Interventi in zona vincolata con il Piano casa, il Tar dà torto alla Soprintendenza

domenica 24 giugno 2018
I giudici hanno accolto l’istanza di un cittadino che chiedeva di poter demolire e ricostruire aumentando la cubatura in una zona soggetta a vincoli.

Il Tar Lecce ha stabilito che è in linea con l’attuale quadro costituzionale la facoltà attribuita ai Comuni, vista la recente modifica della legge regionale sul piano casa, individuare aree vincolate del proprio territorio, nelle quali sono comunque consentiti gli interventi e gli aumenti di cubatura previsti dallo stesso piano casa.

I giudici si sono pronunciati su di un ricorso proposto nei confronti di un diniego di autorizzazione paesaggistica da un privato cittadino difeso dagli avvocati Pier Luigi Portaluri e Giorgio Portaluri,

Il cittadino aveva chiesto il rilascio dei titoli, tra i quali anche quello paesaggistico, per realizzare su di un terreno vincolato un intervento di demolizione e ricostruzione di un edificio esistente con aumento di cubatura in applicazione del piano casa.

La Soprintendenza ha però negato il rilascio del proprio assenso paesaggistico, ritenendo in ogni caso non applicabile il piano casa in aree sottoposte a vincolo.

Questo provvedimento è stato impugnato dal cittadino, a mezzo degli avvocati Pier Luigi Portaluri e Giorgio Portaluri, i quali hanno precisato in giudizio che nel 2017 l’amministrazione comunale aveva adottato una delibera con la quale – sulla base delle facoltà introdotte dalle recenti modifiche della legge regionale sul piano casa – aveva individuato gli immobili e le aree vincolate nelle quali il piano casa è comunque applicabile, includendo anche l’area del ricorrente.

La Soprintendenza ha difeso il proprio provvedimento, contestando anche le legittimità costituzionale della norma regionale sul piano casa nella parte in cui attribuisce ai Comuni il potere di individuare parti del proprio territorio soggette a vincolo nelle quali può in ogni caso trovare applicazione il piano casa.

In pieno accoglimento delle tesi sostenute dagli avvocati Portaluri, il Tar Lecce ha però chiarito che sul territorio insistono più interessi pubblici: da un lato, quelli relativi alla tutela del paesaggio, la cui cura è affidata in via esclusiva allo Stato dalla Costituzione e, dall’altro, quelli concernenti il governo del territorio, attribuiti invece alla competenza concorrente delle Regioni.

Di conseguenza, la facoltà concessa dal legislatore regionale ai Comuni di delimitare ambiti vincolati nei quali consentire gli interventi previsti dal piano casa è perfettamente in linea con il dettato costituzionale poiché questa materia rientra nel governo del territorio, affidata alla competenza concorrente delle Regioni.

Secondo gli avvocati Portaluri la decisione del Tar Lecce è di estremo interesse poiché è la prima a chiarire – anche tenendo a riferimento le coordinate costituzionali in tema di riparto di competenze tra Stato e Regioni – quale sia l’attuale ampiezza dei poteri comunali in materia di applicazione del piano casa.

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