Il sistema turismo perde pezzi, Pasca: "Colpa di furbi e incompetenti"

mercoledì 1 agosto 2018
"I turisti devono essere fidelizzati ma abbiamo preferito il mordi e fuggi" accusa il presidente nazionale del Sindacato Locali da Ballo. 

Il trend in discesa del turismo salentino preoccupa gli operatori del settore che si interrogano sulle cause della crisi. Una lettura del fenomeno è stata data anche da Maurizio Pasca, presidente nazionale del Silb, l'associazione che riunisce i locali da ballo, e imprenditore del settore ionico. 

“Leggo diversi di persone che addebitano il flop al turismo-movida, al divertimentificio notturno delle discoteche. E vale la pena, sia chiaro, soffermarsi anche su questo tipo di offerta, ma il problema ahimè è ben più grave. E ha radici profonde. Va cercato nell’evidente incapacità, con buona pace dei tanti imprenditori della ricettività e del pubblico esercizio, onesti e qualificati che pure ci sono in terra salentina, di fare del turismo un’opportunità di sviluppo imperituro per tutto il territorio. Si profetizzava, non molti anni fa, una discesa veloce tanto quanto lo era stata l’impennata, delle presenze. Per scongiurarla occorreva investire, economicamente e in termini di impegno, e sapere non solo come attrarre i turisti ma soprattutto come fidelizzarli e farli tornare, magari in compagnia. Questo, non possiamo nasconderci dietro un dito, non è accaduto.
Si è preferito il turismo mordi e fuggi, accaparrare più numeri e più denaro possibile, anche a costo di svuotare letteralmente le tasche dei vacanzieri. Intelligenti prima nello scegliere la nostra terra come meta di vacanza e altrettanto intelligenti da non tornarci più tutte le volte che non si sono sentiti adeguatamente trattati, rispettati e "coccolati".
Il calo di presenze per l’estate 2018 si registra anche in una splendida località che, come Porto Cesareo ad esempio, ha solo una discoteca. Questo conferma pienamente la mia tesi. Basti pensare che proprio su Porto Cesareo, andando su Trivago, risultano oltre 1000 strutture ricettive, quasi più degli stessi abitanti della marina, mentre invece dagli uffici comunali ne risultano realmente censite solo 200.
Cosa vuol dire tutto questo? Vuol dire che abbiamo investito male, anzi non lo abbiamo fatto per niente. E questo penalizza tutto il tessuto economico produttivo del territorio, e penalizza quanti hanno creduto nell’opportunità-turismo. E hanno studiato, hanno investito, si sono preparati, hanno mostrato una faccia del Salento pura, semplice, bella dentro e fuori. Ma i numeri non perdonano, i furbi evidentemente sono stati in sovrannumero. Se anziché furbi fossero stati scaltri, si sarebbero resi conto dell’oro che avevano per le mani”.

“Più volte ho cercato di far comprendere che la nostra terra per quanto bella non è però unica- gli fa eco il presidente della Camera di Commercio e imprenditore balneare leccese Alfredo Prete - avremmo dovuto trasformare la moda e l appeal in tendenza anche perché la congiuntura era favorevole. 
Oggi i flussi turistici hanno ridotto drasticamente i giorni di presenza su un territorio perciò il fattore tempo-costi è determinante. il Salento non è facilmente raggiungibile ed i costi di trasporto sono alti e non concorrenziali.
Se poi aggiungiamo un atavica mancanza di programmazione a medio e lungo termine, la frittata è fatta.
Comunque voglio essere ottimista e voglio pensare che si possa risalire la china ma per farlo occorre un sano bagno di umiltà da parte di tutti e investire in qualità, professionalità e competenza”.

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