Rischio malattie con le punture di zanzara: ecco come proteggersi

martedì 10 luglio 2018

"La puntura di zanzara non è sempre così innocua: nel veronese veicola un’encefalite" avverte la pediatra Patrizia Di Tonno. I consigli del medico.

Con l’arrivo della bella stagione riparte la guerra alle zanzare. La zanzara, che oggi è considerata come innocua da molte persone, è in realtà un insetto pericolosissimo per la sua capacità di veicolare infezioni. Spesso causa morte per malaria, febbre dengue, febbre gialla, encefalite e chicungunya. Ha terrorizzato il Brasile anche il virus Zika, che si trasmette sempre con la puntura di questo “insetto-vampiro”. Il vettore è rappresentato dalle zanzare del genere Aedes, che comprendono Aedes aegypti (vettore originario, nota anche come zanzara della febbre gialla) e Aedes albopictus (più conosciuta come zanzara tigre e diffusa anche in Italia). In Africa una sola zanzara malarica può infettare cento persone e fa strage di bambini ogni giorno. Ci sono anche grandi personaggi caduti per questo piccolo insetto: sembra che Alessandro Magno sia morto a causa del virus del Nilo Occidentale trasmesso proprio con una puntura di zanzara. I sintomi delle malattie scatenate dalla puntura di zanzara sono febbre alta, mal di testa, convulsioni, rigidità del collo e tutta una serie di problemi più lievi. Nel mondo esistono oltre tremila specie di zanzare: 70 in Italia, ma solo alcune mordono l’uomo. Sono le zanzare femmine a nutrirsi di sangue: il maschio in genere si nutre del nettare dei fiori. Quando la zanzara morde è necessario evitare di grattarsi: bisogna lavarsi con sapone neutro e acqua fredda. Il prurito è dovuto a rilascio di instamina nel nostro corpo in risposta alla saliva della zanzara, che ci viene iniettata per evitare che il sangue si coaguli mentre l’insetto si nutre. Questi insetti fiutano l’anidride carbonica a distanza di 30 metri: ci ronzano intorno proprio perché la espiriamo. Menta, alcuni tipi di frutta e il cioccolato caramellato possono stordire i sensori di anidride carbonica delle zanzare permettendoci di tenerle alla larga. Per il resto non si scappa: è necessario adottare tutta una serie di accorgimenti per evitare di diventare dei bersagli. Solo in Islanda non esistono le zanzare: dunque, se non si vuol emigrare, meglio ascoltare i consigli dell’esperta, la dottoressa Patrizia Di Tonno. 

I CONSIGLI DELL’ESPERTA

“La puntura di zanzara non è sempre così innocua: nel veronese veicola un’encefalite - avverte la pediatra Patrizia Di Tonno - Ci sono stati alcuni casi e la paura è che si possa trasmettere da una persona all’altra. Il bambino dev’essere protetto con abiti chiari (sono da evitare gli abiti scuri), usare un repellente naturale da riapplicare ogni due ore e un dopo puntura naturale che toglie l’edema, il rossore e il gonfiore. Bisogna evitare di portare il bambino nei posti dove ci sono molte zanzare. Ma se è necessario portarlo in posti del genere bisogna utilizzare abiti e protezione adeguata”. 

C’è chi ha l’abitudine di lasciare l’insetticida acceso la notte...

“Mai lasciarlo acceso mentre si dorme. Se si usa, meglio quello naturale a base di citronella: è naturale e protegge allo stesso modo”.

Quindi, le punture di zanzara non sono un problema da sottovalutare?

“Possono veicolare infezioni”

Le pomate antibiotiche servono una volta che c’è la puntura?

“Io consiglio di non applicarle mai: non servono a niente e danno fotosensibilizzazione”.

Cosa consiglia di applicare per i suoi piccoli pazienti? 

“Cardiospermum, sostanza naturale, lenitiva, a base di arnica. Funziona l’arnica, ma anche il freddo: un cubetto di ghiaccio riduce l’edema, il gonfiore e il rossore”.

COME AFFRONTARE LE GITE IN CAMPAGNA E NEI POSTI DOVE CI SONO MOLTI INSETTI 

In estate esistono tutta una serie di insetti le cui punture possono causare anche reazioni allergiche (api, vespe, calabroni).

Ecco alcune regole indicate dall’Ospedale Bambin Gesù per ridurre al minimo il rischio di venir punti dagli insetti:

- evitare indumenti molto colorati e brillanti; 

- indossare vestiti con maniche lunghe, pantaloni lunghi, calzini e scarpe chiuse, soprattutto se si prevedono passeggiate in campagna o dove l'erba è alta;

- evitare profumi o fragranze forti; 

- utilizzare prodotti a base di sostanze ad azione repellente;

- tenere a portata di mano insetticidi di pronto e facile impiego;

- non lasciare all'aperto cibi di scarto;

- non sostare in prossimità di bevande o cibi molto dolci;

- prestare attenzione quando si prepara e si consuma il cibo all'aperto, specie in aperta campagna;

- usare cautela in prossimità di luoghi dove nidificano api, vespe e calabroni, come ad esempio vicino ai produttori di miele, o in campagna, nel periodo di maturazione della frutta e della vendemmia;

- far rimuovere esclusivamente da personale esperto i nidi di api, vespe o calabroni. 

Gaetano Gorgoni

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