Ospedale "Pispico": ultimo atto?

venerdì 11 febbraio 2011
I sindaci del distretto socio-sanitario di Poggiardo presentano ricorso al Tar contro la chiusura dell’ospedale voluta dalla Regione. Duro l’intervento di Silvio Astore, sindaco di Poggiardo: “Vendola ha violato la legge”
 
Potrebbe essere l’ultima occasione per cambiare le sorti dell’ospedale “F. Pispico”. Nelle scorse settimane da una conferenza dei sindaci dei comuni rientranti nel distretto socio-sanitario di Poggiardo è emersa la volontà di chiedere al Tar la sospensione della delibera della Giunta regionale n. 2791 del 15 dicembre 2010, contenente la soppressione del presidio in questione. Nei giorni scorsi, 11 di 15 Amministrazioni comunali appartenenti all’ambito di Poggiardo hanno conferito all’avvocato Carlo Ciardo la presentazione di suddetto ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale (non hanno aderito i sindaci di Andrano, Sanarica, Surano e Uggiano La Chiesa). 
Il sindaco di Poggiardo, Silvio Astore, presenta nel dettaglio le motivazioni degli 11 comuni: “Il ricorso richiama il dettato della Legge regionale 25/2006 che fissa i principi organizzativi del Piano Sanitario Regionale. In particolare, si fa riferimento al principio di centralità del cittadino al quale, si afferma esplicitamente, va garantita la partecipazione attiva alle scelte che riguardano la propria salute. Abbiamo preso in esame anche il regolamento regionale 16/2008 che conferisce ai sindaci la definizione delle linee delle attività dell’Asl. Emerge quindi chiaramente come Vendola abbia violato la legge e, anzi, fatto venir meno il principio della cosiddetta concertazione o condivisione con le parti interessate, in particolar modo con i sindaci, in quanto autorità sanitarie comunali; principio usato ed abusato proprio dallo stesso Vendola sette anni fa, quando ottenne una vittoria che oggi molti attribuiscono proprio alle problematiche inerenti il settore sanitario”. 
Sul quadro giuridico sopra illustrato, lo stesso Astore si è posto alcune domande: “Se la concertazione non è stata attuata con i soggetti previsti dalla legge, con quali altri attori Vendola ha deciso di deliberare la soppressione dei presidi indicati dal Psr? E perché poi scegliere, tra gli altri, l’ospedale di Poggiardo? Sette anni fa promise che il ‘Pispico’ sarebbe stato potenziato, mentre oggi i media veicolano la sua intenzione di chiuderlo, nonostante abbia chiuso il bilancio 2009 in attivo. Tra l’altro, giungono notizie di lavori attualmente in esecuzione presso l’ospedale di Scorrano, i quali preludono al prossimo trasferimento di due reparti di eccellenza come Gastroenterologia e Medicina”. Il sindaco di Poggiardo auspica ovviamente un ritorno sui suoi passi da parte del presidente regionale, anche in virtù delle potenzialità e funzionalità del “Pispico”: “Spero che Vendola cambi i suoi progetti in merito al nostro ospedale, sia per le sue già ben note promesse, sia per una questione di buon senso, sia per tutelare tutta la fascia adriatica che rispetto a quella ionica risulta notevolmente più danneggiata dal piano sanitario. Non si dimentichi, poi, che per la sua particolare posizione baricentrica, Poggiardo è in grado di soddisfare un bacino d’utenza importante, soprattutto nel periodo estivo. Mi auguro quindi che il Tar accolga le nostre istanze e che Vendola possa mantenere l’attuale status quo”. Sarà davvero questa l’ultima speranza di sopravvivenza del “Pispico”? 
 
Alessandro Chizzini
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