Ospedale di Copertino, quale futuro: centro chirurgico, “ma la terapia intensiva post-operatoria tarda ad arrivare”

lunedì 6 agosto 2018
A Galatina il problema del sovraccarico in Pediatria. La sindaca di Copertino, Sandrina Schito, polemizza: “Il territorio del nord Salento scoperto per i punti nascita e Pediatria. Dove c’è un presidio chirurgico ci sarebbe dovuta essere Ostetricia. Resta in piedi il problema della TIPO: quanto tempo ci vorrà?”

Le polemiche per la chiusura del punto nascita non sono ancora del tutto alle spalle, ma dall’Asl di Lecce si promettono “compensazioni” interessanti per il futuro dell’Ospedale “San Giuseppe da Copertino”. Sarà un ospedale di base, è vero, ma la Chirurgia sarà centrale: si punta ad avere al più presto la Terapia Intensiva Post-Operatoria. “Quello di Copertino è un ospedale che presidia l’area nord-occidentale di Lecce: funge da supporto per la provincia, ma è anche una valvola di sfogo per tutta l’area ionica – spiega il manager Asl/Le Ottavio Narracci – E’ un ospedale di base e mantiene il suo ruolo con le sue importanti strutture: Chirurgia, Cardiologia, Ortopedia e molte discipline internistiche. La Terapia Intensiva Post-Operatoria darà garanzie ai pazienti cronici, gravi e post patologici, che quando devono essere operati hanno bisogno di un setting di sicurezza e di essere seguiti in un ambiente idoneo. La parte dei punti nascita è ormai definita: quello del ‘San Giuseppe’ è stato trasferito a Galatina”. Insomma non si torna più indietro, anche se le chiusure di Pediatria, Ginecologia e Ostetricia bruciano. La città di Copertino ha quasi 25 mila abitanti: il suo punto nascita per anni è stato un punto di riferimento per tutto l’hinterland.

I cambiamenti a copertino e l’amarezza del sindaco
“Il nostro punto nascita è stato spostato Galatina, ma anche lì perdono posti letto – afferma la sindaca Sandrina Schito – Inizialmente erano 16 posti letto a Copertino e 16 a Galatina: come mai ora sono diventati dieci a Galatina? La cosa strana è che trasferiscono un reparto lì e fanno diminuire anche i posti letto che erano già presenti in quel nosocomio. Da Manduria a Copertino non c’è un punto nascita: credo che si sia lasciata scoperta una fascia troppo larga di territorio. La Pediatria ce l’ha il Vito Fazzi di Lecce: se c’è un emergenza e mi trovo a Torre Lapillo non posso più andare a Copertino e questo è un rischio. Non è una questione di campanile, ma dove c’è un presidio chirurgico bisogna lasciare Ostetricia e Ginecologia. Adesso bisognerà fare un’analisi seria: quali sono i risultati derivanti da questo nuovo riparto? Non capisco quale sia la ratio”. “Nella delibera di giunta regionale ci spiegano che i posti letto per i punti nascita sono 32. L’Asl ha spostato da Galatina a Copertino Chirurgia, Cardiologia e Ortopedia” – puntualizza il sindaco di galatinese Marcello Amate. Lo schema regionale è di facile lettura: si punta a far dialogare gli ospedali. I nosocomi, a distanza di pochi chilometri l’uno dall’altro, diventano complementari. Adesso, però, a Copertino c’è un po’ di ansia per la realizzazione della Terapia intensiva Post-Operatoria. “Il nostro ospedale è stato scelto come centro Chirurgico: un presidio importante, ma senza la ‘TIPO’ non ha senso, perché rimaniamo un semplice ospedale di base – spiega la sindaca Schito - Mi auguro che si possa ottenere entro dicembre questo risultato. Aspettiamo la terapia intensiva post-operatoria dal 2010. Se siamo un presidio chirurgico, dobbiamo avere la ‘TIPO’. Per ora non è stato realizzato quello che c’è scritto nel piano ospedaliero: siamo un semplice ospedale di base”.

