Sciopero alla Sirti di Nardò, i lavoratori: “Se società non ci riceve, niente straordinari”

mercoledì 20 giugno 2018

Oggi presidio e assemblea davanti ai cancelli dell’azienda: adesione del 90 per cento dei lavoratori. Annarita Morea (Fiom Lecce): «Finché l’azienda non ci riceverà i lavoratori si asterranno dagli straordinari».

Due ore di sciopero con un’adesione del 90 per cento dei dipendenti. Inizia così la stagione di protesta avviata dalla Fiom-Cgil di Lecce all’interno del cantiere neretino di Sirti, azienda storica che si occupa di installazione e riparazione degli impianti telefonici e che dà lavoro a 84 dipendenti, tutti altamente qualificati e professionalizzati. Il presidio e l’assemblea di questa mattina sono il preludio di altre forme di protesta, già preannunciate ieri, come lo sciopero degli straordinari: «Finché l’azienda non ci incontrerà per individuare soluzioni ai problemi dell’organizzazione e dei ritmi di lavoro, proseguiremo con lo sciopero degli straordinari», dice Annarita Morea, segretaria generale della Fiom-Cgil Lecce.

Due le questioni sul tavolo. La prima riguarda l’organizzazione interna e l’utilizzo del software OFSC ORACLE. La seconda si riferisce al regime degli appalti dell’indotto Telecom, principale committente di Sirti.

Contrattare il software

Il software Ofsc Oracle è stato introdotto dall’azienda, subito dopo l’entrata in vigore della riforma del lavoro varata dal governo Renzi che permetteva la geolocalizzazione dei dipendenti. L’intento iniziale di Sirti era l’efficientamento del lavoro, in particolare per ridurre i tempi di percorrenza e per aumentare la produttività. «Dopo tre anni possiamo dire che l’obiettivo non è stato centrato», dice Morea. «Molti di questi lavoratori cominciano a lavorare partendo dalle loro abitazioni. Però accade che un dipendente residente a Lecce, anziché essere inviato nell’hinterland, vada a lavorare a Tricase; e che al contrario un lavoratore che abita ad Alessano prenda in carico un intervento a Squinzano». Il software poi non riesce a distinguere tra gli interventi che hanno bisogno di una squadra e quelli in cui basta un solo lavoratore: «Gran parte dell’infrastruttura è su palifica e gli interventi su questa rete, per problemi di sicurezza, non possono essere gestiti da un singolo lavoratore. Quando il dipendente arriva sul posto è perciò costretto a segnalare al software l’esigenza di inviare una squadra o chiama un suo collega per ottenere supporto. Il guaio è che il lavoratore che giunge a supporto non può segnalare il proprio intervento sul sistema informatico. Il sistema è inefficiente e causa problemi all’azienda ma anche agli operai, che si trovano costretti a lavorare molto di più per portare a casa un risultato minimo».

Appalti

L’altra grande tema emerso durante l’assemblea è la volontà di sensibilizzare le istituzioni sulle modalità con cui Telecom bandisce le gare. Il regime del massimo ribasso rischia di tenere ai margini Sirti, azienda strutturata, attenta alla sicurezza sul lavoro e che applica i contratti. «Un sistema di questo tipo rende praticamente impossibile a Sirti di competere con offerte minime. A nostro avviso le istituzioni dovrebbero vigilare: per esempio sull’applicazione del contratto da parte delle aziende vincitrici di appalto o che prendono i lavori in subappalto o ancora sull’osservanza delle regole in materia di sicurezza. Sirti ha lavoratori altamente qualificati anche sulla banda larga, eppure non lavora ai cantieri recentemente avviati in provincia di Lecce. Per questo la Fiom rilancia la proposta di legge della Cgil per modificare la normativa sugli appalti a garanzia dei trattamenti dei lavoratori e delle lavoratrici impiegati nelle filiere degli appalti pubblici e privati, per contrastare il dumping contrattuale e le pratiche di concorrenza sleale tra imprese e per tutelare l'occupazione nei cambi di appalto».

 

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