Futuro ancora incerto per Campo "Panareo"

venerdì 18 febbraio 2011
Le soluzioni proposte dopo l’incontro tra Prefetto e Sindaco di Lecce non convincono completamente le associazioni e gli stessi residenti del Campo timorosi di vedere abbattute le loro baracche, giudicate insicure 
 
Un tetto per i Rom? Se non si fosse scatenata una battaglia a colpi di carte bollate tra l’allora amministrazione Cirio e la passata amministrazione Poli Bortone, se insomma rispettivamente Surbo e Lecce non si fossero messi a litigare, oggi i Rom avrebbero una casa decente. 
Questi i fatti: nel 1993 Angelo Vincenti, boss della Sacra Corona Unita di Surbo e ritenuto il mandante della bomba al rapido Lecce-Zurigo, fu arrestato con l’accusa di tentata strage e associazione mafiosa. I beni di Vincenti furono confiscati e l’Agenzia del Demanio, nel 1998, consegnò al Comune di Lecce un immobile denominato “Masseria Ghermi”. Si tratta in realtà di un rudere ma l’allora sindaco, Adriana Poli Bortone, con la sua Giunta approvò un progetto per destinare l’immobile a campo sosta per i Rom. Riuscirono ad ottenere un milione di euro di finanziamenti nell’ambito del Pon sicurezza del Ministero dell’Interno riservato al recupero sociale dei beni confiscati alla mafia, ma il l'Amministrazione comunale di Surbo si schierò contro il progetto approvato nell’estate del 2006 dalla Giunta comunale di Lecce. Insomma, si passa alle carte bollate. Il Comune di Lecce la spunta dinanzi al Tar, ma decide di mettere il progetto nel cassetto per evitare guerre tra “fratelli”. Ovviamente nel frattempo il finanziamento è perso. 
Adesso l’Amministrazione comunale guidata da Paolo Perrone ci riprova con un progetto che prevede un centro di alloggio per i senzatetto. Occorrono 2milioni e 100mila euro, intanto i senzatetto e i Rom attendono soluzioni. La questione è di quelle che fanno venire il mal di pancia anche perché il problema del Campo “Panareo”, dove risiede da anni la comunità Rom, è scoppiato in tutta la sua urgenza dopo l’ordinanza di sgombero firmata dal dirigente del settore Urbanistica del Comune di Lecce, Luigi Maniglio. Il provvedimento, come è noto, è scattato dopo un’ispezione del Nucleo di vigilanza edilizia nel Campo “Panareo”, che ha rilevato condizioni tali da imporre l’abbattimento entro un mese delle “campine”, le baracche nelle quali abitano una ventina di famiglie, addebitando i costi ai residenti. Il sindaco di Lecce ha manifestato ampia sensibilità al problema, ma la soluzione non pare sia dietro l’angolo. “Stiamo lavorando per risolvere i problemi dei residenti del Campo -osserva Perrone- le cui baracche devono essere abbattute perché in stato di degrado statico e igienico e perché abusive. Dopo l’ennesimo, tragico episodio verificatosi a Roma, non possiamo rischiare. Per questo abbiamo offerto alle famiglie Rom un contributo per l’acquisto di nuove roulotte da sistemare all’interno del campo stesso. Non è accettabile la proposta di alcune associazioni di assegnare loro alloggi popolari con procedura agevolata, perché non sarebbe giusto nei confronti di cittadini leccesi che attendono quelle case da anni”. 
Le associazioni che sostengono la battaglia dei Rom avanzano però dubbi sulle buone intenzioni del sindaco: “Ancora una volta le più elementari regole della partecipazione democratica alla vita politica vengono disattese proprio da chi ha il ruolo di rappresentare i cittadini, tutti i cittadini. L’incontro tra il prefetto, Mario Tafaro, e il sindaco, Paolo Perrone, è avvenuto senza che i diretti interessati, ovvero le famiglie che tra pochi giorni vedranno abbattute le loro baracche, siano stati invitati”.
 
Maddalena Mongiò
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