Salento Book Festival: a Galatina Federico Rampini con "Le linee rosse"

lunedì 9 luglio 2018
Fino al 22 luglio libri, reading, live show, laboratori, concerti. Oltre 70 tra autori e artisti pronti a presentarsi tra le bellezze del barocco leccese a pochi passi dal mare. Oggi a Galatina alle 19.30 Federico Rampini presenta il libro “Le linee rosse” (Mondadori).

Il Salento Book Festival lunedì 9 luglio torna di scena in Piazzetta Orsini (nei pressi della Basilica di Santa Caterina) a Galatina. Si parte alle ore 19.30 con Poiefola – Costruzioni teatrali  che presenta “Non c'era una volta” con Alberto Greco e Roberto Treglia. Si tratta di uno spettacolo per bambini e ragazzi ispirato all’ampia produzione dei fratelli Grimm, scelta dal gruppo Poieofolà che, così, con ingegno creativo e grande capacità di rileggere alcuni classici per bambini, scommette sul fascino del tema fiabesco. Ingresso libero.

A seguire, alle ore 21 Federico Rampini presenta il libro “Le linee rosse” (Mondadori). Nella sua ricognizione delle linee di forza che stanno ridefinendo gli assetti geopolitici e geoeconomici globali, Federico Rampini mostra e insegna a leggere la nuova cartografia del mondo, per "guardare dietro le apparenze" "Viaggiamo di più. Capiamo di meno. Mentre lo attraversiamo in velocità, il mondo ci disorienta. I leader brancolano nel buio. Fissano delle 'linee rosse' che non capiscono. Forse perché non leggono. Quel che il mondo vuole dirci è spiegato nelle carte geografiche, e nella loro storia. Ma quelle studiate a scuola non bastano. Bisogna penetrare il loro significato nascosto, incrociare il paesaggio terrestre con le storie delle civiltà, dei popoli e degli imperi". "Ogni crisi – dai profughi alla Corea del Nord, dal terrorismo al cambiamento climatico, dagli autoritarismi ai nuovi protezionismi, dalle 'missioni impossibili' di papa Francesco all'inquietante utopia dei social media – ci sfida a capire". "Una traversata coast-to-coast rivela che la supremazia degli Stati Uniti affonda le radici nella peculiarità del suo territorio. Le due Americhe sono separate da linee di frattura geografiche e razziali, religiose e sociali. Le stesse che spaccano l'Europa tra globalisti e sovranisti. La geografia storica dei populismi riconduce all'Italia dei tempi di Mussolini. I confini dell'Europa unita hanno un'impronta germanica fin dal Sacro Romano Impero. La Cina costruisce una Nuova Via della Seta, sulla quale inseguo le tracce di un esploratore italiano nel deserto di Gobi. L'espansionismo giapponese aiuta a decifrare la trappola della Corea del Nord. In Russia esploro la continuità tra gli zar e Putin. In India visito l'epicentro di uno scontro di civiltà. Un soggiorno nel Medioevo birmano, in Vietnam e in Laos dimostra che sta vincendo il "duro" benessere senza le libertà. Un missionario tra i musulmani ripropone la domanda di Stalin su "quante divisioni ha il papa". Il peso della Chiesa aiuta a capire il dibattito italiano sui profughi. I tracciati delle migrazioni/invasioni ci riportano alla caduta dell'Impero romano. Il potere delle mappe decide la sorte degli imperi: da Cristoforo Colombo a GoogleMaps. Il cambiamento climatico ridisegna gli atlanti a una velocità angosciante, la geografia dell'Artico e delle rotte navali cambia sotto i nostri occhi. E infine l'Italia vista da 'tutti gli altri' aiuta a capire chi siamo davvero.» Nella sua ricognizione delle linee di forza che stanno ridefinendo gli assetti geopolitici e geoeconomici globali, Federico Rampini mostra e insegna a leggere la nuova cartografia del mondo, per guardare dietro le apparenze della realtà di oggi e per rendere i viaggiatori del Terzo millennio più consapevoli di quelle che saranno domani le possibili mete.

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