Corte dei Conti, scongiurato il dissesto del Comune: botta e risposta tra Salvemini e Perrone

venerdì 20 luglio 2018

Aggirato il pericolo del dissesto ma restano le criticità finanziarie. Salvemini: “I fatti battono la propaganda”. Perrone: “Il sindaco non dice che con lui la gestione dei conti è peggiorata”.

Nessun commissario a Palazzo Carafa: la deliberazione 108/2018 della sezione regionale di controllo per la Puglia della Corte dei Conti scongiura l’ipotesi del dissesto per il Comune di Lecce. A darne notizia è lo stesso sindaco di Lecce, Carlo Salvemini, che citando tutte le dichiarazioni critiche del suo predecessore che lo definiva “tifoso del dissesto”, ha precisato come dall’ente sia arrivata la conferma che non ci sarà alcuna dichiarazione di dissesto.

È stata inoltre ribadita la preoccupazione per gli equilibri economici finanziari del Comune con la prescrizione ad adottare tutte le misure idonee a superare definitivamente le criticità e la sollecitazione ad intraprendere il recupero delle somme non riversate a titolo di imposta di soggiorno da diverse strutture ricettive presenti in città (da questa amministrazione per la prima volta accertate per gli anni 2013-2016).

“Ogni commento – dichiara Salvemini - é superfluo. I fatti si incaricano sempre di fare giustizia della propaganda”.

Ma l’ex sindaco Paolo Perrone replica sulla pronuncia evidenziando come avesse ragione il centrodestra a “non temere scenari da apocalisse” e precisando come la stessa provochi comunque più di qualche timore: “Quindi il dissesto non ci sarà. L'amato cavallo di battaglia di Carlo Salvemini si è perso tra le righe della pronuncia della Corte dei Conti, che non ha inviato un commissario a Palazzo Carafa così come egli aveva preconizzato. Certo la Corte ha confermato che ci sono delle criticità, ma quelle in verità non sono mai state un mistero e nessuno ha mai cercato di nasconderle”.

Per Perrone l’elemento che emerge e sul quale “il sindaco mischia le carte”, però, è “che la Corte analizza l’andamento dei conti anche dopo il 2015 e rileva che la gestione finanziaria del Comune di Lecce, numeri alla mano, è peggiorata nell’ultimo anno”: “Un dato su tutti – afferma - quello dell’anticipazione di tesoreria e quindi dell'esposizione debitoria dell'ente, che la Corte dei Conti rileva come dai 9 milioni e 78 mila euro del 31 dicembre 2016 sia aumentata a 17 milioni e 200 mila al 31 dicembre 2017 e sia arrivata addirittura a 31 milioni e 300 mila a giugno 2018, quando l’amministrazione Salvemini compie ormai un anno”.

“Ma se sino a metà del 2017 – insiste - per tutti i mali del mondo è colpa degli altri, da quel momento a oggi è sempre colpa degli altri? E se la Corte ad aprile 2018, con Salvemini in sella da quasi un anno, parla di ‘valori insoddisfacenti’ sul fronte della riscossione delle entrate da evasione, su quello delle entrate da sanzioni amministrative e sulla riscossione della tassa di soggiorno, chi è che parla con i fatti e chi con la propaganda?”

“Noi, non a caso, abbiamo contestato a Salvemini – aggiunge - di aver alzato le tasse e di aver accettato passivamente le richieste dei creditori del Comune, che a nostro avviso meritano un approfondimento e probabilmente in gran parte non hanno ragion d’essere. Se la Corte oggi ‘fotografa’ un peggioramento nell’ultimo anno, dipende anche da queste scelte. Tutto questo - chiude così l’ex primo cittadino - inevitabilmente suscita più di qualche timore sul fatto che, con questa conduzione da principianti anche sulle politiche di bilancio, i conti a Palazzo Carafa possano tenere a lungo”.   

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