Lilt presenta "Pentesilea. Storie di fumi, veleni e disattenzioni": appuntamento al Paisiello

giovedì 28 giugno 2018

Lo spettacolo sul tema dell'inquinamento ambientale nel nostro territorio andrà in scena domenica sera alle 21.

Appuntamento domenica 1 luglio 2018 alle 21 presso il teatro Paisiello di Lecce con "Pentasilea. Storie di fumi, veleni e disattenzioni", lo spettacolo organizzato da Lilt. Per il secondo anno consecutivo Lilt- Sezione Provinciale di Lecce presenta uno spettacolo nato all'interno del laboratorio di teatro partecipato, condotto dalla regista e attrice Chiara D'Ostuni. Il laboratorio ha coinvolto un gruppo di cittadini non-attori sul tema dell'inquinamento ambientale nel nostro territorio.

Lo spettacolo accende i riflettori sul paesaggio grigio e deturpato di una città che subisce gli attacchi dei nuovi turchi invasori. Veri e propri nemici della terra che con armi in pugno pianificano di sferrare l'attacco più duro che si potesse immaginare, l'ennesimo colpo che lascia presagire ancora altre vittime.

Pentesilea è la metafora della triste e sconfortante realtà che il Salento sta vivendo negli ultimi anni, guadagnandosi il triste primato delle zone d'Italia con il più alto tasso di tumori e malattie legate all'inquinamento ambientale. 

I cittadini sono i primi a fare le spese degli scellerati e utilitaristici piani industriali ed economici che troppo spesso vanno a braccetto con la criminalità organizzata. Come cornice di un quadro già di per sé esasperato, vi è l'incuria di molti politici e istituzioni che un giorno lanciano allarme e il giorno dopo tacciono, sedati dai loro stessi interessi personali. Ma lo spettacolo "Pentesilea" non vuole essere solo una denuncia di questo vero e proprio assalto all'ambiente. Nel tessuto drammaturgico che i cittadini sveleranno al pubblico vi è la volontà di lanciare un monito agli spettatori, cittadini anch'essi, affinché nasca una riflessione sulla responsabilità civile e sociale di ognuno di noi.

Personaggio principale dello spettacolo è il coro che rappresenta la collettività, che guarda verso il proprio presente e ne sottolinea le contraddizioni. Il coro è la negazione dell'indivisualismo, è la voce del popolo, è il grido muto che accompagna lo sdegno, è lo sguardo ancor prima della parola, è l'azione del rito comunitario che può salvare ancora questa nostra terra. 

Regia e drammaturgiadi Chiara D'Ostuni. Con: Teresa Bortume, Mariella Galetta, Roberto Lega, Gabriella Luperto, Federica Maruccia, Anna Maria Mazzotta, Silvana Miglietta, Patrizia Sticchi, Rita Tondo.

Scenografia a cura di Silvia Cappello e Cristina Panarese


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