I problemi determinati dal riassetto dell’ospedale di Galatina
Non tutti possono sbilanciarsi senza il permesso dell’Asl, ma tra i medici del nosocomio galatinese c’è più di qualche malumore per il sovraccarico che sarebbe stato determinato da questi interventi. “Si rilevano disservizi frequenti per quanto riguarda l’area pediatrica, perché la chiusura del reparto di Pediatria dell’ospedale copertinese ha creato un sovraccarico di lavoro qui – spiega un medico  – Tutto prevedibile, ma quello che non era previsto è che il personale medico e paramedico delle unità operative chiuse non fosse trasferito a Galatina”. Quindi, si sposta un reparto senza che arrivino i rinforzi. “Gli utenti aumentano e ci ritroviamo ogni giorno con l’acqua alla gola. Le conseguenze sono che il personale medico e paramedico di Galatina ha subito un ulteriore sovraccarico di lavoro: turni aggiuntivi e lavoro straordinario, mentre a Copertino si prevede la permanenza di un pediatra che dovrebbe svolgere la funzione di guardia medica. Il problema è che l’utenza, che sa che al ‘San Giuseppe’ non c’è alcun reparto, non potrà certo rivolgersi a lui! Non si capisce, dunque, perché quell’unità operativa non è stata trasferita a Galatina. I pediatri sono costretti a turni massacranti per godere delle meritate ferie”.

L’incontro tra esponenti della maggioranza regionale e l’Asl
“Un incontro molto proficuo nel solco di un dialogo costante e di un’attenzione al territorio”. Questa è l’impressione dell’assessore regionale al Diritto allo Studio, Sebastiano Leo, del vice presidente della III Commissione regionale Sanità, Paolo Pellegrino, a margine dell’incontro tenutosi due giorni fa con il direttore generale della Asl di Lecce, Ottavio Narracci. Un’occasione per fare il punto sull’assetto organizzativo dell’Ospedale di Copertino a seguito della riorganizzazione della rete ospedaliera effettuata dalla giunta regionale in adempimento alle disposizioni del DM 70.

“Abbiamo rilevato – spiegano Leo e Pellegrino - che l’ospedale, anche privo del punto nascita, e nell’individuazione del presidio quale polo chirurgico, può e deve svolgere una significativa attività assistenziale attraverso la valorizzazione della sua storica vocazione a servizio del territorio a Nord Ovest del capoluogo. Per questo abbiamo proposto al direttore Narracci di porre in essere gli atti opportuni a definire un forte collegamento funzionale con l’ospedale Vito Fazzi di Lecce che, con l’attivazione del Dipartimento dell’Emergenza e Accettazione, dovrà destinare le sue intere risorse per l’incremento e riqualificazione dell’alta assistenza. E, in tale contesto, il raccordo con l’Ospedale di Copertino se da un lato svolgerà una funzione di supporto medico e chirurgico attraverso la integrazione dei servizi, dall’altra consentirà al Fazzi di concentrarsi sulla nuova configurazione derivante dalla piena attuazione del DEA”.

Nel corso dell’incontro è anche emersa la valenza della individuazione del Presidio quale Polo chirurgico e medico geriatrico riabilitativo, potendosi avvalere di unità operative chirurgiche ed ortopediche (che avranno a disposizione anche la Terapia Intensiva Post Operatoria (TIPO) -, certamente di primo piano. Attività che saranno supportate dalla Unità di riabilitazione (anche post operatoria e geriatrica). Così come, per quanto riguarda l’attività medica e geriatrica e di lungodegenza, essa potrà soddisfare il bisogno assistenziale sempre più legato a patologie connesse alla età ed all’invecchiamento. Inoltre l’area medica è presidiata anche dalla Unità complessa di Cardiologia in condizione di garantire anche la emergenza cardiologica con la destinazione di quattro letti alla UTIC. La conferma infine dei servizi di Anestesia, Direzione di Presidio Farmacia, Laboratorio analisi, Radiologia Servizio Trasfusionale, completa un quadro organizzativo in grado di dare le risposte assistenziali attese.

“Il direttore generale – concludono l’assessore e il consigliere regionale - ha condiviso tale impostazione assicurando che, nel contesto della attivazione dei Dipartimenti, in fase di avanzata definizione, la ASL punterà anche alla valorizzazione dell’Ospedale di Copertino sia attraverso il potenziamento delle Unità Operative Complesse già attive, sia attraverso il raccordo funzionale delle UOS con gli obiettivi dipartimentali. In tale contesto Narracci ha anche confermato che entro settembre saranno definite le gare per la acquisizione dei ventilatori che permetteranno agli ospedali di Galatina e Copertino di attivare la Terapia Intensiva Post Operatoria che consentirà agli operatori di elevare anche il grado di rilevanza dei casi trattati”.

Gaetano Gorgoni

 

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