Abusivismo, rifiuti e racket degli animali: il Salento al decimo posto in Italia

lunedì 9 luglio 2018

Presentato il rapporto di Legambiente nel 2017 sui reati ambientali. La Puglia terza nella classifica regionale con 3.119 infrazioni accertate. Resta sul podio per i reati legati al ciclo dei rifiuti, del cemento e quelli contro la fauna.

Nella classifica regionale dell’illegalità ambientale in Italia nel 2017, la Puglia si colloca nuovamente al terzo posto con 3.119 infrazioni accertate, il 10,4% sul totale nazionale, 982 sequestri effettuati, 3.316 persone denunciate e 65 arrestate.

Mentre nella classifica provinciale dell’illegalità ambientale nel 2017, a livello nazionale, Bari, Foggia, Lecce e Taranto si piazzano rispettivamente all’ottavo, nono, decimo e quindicesimo posto con 766, 750, 619 e 461 infrazioni accertate.

I dati emergono dal Rapporto Ecomafia 2018 realizzato da Legambiente e presentato, a livello regionale, questa mattina a Bari nel corso di una conferenza stampa da Francesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia, alla presenza di Renato Nitti, Sostituto Procuratore Direzione Distrettuale Antimafia di Bari, del Gen. B. Danilo Mostacchi, Comandante Regione Carabinieri Forestale Puglia, del Gen B. Giovanni Cataldo, Comandante Legione Carabinieri Puglia e del Ten. Col. Savino Raimo, Capo Ufficio Comando R.O.A.N. Guardia di Finanza Puglia.

“Nel Rapporto -dichiara Francesco Tarantini-, la Puglia conferma il terzo posto nella classifica regionale dell’illegalità ambientale con 3.119 infrazioni accertate. L’abusivismo edilizio, i reati legati al ciclo dei rifiuti e quelli contro la fauna non accennano a diminuire. I numeri pugliesi di Ecomafia 2018 sono il frutto del capillare lavoro di controllo del territorio e contrasto alle illegalità ambientali svolto in tutta la regione dalle Forze dell’Ordine e dalla magistratura che, ormai da tre anni, possono contare sulla legge sugli ecoreati contro chi pensa di lucrare a danno della salute dei cittadini e del territorio”

Nel 2017, in Puglia, grazie alla Legge 68/2015 sugli ecoreati, le forze dell’ordine, su 1.201 controlli eseguiti, hanno contestato 41 infrazioni, effettuato 9 sequestri e denunciato 41 persone.

Nel ciclo illegale dei rifiuti, la Puglia rimane al secondo posto, con 677 infrazioni accertate, il 9,3% sul totale nazionale, 811 persone denunciate, 33 arrestate e 317 sequestri effettuati. Mentre, nella classifica provinciale dell’illegalità nel ciclo dei rifiuti nel 2017, a livello nazionale, Foggia, Taranto, Bari e Brindisi si piazzano rispettivamente al secondo, sesto, undicesimo e quindicesimo posto con 202, 155, 104 e 73 infrazioni accertate.

Nel corso dell’anno 2017, gli uomini della Guardia di Finanza del Comando Regionale Puglia hanno sequestrato oltre 1.317 tonnellate di rifiuti industriali, 4 discariche abusive e constatato un’evasione dell’ecotassa per un ammontare complessivo pari a euro 16.050.623,27.

Nella classifica dell’illegalità nel ciclo del cemento, la Puglia scende dal secondo al terzo posto con 418 infrazioni accertate, il 10,7% sul totale nazionale, 464 persone denunciate, 20 arrestate e 250 sequestri effettuati. Nella classifica provinciale dell’illegalità nel ciclo del cemento nel 2017, a livello nazionale, Foggia, Bari e Lecce si piazzano rispettivamente al quinto, settimo e tredicesimo posto con 125,105 e 81 infrazioni accertate.

È proprio sulla costa che si materializzano i peggiori ecomostri e i peggiori abusi. Villette, piscine, lidi, ristoranti, campeggi, resort, spesso costruiti direttamente sulla sabbia. Nella nostra regione, gli interventi di abbattimento continuano ad essere pochi e sporadici. Ancora nessun abbattimento per il villaggio di Lesina, a Torre Mileto nel foggiano, con le sue 2 mila e 800 villette abusive costruite sulla lingua di sabbia che separa il mare del lago. Stesso dicasi per il villaggio turistico Pino di Lenne a Palagiano, sul golfo di Taranto, una lottizzazione abusiva dichiarata tale già nel 1987. Nel Salento, invece, la Procura della Repubblica di Lecce prosegue da alcuni anni con interventi di demolizione. Un’attività che ha indotto molti proprietari a demolire di propria iniziativa, senza aspettare l’azione delle istituzioni. Lo scorso aprile, il Comune di Lecce ha avviato la demolizione di quattro immobili abusivi a Torre Chianca, Torre Rinalda e Frigole.

Per quanto riguarda il racket degli animali (corse clandestine di cavalli, combattimenti clandestini, traffico di animali da compagnia, commercio illegale di specie protette, macellazione clandestina, abigeato, bracconaggio e pesca di frodo), la Puglia sale al secondo posto con 946 infrazioni accertate (il 13,5% sul totale nazionale), 884 persone denunciate e 273 sequestri effettuati. Nella classifica provinciale dell’illegalità nella fauna nel 2017, a livello nazionale, Bari, Lecce e la Bat si piazzano rispettivamente al terzo, ottavo e sedicesimo posto con 287, 221 e 147 infrazioni accertate. Una vasta operazione mirata alla lotta al bracconaggio dei Carabinieri Forestali nel Sud barese, in particolare nelle località di Gioia del Colle e di Alberobello, ha portato al sequestro di diversi richiami acustici utilizzati come mezzi di caccia non consentiti e di due fucili.

La corruzione è sicuramente il peggior nemico dell’ambiente. Gli appalti pubblici nel settore dell’ambiente sono tra quelli più esposti alla corruzione e alla criminalità organizzata.

Dal 1 gennaio 2010 al 31 maggio 2017, in Puglia ci sono state 30 inchieste sulla corruzione in materia ambientale, con 194 persone arrestate, 349 denunciate e 41 sequestri effettuati.

 

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