Scioglimento per mafia, Consiglio di Stato sospende il Tar: a Parabita tornano i commissari

venerdì 22 giugno 2018

Accolto il ricorso di Prefettura di Lecce e Viminale: nel Comune di Parabita tornano ad insediarsi i commissari prefettizi. Quinto, legale della giunta Cacciapaglia: “Atipico rimuovere un’amministrazione a due mesi dalla discussione di merito”.

Il Consiglio di Stato ha accolto la richiesta della Prefettura di Lecce e del Viminale di sospendere il giudizio del Tar del Lazio sullo scioglimento per “infiltrazioni malavitose” dell’amministrazione di Parabita, retta dal sindaco Alfredo Cacciapaglia: per effetto, dunque, della decisione dei giudici di Palazzo Spada, ora chiamati a esprimersi nel merito, nel Comune tornano ad insediarsi i commissari prefettizi. L’udienza di merito dovrebbe tenersi il prossimo 27 settembre.

“A seguito della pubblicazione della motivazione della ordinanza cautelare emessa dal Consiglio di Stato sul ricorso d’appello dell’Avvocatura dello Stato sulla vicenda di Parabita, va rilevato preliminarmente –dichiara l’avvocato Pietro Quinto, legale dell’amministrazione Cacciapaglia – che l’accertata tardività dell’impugnazione è stata ritenuta superabile in sede cautelare attraverso la concessione ‘dell’errore scusabile’. Ciò perché, si legge nella motivazione dell’ordinanza, l’Avvocatura avrebbe dimostrato un deficit di funzionamento del sistema di lettura delle Pec in arrivo, essendo pacifica l’avvenuta ricezione in data 4 aprile della sentenza, così come notificata dai difensori di Cacciapaglia”.

“Discuteremo nella udienza di merito se questa tesi –continua l’avvocato Quinto- sia fondata o meno sotto il profilo fattuale e giuridico. Ciò anche per la rilevanza che assumerebbe un siffatto principio, se confermato in sede di merito, in quanto valevole in linea generale per tutti gli uffici legali e per tutti gli avvocati ai fini della certezza delle risultanze della notifica a mezzo PEC. Per il resto la motivazione dell’ordinanza ha ritenuto che nella contrapposizione degli interessi, cioè quello dell’Amministrazione statale di natura precauzionale e quello della tutela dei diritti della rappresentanza democraticamente espressa dalla comunità locale, sia prevalente il primo in termini cautelari”.

“L’ordinanza del Consiglio di Stato – conclude Quinto- ha però omesso di dare conto della circostanza, documentata con l’esibizione del verbale datata 28/3/2018, che la sentenza del Tar del Lazio era stata puntualmente eseguita e che l’Amministrazione Cacciapaglia si era regolarmente insediata in sostituzione degli Amministratori straordinari; in termini di tutela cautelare, appare atipica la rimozione di una situazione amministrativa definita, nei mesi di luglio ed agosto, in attesa della decisione di merito fissata per settembre che dovrà farsi carico di rispondere a tutte le complesse questioni giuridiche che interessano la vicenda del Comune di Parabita”.

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