, i medici sono preoccupati: “Faremo quello che ci viene detto di fare - dice con amarezza il dottor Fedele - Ma abbiamo paura. Non è più necessaria la verifica accertata della copertura. Vedremo quali saranno le reazioni ai primi casi di morti. Rischia di scapparci il morto. Qui ancora si muore col morbillo. Come calendario vaccinale siamo un Paese all’avanguardia: tra i più avanzati del mondo, ma come adesione su alcune malattie importanti come il morbillo siamo a livelli di terzo mondo. Questa malattia si diffonde in maniera drammatica: molti non sanno che il morbillo provoca otiti, bronchiti ed encefaliti, alcune delle quali letali. In America non si entra senza vaccino per il morbillo, se devi lavorare o fare altro”. Quello che ricorda il responsabile Asl è fondamentale: ci sono alcuni paesi come gli USA dove non si passa senza vaccino. Puoi essere un ricercatore, un migrante economico o altro, ma senza vaccino niet. 

Immunodepressione
Quando il nostro sistema immunitario è depotenziato è impossibile reagire ai microrganismi ambientali (virus, batteri e funghi) che causano malattie. L’immunità innata ci difende da tutta una serie di attacchi. Le cellule fagocitiche, le molecole come le proteine e interi tessuti che fungono da barriera ci difendono da attacchi esterni. Ma ci sono casi in cui il nostro sistema immunitario non sa o non può salvarci. Le immunodeficienze possono essere primarie o secondarie. Nel primo caso siamo di fronte a malattie genetiche che colpiscono i geni che controllano la risposta immunitaria innata e acquisita. Nel caso di immunodeficienze secondarie le cause sono esterne: uso di farmaci immunosoppressori, HIV, malnutrizione, infezioni virali con effetto immunodepressivo, come morbillo, varicella e infezione da EBV, il virus che causa la mononucleosi infettiva. Le malattie come il morbillo aprono la pista ad altre patologie rischiosissime: il vaccino è l’unico modo per mettere al sicuro il nostro organismo. 

La gaffe del ministro della salute sulle classi ghetto 
La ministra Grillo nei giorni scorsi ha lanciato l’idea di “classi protette per i 10 mila bimbi immunodepressi. Un’idea che ha scatenato l’indignazione di medici e pedagoghi. “Facciamo dei ghetti? - si chiede il dottor Fedele - Attività sociali per fatti loro?” Inveisce contro queste esternazioni anche il consigliere regionale Luigi Manca, che è un medico: “Classi differenziate… e, poi? Bagni differenziati, palestre differenziate, laboratori differenziati, spazi ludici e comuni differenziati! Ma siamo davvero alla follia?

Come medico, più che come politico, sono davvero esterrefatto di fronte a dichiarazioni di una mia collega, la dottoressa Grillo, che si ritrova a ricoprire il ruolo di Ministro delle Salute e ipotizza la creazione di ‘ghetti’ per i bambini immunodepressi per non farli entrare in contatto durante l’orario scolastico con quei coetanei i cui genitori hanno, irresponsabilmente, deciso di non vaccinarli. Ribadisco: ma siamo alla follia?

Come può un ministro che svolge l’attività professionale di medico dire una simile castroneria, come può lanciare una generica e pericolosa ‘obbligatorietà facoltativa’ per cui i genitori possono autocertificare di aver fatto delle vaccinazioni sulla fiducia. Come dire che le palestre o le piscine che frequentiamo per hobby diventano più serie dell’Istituzione SCUOLA, nelle prime non basta una certificazione per frequentarle, nella seconda sì! 
Qui non solo stiamo negando la Scienza, qui stiamo davvero compiendo un attentato alla salute pubblica”.

Le conclusioni del responsabile del servizio leccese di salute pubblica 
Occorre una moral suasion verso le famiglie e una lotta costante alle fake news che mettono a rischio la vita dei nostri piccoli, secondo il dottor Fedele. “Ci sono problemi di carattere giudiziario che si stanno facendo strada con questo tipo di atteggiamento contraddittorio del legislatore. Sono stati condannati due medici perché una paziente non aveva dato il consenso informato per l’antitetanica e loro non hanno proceduto alla vaccinazione” Spesso gli stessi operatori non sanno come comportarsi: una normativa a volte contraddittoria e complicata continua ad alimentare il caos. L’obbligatorietà del decreto Lorenzin, pur essendo zelante, stabiliva un principio: far prevalere la scienza sul sospetto.  

Gaetano Gorgoni

 

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